Sabato 26 Maggio 2012
   
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MARIOLINA VENEZIA: IL TEMPO, L'AMORE, IL SENSO DELL'ESISTENZA

mariolina venezia_presentazione

 

Il premio campiello 2007 presenta a Monopoli la sua ultima fatica letteraria.

Il tempo, il ricordo, la passione amorosa. Questi i temi del romanzo di Mariolina Venezia, che lunedì 19 dicembre è stata ospite di Chiarito, assieme al giornalista Mario Valentino per ripercorrere le tappe fondamentali del suo nuovo romanzo "Da dove viene il vento" (ed. Einaudi). La scrittrice già vincitrice del premio Campiello nel 2007, con "Mille anni che sto qui", riprende temi a lei cari, quali l'appartenenza di ogni essere al genere umano; nonostante le differenze palesi - simboliche e culturali- degli attori dell'esistenza. A tal proposito, Mariolina Venezia spiega come nel suo romanzo confluiscano tante storie intrecciate tra loro da un comune respiro, e così, il gioco è fatto: la scrittrice riesce a esser una tessitrice di trame e di storie apparentemente indipendenti l'una dall'altra, per poi confluire in una comune grande storia da raccontare.  

"Interessante - spiega Mario Valentino - è notare come ai diversi cambi di scenario, che l'autrice compie nel libro, corrispondano diverse forme di linguaggio; una qualità che fa della scrittura della Venezia molto variegata; è giusto che sia così: il linguaggio deve aderire al suo personaggio, al suo vissuto e al suo universo".

Un grande romanzo quello di Mariolina Venezia che oltre alla passione amorosa tratta temi d'importanza per la nostra società, quali il rapporto con il diverso, l'altro. Il tema della migrazione che fa da sfondo al libro, è vissuto attraverso gli occhi di un clandestino; un essere umano, uno dei tanti attori rigettati sul palcoscenico dell'esistenza, e per dirla con Jean Paul Sartre vive la sua contingenza scoprendosi estraneo alla realtà e al mondo in cui si trova. "Scrivere ci permette di capire gli altri, - spiega l'autrice -perché è un modo di calarsi in personaggi diversi da noi ". E questo è sicuramente un modo per essere persone migliori, aggiungiamo noi. Il personaggio emblema di questo è senz'altro il cosmonauta al quale l'autrice fa dire: Mi sento come ogni creatura della terra. Un dinosauro, una donna vissuta nel Medioevo, un uomo che attraversa il mare in una barchetta che sembra di carta. O Cristoforo Colombo, l’esploratore, le cui imprese mi colpivano quando ero a scuola.
Qui nello spazio i miei confini diventano sottili come una membrana che sta per rompersi, e ogni tanto devo guardare il mio viso in uno specchio per ricordarmi chi sono, finché, quando penso che tutto sia perso, non scopro che la mia salvezza è nello stesso esatto punto dov’è la mia pazzia: non nell’aggrapparmi a ciò che sono, ma nell’abbracciare tutto ciò che è.
Guardo il futuro venirmi incontro, quello stesso che per altri è già passato
.

Concludendo, "Da dove viene il vento" è un percorso verso l'empatia; un unico modo di inglobare e sentire l'altro; colui che incontreremo sulla strada dell'esistenza, il quale condivide con noi la nostra stessa appartenenza al genere umano.

 

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