Venerdì 25 Maggio 2012
   
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NON GUARDO PIU' LA TIVVU'...A GORIZIA!

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La personale del pugliese Limongelli in mostra in Friuli

Con la IX Edizione del progetto Arte, profumi, sapori, curato dall’associazione Realtà Non Ordinaria in quel di Gorizia, si è sempre cercato di esplorare le più diverse forme di espressione artistica, per celebrare la Creatività in abbinamento con la  migliore gastronomia, poiché l’arte non deve essere solo al servizio della mente e dello spirito, ma anche del nostro corpo, dei nostri sensi.

La mostra, che partirà dal prossimo mese, prevede l’esposizione delle migliori opere di pittori, scultori, fotografi ed architetti contemporanei. Al progetto parteciperà anche l’artista monopolitano Pierpaolo Limongelli con la sua personale Non guardo più la tivvù. I collage di Limongelli, che riutilizza immagini, materiali, ritagli, scarti di altri lavori per ricombinarli e ristrutturarli in un nuovo orizzonte, talvolta sorprendente, assumono una certa valenza sociale ed ambientale: sono opere “di riciclo”, contro lo spreco cui oggi il mondo è ormai abituato. In ogni caso tutto, in Limongelli, è “comunicazione”: a partire dall’uso del colore, considerato quasi emozione da trasmettere.

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Il colore può essere sfondo o coprire parzialmente i ritagli e le carte che compongono l’opera, gli accostamenti possono essere armoniosi o dissonanti, ma sempre devono dare sensazioni, siano esse positive o meno. Se lo volessimo inquadrare in una corrente o in un movimento, potremmo senza indugi fare riferimento a Fluxus: non un vero movimento, né un gruppo codificato, nel quale però si identificano quegli artisti che, a partire dagli anni ’60, hanno cercato di abolire i confini fra artefice e pubblico e fra arte e vita, rivendicando l'intrinseca “artisticità” dei gesti più comuni ed elementari, e realizzando eventi o assemblaggi che traggono spunto e materie dal quotidiano.

Limongelli è sempre stato affascinato dalla possibilità di poter ridare senso e contenuto a cose ed oggetti che ormai hanno perso il loro significato originario, che non servono più e che così vengono a riacquistare una nuova “vita”: è il caso dei vecchi cd, presi a simbolo della musica o delle immagini che di solito contengono, i quali, ormai inutilizzabili, ben si prestano a diventare parte di un’opera nuova, diversa. La dimensione musicale è molto presente nel lavoro di Limongelli che, nato nel ’59, ha avuto modo di immergersi e nutrirsi di essa, subendo un’influenza profonda che riemerge oggi nelle sue opere: ed ecco, oltre ai cd, sagome antropomorfiche che contengono in sé i resti di uno spartito musicale, ma anche fotografie di cantanti famosi, contemporanei o che hanno fatto la storia della musica. Sono immagini riconoscibili da chiunque, ormai icone della società in cui viviamo, seriali, codificate, e per questo comunicano.


Chi guarda è spinto a cercare un nesso logico tra le lettere stampate che fanno capolino tra le forme e le forme stesse, può viaggiare con la fantasia, immaginare una storia, completarla, cercarne il filo conduttore, il senso “nascosto”, e tirarlo fuori, tirarsi fuori, ritrovare sé stesso.

E’ quest’interazione con l’opera, questo rapporto che può farsi intimo e personalissimo, che per Limongelli è più importante di tanti elogi.

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