Venerdì 25 Maggio 2012
   
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IL CTG: "SALVIAMO SAN SALVATORE"

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(fonte blog.libero.it/tempoliberando)

Il progetto è dei più ambiziosi, di quelli che hanno bisogno del sostegno e della volontà di tutti, ma lasciare che una delle chiese simbolo della città, quella San Salvatore chiusa dal 1920, rimanesse nell’oblio o peggio fosse destinata ad usi, per così dire, non consoni a quello per cui è stata edificata una delle parrocchie più antiche di Monopoli, non poteva lasciare insensibile il Vescovo della Diocesi Conversano/Monopoli Mons. Domenico Padovano, il parroco di Sant’Antonio Don Vito Castiglione Minischetti e il Centro Turistico Giovanile Egnatia di Monopoli. Nasce così l’idea di valorizzare la chiesa e promuoverne il recupero proprio attraverso la storica associazione monopolitana che, già nel lontano 1976, aveva contribuito attraverso i suoi soci al salvataggio di gran parte del corredo artistico della chiesa di San Salvatore, con opere oggi custodite nella chiesa di Santa Teresa e nel Museo Diocesano. Il recupero della chiesa passa attraverso una sua valorizzazione, ne sono convinti al Ctg che pensa di realizzare nell’ala agibile della struttura un Centro Culturale di promozione di storia, costumi, tradizioni locali attraverso tutta una serie di attività che possano nel contempo favorire momenti di aggregazione sociale e momenti di promozione e conoscenza del ricco patrimonio storico, artistico e culturale cittadino e chissà, se questo primo semplice passo, possa rappresentare l’inizio di una rinascita di quel luogo simbolo per la città. La fiducia non manca e senza dubbio va sottolineato il gesto di straordinaria fiducia da parte della Curia Vescovile nei confronti di un’associazione giovanile come il Ctg.

Un po' di storia

Una chiesa dal passato glorioso, dal presente buio, e dal futuro incerto, è quanto oggi può essere detto della chiesa di San Salvatore, chiusa dal 1920 e da allora caduta in uno stato di quasi totale oblio, una chiesa il cui recupero oggi appare una scommessa, un sogno, più che una possibilità, ma occorre crederci, senza i sogni non si va da nessuna parte.

La tradizione popolare racconta che la chiesa fu fatta edificare da un capitano di un vascello pirata scampato con tutto il suo equipaggio al naufragio e per tal motivo rivolta a mare e dedicata a San Salvatore, ma sono le parole di Graziano Bellifemine, contenute nella collana di studi pugliesi “Monumenta Apuliae ac Japygiae”, ad aiutarci a ricostruire una breve profilo storico e artistico dell’edificio. La Chiesa di San Salvatore in Pittagio Pinnae, così è definita, ha una storia che va dal periodo paleocristiano (III – IV sec.) fino al 1920, data del quasi definitivo abbandono della struttura. Resta fitto il mistero della chiesa paleocristiana da collocarsi, secondo Bellifemine “a man destra del coro”. La chiesa, comunque, è ricordata nella Bolla di Alessandro III del 1180. Nel 1500 sono da ricordare due visite inedite: quella del Vescovo Fabio Pignatelli del 1566, della visita conciliare tridentina, e nel 1567/68 quella del Visitatore Apostolico Tommaso Orfini, Vescovo di Foligno. Con la distruzione della chiesa di San Leone ubicata nei pressi di Porta Foca, a causa delle guerre, la chiesa fu unita giuridicamente a quella di San Salvatore alla quale andò parte dei beni. Nel 1622 viene realizzata “la porta grande nuova”, mentre nel 1720 viene realizzato il nuovo coro ligneo. Nel 1723 si ordina di demolire il campanile pericolante. L’altare risale al 1744 ed è opera di Aniello Gentile, autore di una Capoaltare nella chiesa di Santa Croce a Lecce. Nel 1974 i soci del Centro Turistico Giovanile Egnatia di Monopoli, unitamente a Don Michele Lorusso, si adoperano per mettere in salvo i dipinti di pregio contenuti nella chiesa: Trasfigurazione di Nostro Signore Gesù Cristo, Santa Penitente, Crocifisso con Santi, Cena di Emmaus, SS. Trinità con Santi, S. Vito, S. Cosma, S. Damiano, Madonna della Pace con Santi. La chiesa come tutti i luoghi di culto presenta diversi sepolcreti. Nulla rimane invece del prezioso organo del 1715 opera di Pietro De Simone, vittima di un misero furto perpetrato in tempi recenti. Dal 1974 al 6 agosto 2010, il Ctg ritorna a San Salvatore, questa volta con Don Vito Castiglione Minischetti Parroco di Sant’Antonio, parrocchia alla quale San Salvatore fu accorpata proprio negli anni 20! Dopo 36 anni il Ctg torna in quel luogo di culto con lo stesso obiettivo strapparlo all’oblio del tempo e all’incuria dell’uomo e farne un punto di riferimento per la comunità locale con un centro culturale attivo, per far sì che quanto detto con un certo sconforto dal Bellifemine laddove scrive “fra non molto gli storici dovranno ricordarla come cosa che fu…” non si avveri.

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