Venerdì 25 Maggio 2012
   
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ESCLUSIVO. INTERVISTA A DANILO LONGO.

foto_concerto_crL’ultimo appuntamento della stagione  concertistica

è stato degnamente siglato dall’esibizione dell’Ensamble Terra d’Otranto, gruppo salentino fondato da Danilo Longo che così spiega le ragioni del suo lavoro.

Il vostro obiettivo è diffondere la musica tardo-rinascimentale e barocca con particolare riferimento alla tradizione della Terra d’Otranto. In considerazione dei numerosi progetti finora elaborati, si può affermare che è un traguardo finalizzato?
“Finalizzato per quest’anno, non si smette mai di lavorare alla riscoperta e conseguente divulgazione della musica della tradizione del Mediterraneo. In quest’ultimo periodo ci siamo interessati sia dei testi che dei canti della tradizione popolare della Terra d’Otranto, della Grecia e della Spagna. Da questa ricerca nasce lo spettacolo che abbiamo proposto all’interno del contenitore monopolitano. Una performance  fatta di musica, canto e fine dicitura di versi, scandita  nei tre momenti che, simbolicamente, rappresentano quelli che dovrebbero essere i tre stati del modus vivendi: passione, tenacia e  amore”.

Avete avuto modo di riscontrare analogie musicali tra Salento, Grecia e Spagna?
“Certo. Infatti, i brani scelti per lo spettacolo sono quelli che hanno strette corrispondenze: durante il concerto ad un brano spagnolo viene immediatamente collegato uno salentino, cambia solo il testo ma la musica è pura assonanza giocata alla pari”.

Come procedete nella vostra ricerca? E quali i progetti futuri?
“Cerchiamo di fare un primo lavoro di analisi non solo sulla struttura melodica ma anche su quella armonica, segue una pulizia dalle contaminazioni stratificate nei secoli per riportare quelle musiche a ciò che sono state nel ‘500 e nel ‘600. Per il prossimo futuro, dovremmo incidere il programma che abbiamo presentato per gli Amici della Musica”.

 

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