Venerdì 25 Maggio 2012
   
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DONNE IMPRESA: GIULIANA SGRENA A MONOPOLI

giuliana-sgrena_cr Monopoli 18 gennaio. Avere un' idea, crederci, coltivarla, farla nascere, vederla crescere. E farlo da donna, cercando di conciliare figli e lavoro, famiglia e aspettative professionali. E’ questa la mission di Donne Impresa Confartigianato  sezione di Monopoli, un movimento a carattere nazionale, nato 10 anni fa come movimento trasversale all’interno della associazione Upsa Confartigianato. “Promuovere l'attività imprenditoriale delle donne e favorire lo sviluppo dell'imprenditorialità femminile attraverso la formazione” sostiene Manuela Lenoci, presidente Donne Impresa della sezione monopolitana. “E’ importante  -  conclude il Presidente – riuscire a creare sinergie tra realtà imprenditoriali locali, nuove o consolidate, ed è impensabile prescindere da un gruppo coeso e motivato, per promuovere le iniziative e sensibilizzare il territorio”.  Numerosi i progetti promossi  per il 2011. A partire da quello di venerdì 11 Febbraio dal tema “Donne al Volante”.  Donne allaguida della propria impresa, guida sicura ma sportiva, rivolto a quante hanno sognato almeno una volta di diventare imprenditrici o hanno un'idea brillante ma non sanno come realizzarla o non possono farlo per mancanza di fondi. Una serata evento, un salotto di imprenditori  e imprenditrici, in una atmosfera intima e accogliente come quella della masseria Il Trappeto. Confrontarsi e scambiare opinioni, ma soprattutto provare a capire il diverso approccio al business dei due sessi . Ospite del primo appuntamento dedicato a Donne Impresa Confartigianato Monopoli, la giornalista e inviata de Il

Manifesto Giuliana Sgrena.  Presenterà il suo nuovo libro "Il Ritorno" edito da Feltrinelli.  A 5 anni dal suo rapimento ritorna a Bagdad, ai luoghi che furono teatro dell'esperienza che le ha cambiato la vita.

Per raccontarci com'è cambiato l'Iraq. Una donna forte e determinata il cui rapimento nel 2005 aveva suscitato un mobilitazion dell’opinione pubblica, non solo italiana, per la sua liberazione. E ancora la dolorosa morte dell’agente dei servizi di sicurezza italiani Nicola Calipari, colpito dal fuoco “amico” statunitense mentre riportava la giornalista appena liberata verso l’aeroporto.

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