Venerdì 25 Maggio 2012
   
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I DICIOTTO SANTI PATRONI DI MONOPOLI

conferenza_santi_patroni_monopoli Tutti noi conosciamo la fede e la devozione che Monopoli nutre per la Madonna della Madia, la protettrice festeggiata per ben due volte nel corso dell’anno, il 14 agosto e il 16 dicembre. Non tutti però sanno che la nostra città annovera ben 18 santi patroni, e il culto della Madonna della Madia, benché la tradizione collochi il suo prodigioso approdo nelle acque del nostro porto nel lontano 1117, si diffonde per ultimo a partire dal 1680. E’ quanto emerge dagli studi condotti da don Gianluca Di Bello che sono stati presentati sabato 20 u.s. presso la sala conferenze del museo diocesano di Monopoli in collaborazione con l’associazione culturale “ Pietre Vive”. Questa associazione, nata nel 2001, nei suoi primi nove anni di attività si è particolarmente distinta nelle attività di gestione del Museo della Basilica Cattedrale ( curando le visite guidate agli scavi) e nella valorizzazione del patrimonio storico artistico di tutta la Città. La serata è stata allietata anche da alcuni intermezzi musicali a cura del maestro Bagus Kentus Norontako, per gli amici Koko. Don Gianluca è un giovane sacerdote di Monopoli, da poco più di un mese parroco della parrocchia S. Maria di Pozzo Faceto in Montalbano. Prima di intraprendere gli studi teologici presso il Seminario Maggiore di Molfetta, don Gianluca consegue la laurea in lettere e filosofia discutendo la tesi dal titolo: “ I 18 Santi Patroni di Monopoli, indagine storica sul culto dei Patroni in età moderna”. Come si evince dal titolo, non si tratta di un lavoro devozionale, bensì di una ricerca storica basata sugli scritti di due storici, un francese e un italiano: Jean Michelle Sallmann e Giuseppe Galasso.

Quello del patronato è un fenomeno che caratterizza il sud Italia, e si fonda sulla pratica del “ Patrocinium”: un patto tra il potente di turno e il debole bisognoso di protezione. Il debole ricambia la protezione del potente tramite l’elargizione di alcuni doni. Successivamente, al “ patrocinium laico” subentra quello “ religioso”: il vescovo diventa il garante dell’unità e della sicurezza della comunità. Dopo la sua morte, i cittadini continuano ad invocarlo quale patrono. Nel XVI secolo il culto dei patroni si diffonde così tanto, al punto da rendere necessario l’intervento del Papa per disciplinarne la diffusione. Il 23 marzo 1630 Papa Urbano VIII emana un primo decreto, il “ Decretum pro Patronibus in posterum erigendis”, nel quale stabilisce che possono essere conferenza_santi_patroni_monopoli_2eletti “ patroni” solo i Santi venerati in tutta la Chiesa ( quelli cioè elencati nel “ martirologio”, n.d.r.); l’elezione è proposta dal popolo e poi dal clero; successivamente, la Sacra Congregazione dei Riti, esaminata la documentazione, emana il decreto. Nel 1642, sempre il Papa Urbano VIII emana un secondo decreto, il “ Pro Observationem Festorum”, nel quale disciplina l’aumento dei patroni ( classificandoli tra “ principali” e “ secondari”), e stabilendo che solo ai Patroni principali spetta la festa di precetto ( con la celebrazione della messa e dell’ufficio propri). Nel periodo storico preso in esame da don Gianluca ( 1588 – 1799), Monopoli è una città demaniale, con un porto commerciale molto ben avviato. Dal 1527 al 1529 un forte epidemia di peste colpisce la nostra città decimandone la popolazione. Monopoli è Diocesi di patronato Regio, dove un accordo tra il Papa e il Re di Napoli, “ l’alternativa”, regola l’elezione del vescovo: una volta si elegge un vescovo locale, la volta successiva uno straniero. Erano gli anni dell’applicazione delle direttive del Concilio di Trento ( celebrato in contrapposizione al protestantesimo), nascono le parrocchie, nascono le confraternite, per la prima volta un vescovo, mons. Porzio, risiede a Monopoli ( in precedenza i vescovi risiedevano in città fuori diocesi), mons. Surgente compie le visite pastorali, mons. Cavalieri fonda il Seminario. Dopo aver tracciato il contesto storico, don Gianluca elenca i 18 patroni dividendoli in “ principali e secondari”. Tra i patroni principali abbiamo:

SS. ROCCO e SEBASTIANO: vengono eletti quali protettori contro la peste al termine dell’epidemia del 1527 – 1529. La Civica Amministrazione costruisce una cappella nel 1541 e il loro culto si perde nel tempo perché vengono declassati in patroni secondari.

S. NICOLA di BARI: è imposto dal Vice Re Spagnolo, che lo invoca quale protettore della pace e delle quiete sociale. Il Capitolo Cattedrale ne favorisce l’elezione nel 1643.

S. FRANCESCO da PAOLA: la sua elezione è imposta dai padri minori francescani. E’ il più grande taumaturgo.

S. ANNA: l’elezione è favorita da mons. Cavalieri, che ne promuove il culto quale protettrice dei pescatori, dei marinai, dei contadini e di tutti i cittadini.

I Patroni secondari invece sono:

S. IGNAZIO di LOYOLA: la sua elezione è imposta dai padri gesuiti il 23 marzo 1686.

SS. TOMMASO e ANTONIO: sono invocati quali protettori contro la peste. La loro elezione avviene il 23 gennaio 1694.

S. TERESA d’AVILA: carmelitana scalza, santa della riforma cattolica, autrice della ispanizzazione del Regno di Napoli. La sua elezione risale al 7 agosto 1694.

SS. AGOSTINO ed IRENE: sono eletti patroni secondari il 19 maggio 1729. Agostino è invocato contro l’invasione delle cavallette, Irene contro le tempeste e i fulmini.

S. FRANCESCO SAVERIO: la sua elezione è imposta dai padri gesuiti nel 1742.

SS. VITO, MODESTO e CRESCENZA: di Modesto e Crescenza è in dubbio la loro reale esistenza, Vito è invocato contro l’invasione dei topi. Sono eletti il 19 febbraio 1743.

S. PANTALEONE: viene onorato per favorire l’abbondanza dell’olio.

BEATO GIUSEPPE da COPERTINO: non è possibile affermarlo con certezza a causa dell’assenza di documenti.

Più lungo e diverso è il cammino dell’elezione della MADONNA della MADIA quale patrona principale ed unica di Monopoli. Nel 1680 mons. Cavalieri ottiene la facoltà di celebrare il 16 dicembre ufficio e messa non propri, ma con le letture di S. Maria in Sabato. Nel 1727 il Papa Benedetto XIII concede l’indulgenza plenaria a quanti si confessano e pregano davanti all’immagine della Madonna della Madia durante l’ottava dell’Assunta. Il 6 dicembre dello stesso anno, l’indulgenza plenaria viene concessa anche a quanti visitano la cattedrale il 16 dicembre. Il 17 marzo del 1728 Benedetto XIII concede per la festività del 16 dicembre la celebrazione della Messa e dell’Ufficio propri. Nel 1724 il Capitolo Cattedrale Monopoli studia la possibilità di avere le corone d’oro per l’icona dal Capitolo Vaticano. Dal 1731 al 1737 il Capitolo Cattedrale attua il processo formativo, che subisce un rallentamento a causa dei lavori di costruzione della nuova cattedrale. Il 17 dicembre 1768 il vescovo mons. Cacace invia la petizione a Roma. Il 1 luglio 1770 avviene la dedicazione della nuova cattedrale, sette giorni dopo, l’8 luglio avviene l’incoronazione. Successivamente viene realizzata una statua d’argento che ancora oggi è portata in processione il 15 agosto.

Nel corso del tempo il culto dei vari patroni si è perso per diverse ragioni, su tutte la necessità da parte della Chiesa, di disciplinare e moderare il culto dei Santi. Nel ‘900 due opere stabiliscono i due patroni di Monopoli: nel 1940 don Antonio Olivieri pubblica l’opera “ Officia Civitati et Diocesi Monopolitanae propria”, dove dichiara quali patroni principali la Madonna della Madia e S. Francesco da Paola. Nel 1964 il vescovo mons. Carlo Ferrari nel “ Nuovo Calendario e Proprio Liturgico”, dichiara la Madonna della Madia Patrona principale ed unica. Mentre S. Francesco da Paola patrono secondario.

Commenti 

 
#1 Alti i cuori 2010-12-04 16:38
Complimenti Don Gianluca,
continua così. Affinchè l'esempio di Don Armando di Sant'Anna, da cui Tu e Don Sandro avete preso esempio frequentando l'oratorio, possa darvi la determinazione di fare e fare bene per la vostra comunità civile e religiosa.
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