Venerdì 25 Maggio 2012
   
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IL MIO VIAGGIO

Copertina_Il_mio_viaggio_cr Il volume Il mio viaggio (Ed. Libroitaliano) di Chiara Sorino consta di una raccolta di quaranta poesie, inserita nella collana dei novanta Poeti Italiani Contemporanei, frutto di un’attenta selezione editoriale operata in tutta Italia.

Come si arguisce dal titolo, il tema dominante della raccolta poetica è il viaggio, argomento senza dubbio pregno di numerosi e altisonanti echi letterari, che trovano spazio nel volume in questione. Dalle peregrinazioni dell’omerico Ulisse, agli stilemi di poesia greca arcaica – Saffo, Alceo, Anacreonte – sino ai moderni “mali di vivere” joyciani e montaliani: Il mio viaggio è tutto questo.

L’architettura dell’opera, inoltre, conduce per mano il lettore attraverso un viaggio immaginario da intraprendere con la lettura. Dal componimento proemiale, che sviscera l’amore per il viaggio fisico e intellettuale, il filo conduttore si snoda attraverso paesaggi concreti e descrizioni più o meno naturalistiche. Sono panorama del lettore, pertanto, le città, le vie, le strade, la folla, ma anche elementi naturali quali il mare, i fiumi, i laghi, la campagna.

Un percorso, inoltre, non immemore di una meta finale: se stessi e il proprio mondo, nonché i sentimenti, e la sicurezza della casa, degli affetti. Un viaggio esterno, insomma, che si muta in una ricerca di sé e delle proprie radici, sino all’essenza umana del proprio io.

Il volume Patchwork. Frammenti di un’immagine (Ed. Palomar) di Chiara Sorino è una raccolta composita, che consta di un racconto iniziale, prosegue con trentacinque poesie e si conclude con una lettera. Un’alternanza, insomma, di prosa e poesie, da cui ha origine il titolo della stessa opera: Patchwork, come il manufatto artistico che dà una visione unitaria di un insieme eterogeneo e, a differenza del puzzle, non permette di distinguere, come elementi a sé stanti, le singole tessere del metaforico mosaico.

Campeggiano, fra le righe, inoltre, i sentimenti e il loro mondo composito, legato, in maniera prioritaria, all’abbandono. Non si tratta, tuttavia, di un’unica storia triste, bensì di un mondo variegato, nel quale il lettore si ritrova circondato da specchi più o meno deformanti, che mostrano le diverse angolature di questo sentimento, come un prisma dalle numerose facce.

L’immagine – come The Monk by the Sea di Friederich in copertina – è unica: attraverso i testi, attraverso, quindi, i suoi frammenti, se ne ricostruiscono i tratti in maniera netta. Ed è un’immagine silente, che coinvolge il lettore e lo immerge in un mondo tutto da leggere e da scoprire, in un mondo a lui talmente vicino e familiare da divenire il suo.

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