Venerdì 25 Maggio 2012
   
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"PIXEL SOCIETY": IMMAGINE GLOBALE DELLA SOCIETA' IN DIVENIRE

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”pixel society”
frammento tecnologico che riproduce un'immagine globale dell'attuale società
in divenire, ove convivono corpi dissolti dei fondamentalismi religiosi e di quello
consumista, nonché  corpi di moltitudini, la cui povertà reca il segno di soggettività
al limite della pre-modernità contaminata dai feticci della modernizzazione consumista.
Ma anche corpi della biopolitica, nella misura in cui, potenze della vita, esprimono
l'aspirazione ad un nuovo statuto fondante una società aperta, senza confini, non ipotecata
da rigidità di status e di corporazione.
Una umanità questa, magmatica, che produce percorsi nuovi del desiderare, dell'amare,
del produrre, del creare, sconvolgenti appunto perché nuovi e senza pregressi confini e
identità, ma che promettono orizzonti nuovi di vita e di libertà.
Il riferimento va alle moltitudini aspiranti, desideranti, della Tunisia, dell'Algeria, dell'Egitto,
del Libano, proiettati verso la globalità del processo di liberazione ad effetto domino molto
temuto dall'occidente.
Presentazione dell'opera:
installazione fotografica composta da 15 panelli formato 100 x 70, che verranno applicate lungo i vicoli
adiacenti la balconata di Santo Stefano, una delle quattro postazioni, dove nei quattro giorni della
manifestazione, verranno effettuate le presentazioni dei libri.
Molte della riprese fotografiche sono state realizzate nella città vecchia di El Quezer in Egitto, sul
Mar Rosso, l'esposizione è stata realizzata su materiali riciclati ed invecchiati , per dare una accentuazione
di vissuto materico alle immagini rappresentate, l'idea è quella di riprodurre vecchi manifesti ritraenti luoghi
e dimensioni lontani nel tempo, frammenti che non rappresentano l’intera realtà, ma che presentano tuttavia
dei segni che possono essere oggetto di interpretazione.
Dal 6 al 9 Luglio al Libro Possibile, Polignano a Mare

"Pixel society” frammento tecnologico che riproduce un'immagine globale dell'attuale società in divenire, ove convivono corpi dissolti dei fondamentalismi religiosi e di quello  consumista, nonché  corpi di moltitudini, la cui povertà reca il segno di soggettività al limite della pre-modernità contaminata dai feticci della modernizzazione consumista.
Ma anche corpi della biopolitica, nella misura in cui, potenze della vita, esprimono  l'aspirazione ad un nuovo statuto fondante una società aperta, senza confini, non ipotecata da rigidità di status e di corporazione.
Una umanità questa, magmatica, che produce percorsi nuovi del desiderare, dell'amare, del produrre, del creare, sconvolgenti appunto perché nuovi e senza pregressi confini e  identità, ma che promettono orizzonti nuovi di vita e di libertà.
Il riferimento va alle moltitudini aspiranti, desideranti, della Tunisia, dell'Algeria, dell'Egitto, del Libano, proiettati verso la globalità del processo di liberazione ad effetto domino molto  temuto dall'occidente.

Presentazione dell'opera: installazione fotografica composta da 15 panelli formato 100 x 70, che verranno applicate lungo i vicoli adiacenti la balconata di Santo Stefano, una delle quattro postazioni, dove nei quattro giorni della  manifestazione, verranno effettuate le presentazioni dei libri.
Molte della riprese fotografiche sono state realizzate nella città vecchia di El Quezer in Egitto, sul  Mar Rosso, l'esposizione è stata realizzata su materiali riciclati ed invecchiati , per dare una accentuazione di vissuto materico alle immagini rappresentate, l'idea è quella di riprodurre vecchi manifesti ritraenti luoghi e dimensioni lontani nel tempo, frammenti che non rappresentano l’intera realtà, ma che presentano tuttavia dei segni che possono essere oggetto di interpretazione.

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