Venerdì 25 Maggio 2012
   
Text Size

VENERDI' SANTO " IN PASSIONE DOMINI"

guercino_018_deposizione_di_cristo_1656
Il mistero della Croce domina il secondo giorno del sacro Triduo.

In questo secondo giorno del sacro Triduo Pasquale, la Chiesa invita i fedeli a meditare sul mistero della passione e morte di Gesù Cristo.
Per meglio agevolare la meditazione, per la giornata odierna è raccomandato il silenzio e sono prescritti il digiuno e l'astinenza dalle carni. Sono esentati dalla prescrizione i bambini, gli anziani dai 65 anni in poi, e tutti gli ammalati.
Il colore liturgico utilizzato quest'oggi è il rosso, in ricordo del sangue versato da Gesù sulla Croce.
La liturgia riprende dopo l'interruzione di ieri sera, con una piccola processione del sacerdote insieme ai ministranti, verso il presbiterio ( il luogo che ospita l'altare, n.d.r.). L'altare è spoglio, la croce, coperta con un telo, viene posizionata in fondo alla Chiesa.
L'ingresso del sacerdote non è accompagnato da nessun canto e avviene in silenzio assoluto. Non è una manifestazione di lutto, perchè Gesù è vivo. Con il silenzio si intende favorire il clima di meditazione.
Giunto dinnanzi l'altare, i fedeli si inginocchiano, mentre il sacerdote si sdraia per terra. E' un gesto molto antico che la Chiesa ripropone solo in due occasioni: oggi, e quando si celebrano le ordinazioni diaconali, sacerdotali o episcopali. Con tale gesto si intende sottolineare la nullità dell'uomo dinnanzi all'infinita grandezza di Dio.
Dopo essersi rialzato e dopo aver recitato una breve orazione, il sacerdote invita i fedeli all'ascolto della Parola di Dio. Come prima lettura sarà proclamato il IV carme del Servo sofferente composto dal profeta Isaia. Il profeta preannuncia le sofferenze patite dal Cristo, e il brano può essere sintetizzato con la frase: " il giusto mio servo giustificherà molti".
La seconda lettura è tratta dalla Lettera agli Ebrei, e descrive la figura di Gesù Sommo Sacerdote che ha conosciuto le sofferenze umane. In passato si attribuiva erroneamente questa lettera a San Paolo. In realtà non si tratta di una lettera scritta da un apostolo, bensì di un'omelia pronunciata da un autore ignoto.
La pagina evangelica, tratta dal Vangelo di San Giovanni, ci descrive la cattura, il processo sommario, la morte e la sepoltura di Gesù. Trattandosi di un racconto molto lungo, i fedeli ascoltano stando seduti, e diversi lettori leggono i vari dialoghi, con il sacerdote che interpreta Gesù. Quando però si giunge al momento della crocifissione, i fedeli sono invitati ad alzarsi, e alle parole " consegnò lo Spirito", ci si inginocchia per un breve momento di preghiera personale.
Terminata la lettura del Vengelo, dopo l'omelia, la liturgia rispolvera un'antica tradizione riguardante la preghiera dei fedeli: 10 intenzioni di preghiera, con un lettore che annuncia l'intenzione, a seguire un breve momento di preghiera silenziosa, orazione conclusiva del sacerdote.
E' giunto il momento dell'adorazione della Croce. Il sacerdote si reca in fondo alla chiesa, prende la Croce e, processionalmente, si reca innanzi all'altare. Durante la processione, il sacerdote per tre volte si ferma, eleva la Croce e proclama: " ecco il legno della Croce, al quale fu appeso Colui che è la salvezza del mondo". L'assemblea risponde: " venite, adoriamo". La Croce
ora viene posta dinnanzi all'altare e i fedeli si avvicinano per baciarla e adorarla. Nel frattempo viene adornato l'altare. Terminata l'adorazione della Croce, si consuma l'Eucaristia avanzata ieri sera
e custodita nell'Altare della Reposizione.
Dopo aver distribuito la Santa Eucaristia e dopo aver recitato una breve orazione, il sacerdote congeda l'assemblea. La liturgia si scioglie in silenzio, così come si era riunita.
In serata, per le vie della città, si snoda la processione dei misteri. Una processione che ricorda il calvario di Gesù, in attesa della celebrazione della grande Veglia Pasquale di domani sera.

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI