Venerdì 25 Maggio 2012
   
Text Size

BEHA: PECORONI DELL'INFORMAZIONE

beha_016_cr

 

 

 

 

 

 

Un pubblico di liceali e qualche professore ha assistito alla conferenza tenuta dal giornalista e scrittore Oliviero Beha, nell'ambito della Festa dei lettori dello scorso sabato.

Naturalmente i giovani, probabilmente costretti dai professori ad assistere all'incontro, si sono preoccupati di lasciare, anzi, di svuotare letteralmente la chiesa sconsacrata di San Pietro a solo mezz'ora dall'inizio dell'incontro. L'unica “autorità” presente (ma molto indaffarata) era la presidente dell'associazione Presidi del Libro, Loredana Ratti, che ha organizzato la conferenza.


Oliviero Beha è stato accompagnato nella sua chiacchierata-monologo dalla presidente dell'Ordine dei giornalisti della Puglia, Paola Laforgia. Con il pretesto di presentare il suo ultimo libro, “I nuovi mostri”, Beha ha sforato un forte attacco politico (e non) agli organi di informazione, che a sua detta mancano di libertà e di autonomia.

“Il problema della stampa in Italia è un problema serio. Sembra che la realtà italiana si possa dividere solo in due, destra o sinistra. Ma io dico che continuare a pensare in termini solo di destra o sinistra sia deleterio per tutti. Non c'è mai stata una stampa italiana particolarmente libera e bisogna fare i conti con questa informazione divisa anche in due. La realtà non va divisa in destra e sinistra ma va interpretata”.

E nell'autodefinirsi “intellettuale” ha accusato la televisione e la stampa di essere imbavagliata dagli organismi politici e di non lasciare quindi spazio a quegli intellettuali che hanno davvero qualcosa da dire. Infatti, dopo aver evidenziato che nessuno ha recensito e nemmeno parlato del suo libro, ha asserito:

“La stampa potrebbe fare qualcosa per raccontare la realtà, e invece non lo fa. Gli intellettuali veri esistono ma è come se non esistessero perché nessuno ne parla e quindi nessuno li conosce. Se uno ha una cosa da dire ma non ha il microfono, cioè il mezzo per farsi sentire, come fa?”

Infine, non senza un pizzico di arroganza, ha così risposto a chi gli ha domandato qual'è la soluzione al problema della “dequalificazione dell'informazione”:

KCopia_di_beha_013_cr

 

“Innanzitutto una soluzione potrebbe essere comprare questo nuovo quotidiano libero dove io scrivo, che si chiama “Il fatto”. Poi c'è internet e poi ci sono le persone, soprattutto le più giovani, che dovrebbero cominciare a provare un sentimento di disagio che le porti a reagire e a protestare contro quello che sta succedendo, contro l'attentato al diritto d'informazione, che è come essere privati dell'aria e dell'acqua pulita”.

 

A sua detta, i giornali ormai non esistono più in quanto sono tutti schierati e in un Paese di “pecoroni” dove nessuno si rivolta a questa barbarie, rimane internet, che “è un mezzo vivo ma temo che prima o poi proveranno ad imbavagliare anche quello”.


Noi speriamo proprio di no!

Commenti 

 
#2 Leone83 2009-09-28 15:46
L'umiltà non è di tutti. Probabilmente il sign. Beha non ha considerato che la saccenza è per natura ignorante e poco interessante. E poi, chi si vanta da solo vale quanto un fagiolo! I proverbi non sbagliano mai!
Segnala all'amministratore
 
 
#1 ALBAN 2009-09-28 15:42
il signor Beha ,ha fatto si che buona parte dei ragazzi si allonatassero con i suoi modi accentuatamente saccenti al limite dell'arroganza.
Quanto tempo ha trascorso quest'uomo ad analizzare la stampa estera,per sputare sentenze che mettono sempre in cattiva luce una categoria ,ed in fine dei conti tutto il paese
Segnala all'amministratore
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI