Venerdì 25 Maggio 2012
   
Text Size

ORGOGLIOSAMENTE TERRONI. APRILE E VENEZIANI.

meridionali_cr

 

 

 

 

 

Pino Aprile e Marcello Veneziani in piazza Palmieri

hanno discusso di SUD.

 

Giovedì 5 agosto alle ore 21,30 in piazza Palmieri si è svolto il terzo e ultimo appuntamento con i «Processi in piazza» di Giordano Bruno Guerri.

Al centro dell’appuntamento il Mezzogiorno d’Italia e i meridionali attraverso un confronto tra due testi e due autori; protagonisti i libri «Terroni» (Edizioni Piemme) di Pino Aprile e «Sud» (Edizioni Mondadori) di Marcello Veneziani.

Secondo Marcello Veneziani, editorialista di “Libero”, il Sud si sta svuotando di anime, culture e popolazione, tra emigrati e denatalità. Rabbiose critiche si alternano ad appassionate difese, partorite entrambe dall’amore per il Meridione. Nelle sue storie e storielle, Veneziani capovolge l’idea crociana di un paradiso abitato da diavoli, e teme invece che il Mezzogiorno stia diventando un inferno abitato da angeli, in fuga per salvarsi da soli e non dannarsi insieme.

Pino Aprile, pugliese doc, interviene con vitalità polemica in un dibattito dai toni sempre più accesi, per fare il punto su una situazione che si trascina da anni, ma che di recente sembra essersi radicata in uno scontro di difficile composizione. La sua conclusione è che, se centocinquant’anni non sono stati sufficienti a risolvere il problema, vuol dire che non si è voluto risolverlo; le due Germanie, pur divise da una diversa visione del futuro, dalla Guerra Fredda e da un muro, in vent’anni sono tornate una. Perché da noi non è successo?

INTERVISTA A PINO APRILE

"Terroni": è un titolo ironico o realistico?

«Ai meridionali si è iniziato a togliere la propria dignità, l’orgoglio che invece dovremmo recuperare».

Esiste una ricetta per fuoriuscire dalla condizione di “terroni”?

«Bisognerebbe pensare che ciascuno è meridionale rispetto ad altri; nessuno si può sentire più grande di altri, né potrebbe considerare inferiore un suo simile»

C’è un antidoto al meridionalismo?

«Il Sud non ha voce: tutti i grandi giornali sono in mano ad altri gruppi di lavoro, il sistema economico esclude ciò che non è nord. Il sistema economico rende afono il sud; il nord ha la voce della grande distribuzione, ma c’è un disturbatore in tutto ciò: il web. La grande rete ha messo in crisi persino la Cina. E' la conoscenza che conduce all'azione!».

Un ultimo pensiero, dedicato a chi non si sente terrone.

«Riporterò le parole di un mio lettore friulano: scorrendo i siti meridionalisti, ha letto che cosa hanno scritto i terroni e adesso li considera un valore aggiunto. Bisognerebbe allontanare dal governo (e in generale) la parte razzista dei padani, che non è recuperabile e non dovrebbe stare nemmeno in politica!».

Commenti 

 
#5 Salvatore de Giorgi 2010-08-25 22:31
Con il pericolo di elezioni vicine, tutti i partiti Lega esclusa cominciano a parlare della "questione meridionale", Casini sembra un calabrese,Fini parla con accento pugliese, Veltroni vanta ascendenze siciliane insomma è cominciato l'assalto al voto degli "imbecilli" del Sud. E continueremo ad essere degli ingenui imbecilli se ancora ci fidiamo di questi BUGIARDI. Dovremmo fare da soli,votando partiti che hanno radici al SUD: L'alternativa è continuare a vedere i nostri figli espulsi dalla loro terra per un lavoro.
Segnala all'amministratore
 
 
#4 siamo seri 2010-08-07 21:52
no voleva dire APERITIVO
Segnala all'amministratore
 
 
#3 io cero 2010-08-07 03:12
hai detto bene veritas "APRTITO" è il nome giusto
Segnala all'amministratore
 
 
#2 veritas 2010-08-06 22:14
io sono leghista
l'unico vero aprtito d'Italia
Segnala all'amministratore
 
 
#1 decibel 2010-08-06 18:14
purtroppo molta gente del sud,non capisce che votando berlusconi,da il proprio voto implicito alla lega,che odia noi del sud e ci considerano tutti terroni.
ci diamo la zappa sui piedi:sad:
Segnala all'amministratore
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI