Durante la scorsa estate avevo fantasticato sull’esistenza di uno storico incrocio sulla via Procaccia nei pressi di “Copacabana”, ricordate? Convenivo sul fatto che doveva esistere un secondo ramo stradale consolare più interno, proveniente da Conversano, lì convergente con la via Traiana che portava al centro dell’antica città di Egnatia. Un tratto del quale, emergente come tale, è visibile sulla nostra via Lepanto, a margine del rione “peep” Piccinato laddove, un mese prima, il Presidente della Regione Puglia e il nostro Sindaco avevano sottoscritto un accordo per la realizzazione di un Pirp - programma integrato di riqualificazione di quella periferia - da attuare nel predetto rione per l’importo di tre milioni di euro. Grazie a questi fondi il Comune, si disse, potrà avviare una serie di interventi a favore della collettività: opere residenziali, alloggi comunali di edilizia sovvenzionata per particolari categorie sociali, lavori di riqualificazione delle palazzine Iacp, urbanizzazioni connesse tipo un asilo nido comunale, spazi e percorsi pedonali, ciclabili e verdi, un ponte ciclo-pedonale sulla lama Don Angelo, un’area di parcheggio, e altre imprecisate attività compresa la valorizzazione dell’antica strada consolare. Detto questo, riporto all’attenzione dei miei concittadini la memoria e… “i fasti dell’antichità e l’abbandono di oggi”, come meglio e più incisivamente è stato illustrato da Flavia Piccinni su La Repubblica Bari dell’8 dicembre scorso. E, siccome ogni volta che transitiamo da quella parte della via Lepanto, sono sicuro che tutti volgiamo automaticamente lo sguardo sui suoi antichi solchi senza purtroppo vedere che trattasi, invece, di un’altra strada costruita come variante della via Appia Traiana, proveniente appunto da Conversano, per riunirsi alla costiera nei pressi di Monopoli e riunirsi alla via Traiana vera e propria. Il tratto lì emergente presenta oggi soltanto solchi in roccia sui quali non sono stati trovati cippi miliari né basole calcaree come asserisce la Piccinni e ciò mi fa pensare ancora una volta che quel tratto non si tratti della costiera via Traiana, bensì della più antica e larga via Minucia, altrimenti detta, mulattiera di Strabone, realizzata dai consoli Minucio Rufo e Lepido 330anni prima, precisamente nell’anno 221 a.C.. Anche per i due massimi esperti professori dell’Università di Bari, Raffaella Cassano e Giorgio Otranto, il percorso vero della via Traiana è quello che si riversava sul litorale a sud della nostra (futura) città dove, probabilmente, si congiungevano le due strade per continuare secondo un unico percorso fino a Brindisi. Perciò vorrei rimarcare ancora, prima che si intraprendano i lavori del Pirp nel rione Piccinato, che quell’antichissimo tratto emergente della lunghezza di 300 metri costeggiante la strada per il Capitolo asfaltata negli anni cinquanta sul percorso di quella romana, diventa storicamente rilevante proprio perché in quel punto la carreggiata si presenta con una larghezza più che quadruplicata e i solchi in roccia evidenziano non uno ma due sensi di marcia. Scoprire ora la verità e valorizzare quell’inestimabile patrimonio storico-archeologico dipende solo dal Comune. Il mio auspicio è che si possano proseguire quegli scavi verso sud alla ricerca dello storico incrocio. Credo che non si presenteranno tanto facilmente, e a breve, altre fortunate occasioni come questa, per fare piena luce sul nostro passato. Contribuiamo pure noi cittadini, nel nostro piccolo, a fermare le molte “frane” che si stanno abbattendo sui siti archeologici abbandonati, o non sufficientemente tutelati come nel caso in specie, ricordando a noi stessi che la civiltà corre e ricorre anche lungo le strade.
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Commenti
L'esito mi sembra chiaro.
Quello che a me dispiace ed in qualche modo indigna è che per motivi meramente turistici si vuole falsificare la storia. Che lo facciano degli amministratori lo si può anche comprendere (ma non giustificare), che lo facciano-come è accaduto- degli studiosi e dei resposabili di beni archeologici è inusitato.
Comunque quei solchi nella roccia sono certo quel che rimane di una opera viaria locale e/o di raccordo alla vera Via Traiana che vediamo nel suo splendore in quel di Egnatia.Questo non vuol dire che dobbiamo trascurare quei resti; anzi dobbiamo valorizzarli inquadrandoli storicamente (e turisticamente) per quello che realmente sono.Saluti a Muolo ed ai lettori.