“NUOVI MOSTRI” di Oliviero Beha :
una scelta discutibile!
Sia chiaro, nutriamo la massima stima ed il rispetto nei confronti di un intellettuale serio come Oliviero Beha (a cui abbiamo dedicato un apposito articolo per rendere il dovuto omaggio e di cui condividiamo molti spunti critici), tuttavia non possiamo non rilevare come la scelta sia alquanto discutibile.
Una scelta discutibile per una serie di ragioni:
1) C’è chi invita gli “amichetti di destra” e fa i processi in piazza … e chi ospita gli “amichetti di sinistra”!
Non è necessario andare molto in là nel tempo per ricordare le frasi ingiuriose con le quali alcuni esponenti di centro-sinistra avevano criticato la scelta dell’Assessore Orciuolo di assegnare una consulenza in materia letteraria al noto storiografo Giordano Bruno Guerri; molte di quelle critiche non erano del tutto infondate a cominciare dal costo eccessivo della consulenza (euro 30.000 circa), altre decisamente ridicole come quelle di chi definì Guerri un nostalgico del fascismo criticandone le opere.
Proprio in virtù di tali polemiche ci saremmo attesi da chi a suo tempo aveva criticato aspramente la scelta di parte dell’Assessore una esempio di stile e metodo da seguire; sarebbe stato logico invitare alla FESTA DEI LETTORI organizzata dai Presidi del Libro di Monopoli un autore o un libro il più possibile lontano dalla polemica politica. Ed invece … la scelta è palese a tutti … “NUOVI MOSTRI” di Oliviero Beha. “Nelle fauci di un'informazione truccata. Un Paese senza intellettuali. Un’opinione pubblica imbalsamata. Una democrazia svenuta.”
Si potrebbe dire “fate come dico io, non fate come faccio io” … la lottizzazione della cultura è da condannare se la fa un’Amministrazione di centro-destra (che con tutti i suoi difetti, non si può negare non abbia concesso spazio agli intellettuali di sinistra, finanziando anche
2)
Per quanto li si possa definire “adepti di Berlusconi”, ignoranti e poveri di idee, vi sono lettori con visioni politiche differenti. Non sarebbe stato giusto, anche come forma di rispetto nei loro confronti, scegliere una lettura meno escludente?
3) Una lettura imposta agli alunni delle scuole di ogni ordine e grado
Il libro “NUOVI MOSTRI” contiene il pensiero di un autore, che non è depositario della verità (per quanto possa piacere a qualche insegnante). Non sarebbe stato più giusto garantire quantomeno un contraddittorio, anche al fine di evitare facili strumentalizzazioni?
Interrompo qui queste riflessioni in attesa di una replica.
Per concludere utilizzerò una frase dello stesso Oliviero Beha “ …l’Italia è il paese di coloro che criticano Berlusconi ma sotto sotto sono come lui o aspirano ad esserlo!”
Chi a suo tempo ha criticato il centro- destra e chiesto le dimissioni di Orciuolo, dovrebbe utilizzare lo stesso piglio critico nei propri confronti e compiere l’unico gesto coerente ancora possibile : farsi da parte per il bene proprio, dei propri alunni e della lettura!
I NUOVI MOSTRI
“Nelle fauci di un'informazione truccata.
Un Paese senza intellettuali.
Un’opinione pubblica imbalsamata.
Una democrazia svenuta.”
OLIVIERO BEHA è un giornalista Rai che da anni non conduce programmi a parte qualche comparsata. La sua dialettica diretta, ligia ai fatti e allergica alle mezze misure lo hanno reso caustico per i governi che si sono succeduti in questi ultimi anni.
A Beha non è rimasto che condurre la sua battaglia quotidiana sui palchi della libera informazione anziché sul piccolo schermo e pubblicando libri.
Il giornalista sarà presente a Monopoli il 26/09/2009 alle ore 11.30 presso
1) IL LIBRO
Si parte dalla metafora per eccellenza. Si parte dallo scenario di una folla china su una bara nell’atto di commemorare un personaggio di enorme rilevanza nel mondo della politica e della televisione italiana: Sergio Curzi. Dal funerale emergono consuetudini ben radicate ormai nella società politica e popolare moderna, ad esempio quella di parlare per dare aria alla bocca, succubi della dittatura del significante a dispetto del significato.
Si ribadiscono con una ben dosata razione di rabbia e abbondante coscienza storico politica le cause e gli effetti della crisi, non solo economica, ma anche culturale del nostro paese, accompagnata dalla condizione di degrado e di servilità dei sempre più influenti mezzi di comunicazione.
2) L’OPINIONE DELL’ AUTORE
“Posso dire che in questi ultimi trent’anni il paese è andato talmente indietro che io, che ho cominciato come giornalista sportivo, mi trovo trasformato in intellettuale per il solo fatto di non essere regredito. Qui si sono tutti divisi in un derby calcistico pro o contro Berlusconi, è un paese di cialtroni e addormentati che hanno rinunciato a pensare e non trasmettono niente alle generazioni successive.”
Qual è il punto di vista dell’autore?
Quello della bara, disinteressato. La stampa italiana non è mai stata caposaldo dell'indipendenza, però da quindici anni a questa parte il maggioritario ha fornito l'alibi per schierarsi, ed è nata la domanda: da che parte stai? Come se il cervello fosse diviso per forza in due. Si assiste ad una sodomizzazione della categoria. Per dignità personale l’autore preferisce tenere il punto di vista della bara”.
Quale la visione politica?
La politica è un comitato d'affari, bisognerebbe rifondare i partiti seguendo le regole democratiche, a meno che non si consideri terminato il ciclo della democrazia, minacciato dalla moderna telecrazia.
È come un’azienda che abbia degli azionisti di maggioranza (il governo e Berlusconi come amministratore delegato) e degli azionisti di minoranza che sono all’opposizione e dividono le briciole di potere lasciate libere da Berlusconi.
Ora la politica è povera di idee e più ricca di adepti, è diventata un'agenzia di collocamento, se non si appartiene a qualche schieramento non si è nessuno. Bisognerebbe spezzare questo processo. La democrazia per ora è svenuta.
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Commenti
la sinistra predica bene e razzola male... da sempre...
sono stanco della sua doppia morale...
In fondo abbiamo visto come grida all'attentato alla libertà di stampa quando Belrusconi querele L'unità e Repubblica che lo descrivono come un vecchio malato di sesso, mentre applaude alla querela di fini quando questo viene attaccato da Il Giornale. Se non è doppia morale questa!!!