Venerdì 25 Maggio 2012
   
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GARIBALDI: PATRIOTA E SOCIALISTA UMANISTA

LocandinaGar

Il prossimo 20 settembre, a cura della Lega dei Socialisti (associazione politico-culturale presente su tutto il territorio nazionale), si terrà a Monopoli, presso la sala delle “Terre parlanti” sita in vico Acquaviva (con inizio alle ore 17.30), un convegno di studi storici che metterà a fuoco la figura dell’Eroe dei due mondi, sotto il duplice profilo di combattente-patriota per la causa dell’unità nazionale e di socialista umanista.

In un clima di celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia contraddistinto, specie nelle regioni meridionali, da una forte spinta revisionistica mirante a ribaltare tutti i paradigmi della storiografia ufficiale, spesso compiendo riletture discutibili in cui si confondono fatti, persone e singole responsabilità nella ricostruzione degli eventi risorgimentali, è apparso utile dedicare un momento pubblico di approfondimento alla vita ed al pensiero politico di Giuseppe Garibaldi, indubbiamente una delle figure più rispettabili della nostra storia nazionale.

Grande idealista, fervente repubblicano, nemico di ogni forma di tirannia, Giuseppe Garibaldi seppe vivere tutta la sua vita all’insegna di una indomabile coerenza di idee e di comportamenti; il suo realismo politico lo portò in molte occasioni a cedere su alcuni obiettivi tattici da lui intimamente perseguiti ma mai a compromettere i suoi più profondi convincimenti etici e valoriali.

Se ai più risulta conosciuta la carriera di Giuseppe Garibaldi quale condottiero instancabile per la causa dell’unità nazionale, meno note sono le idee radicali e libertarie che formavano il substrato politico-culturale del nizzardo.

Sin da giovane, Garibaldi fu affascinato dall’ideale del socialismo utopista e umanitario, la cui infarinatura gli fu data nel corso di una lunga navigazione da Nizza a Costantinopoli, nel 1833, a bordo di un mercantile su cui erano saliti alcuni esiliati francesi capeggiati da Emile Barrault, professore di retorica che espose ad un attento Garibaldi le idee di Henri de Saint-Simon.

In seguito, il ben più maturo Garibaldi avrebbe inviato alcuni uomini a lui vicini alla costituzione della nota Associazione Internazionale dei Lavoratori, sorta a Londra nel 1864 per mano di Karl Marx e Frederich Engels: pur non sposando il programma collettivista di Marx, Garibaldi manifestò la sua adesione all’idea di affratellare i lavoratori di tutto il mondo in un’unica organizzazione e, in una sua lettera dai toni entusiastici inviata all’amico Celso Ceretti nel settembre del 1872, ebbe a coniare la nota frase: “L’Internazionale è il sol dell’avvenire”.

Il convegno del 20 settembre, voluto fortemente dall’avv. Giuseppe ANGIULI, è stato accreditato al programma del comitato regionale per le celebrazioni del centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia e vedrà la partecipazione del suo Presidente, nella persona della prof.ssa Bianca TRAGNI da Altamura.

All’incontro interverrà anche Franco BARTOLOMEI, segretario nazionale della Lega dei Socialisti, il quale sintetizzerà gli obiettivi della associazione politico-culturale da poco costituitasi, la quale persegue il difficile compito di provare a ridare fiato ed anima ad una delle più antiche e nobili culture politiche del nostro Paese.

Interverranno, in qualità di storici, l’avv. Nino d’AMBRA, uno dei più eminenti studiosi garibaldini viventi, curatore del centro di ricerche storiche di Forio d’Ischia (Napoli), che custodisce preziosissimi documenti e cimeli dell’Eroe dei due mondi e già autore di un celebre volume edito nel 1983: “Giuseppe Garibaldi, cento vite in una”, il quale relazionerà su “le popolazioni meridionali nell’attesa di Garibaldi” ed il prof. Nicola COLONNA, docente di storia delle dottrine politiche presso l’Università di Bari, il quale analizzerà “il pensiero di Garibaldi nella tradizione del socialismo italiano”.

Poco prima dell’inizio del convegno, alle ore 17.00, è prevista la deposizione di una corona di fiori nei pressi della targa toponomastica di piazza XX Settembre in Monopoli, a ricordo e in onore di un evento-chiave della storia d’Italia, che dovrebbe essere celebrato in primo luogo da tutti coloro che credono nei princìpi di laicità dello Stato e nella netta separazione tra potere politico e funzione spirituale della Chiesa cattolica.

Commenti 

 
#2 vsg 2011-09-14 14:38
non intendo parlare dell'uomo Garibaldi tenuto sempre nascosto dalla storiografia scolastica ufficiale e così non approfondisco il fatto che il nostro beneamato eroe nel Sud America si rese colpevole di furto di cavalli e per punizione gli mozzarono l'orecchio destro tanto che fu costretto a fare il capellone per tutta la vita al fine di nascondere una così infamante mutilazione, come pure mi limito appena ad accennare ai suoi sfortunati amori: In primo luogo con la diciottenne uruguayana Anna Maria Ribeiro da Siva (meglio conosciuta come Anita) coniugata con Manuel Duarte de Aguiar, che lei abbandonò non appena conobbe il nostro Garibaldi, che successivamente sposò alla morte del marito a Montevideo nel 1842, ed in secondo luogo con la ricchissima marchesa Raimondi, che egli, dopo le nozze trovò incinta da altro uomo. Tutti questi fatterelli umani ed altri che per brevità tralascio, potrebbero avere rilevanza in uno studio psicologico del personaggio per capirne l'intima essenza
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#1 la vera storia.... 2011-09-14 11:02
Garibaldi.....un CRIMINALE altro che eroe, perchè non si rivede come si è comportato con i civili, con massacri inutili, così è stata fatta l'unità d'Italia, e poi ancora oggi il meridione sta pagando.....a scanso di equivoci IO SONO ITALIANO E NE SONO FIERO
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