Sabato 26 Maggio 2012
   
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L'IMMORTALITA' DEL RICORDO D'AMORE

libro

 

Recensione dell''ultima fatica letteraria di Orazio Menga

Ho trascorso un'intera notte ad ascoltare Roberto: i suoi pensieri, ricordi, emozioni e rimpianti. Partendo dai suoi flashback fino all'amore devozionale per la sua Myriam; ho ripercorso insieme a lui un viaggio psicoanalitico al centro di se stesso; ho visto l'amore aggrapparsi al rimpianto e la vita riavvolgersi in un modo strano, mentre il passato tornava in un'escalation di immagini limpide e torbide; le acque torbide di un inconscio in subbuglio.

Il libro di cui mi accingo a stendere una recensione è l'ultimo di Orazio Menga, A un passo da Miriam. (ed. Gelsorosso).

È notte fonda, e si sente appena il mio respiro e il battito delle mie dita sulla tastiera, mentre intorno a me ho la sensazione che i personaggi sfilino tra le ombre della mia stanza; e questo vuol dire che Menga già autore di diversi romanzi è riuscito nel suo intento: dare una carnalità ai personaggi fatti di parole.

Roberto è in viaggio ed io assieme a lui, come lettore, questo sì, tuttavia sono finito all'interno dei suoi meccanismi narrativi fatti di ritorni al passato continui; perché il lettore è costretto a fare l'equilibrista sulla fune, sospesa tra il baratro del rimpianto, e la "la volontà di potenza" del personaggio di intervenire sul passato e non di farlo scorrere passivamente sulla tela del ricordo.

Il romanzo sentimentale, raccontato con la tecnica del flashback, è immerso nelle acque torbide del rimpianto e della morte dell'amata. 

Veniamo alla trama: Roberto ha perso prematuramente sua moglie Miriam in un incidente stradale, il dolore lo induce a ripercorrere un viaggio alla riscoperta della propria vita, con particolare attenzione ai trent'anni di matrimonio vissuti insieme.

Completamente isolato dalla realtà, come un esule del tempo presente, e del mondo intero, Roberto sfilerà lento su quella fune che divide il presente dal passato, con richiami continui alle figure sociali: della famiglia, dell'amicizia e del mondo com'era cinquant'anni fa. Sullo sfondo scorreranno usi e costumi della generazione degli anni cinquanta: dal mito della tintarella, ai bagni al mare, le botteghe degli artigiani fino agli squarci di bellezza immortale dei luoghi della terra di Bari e Monopoli.

A salvare Roberto dal naufragio dei suoi ricordi c'è l'amore per la sua donna scomparsa, la sua devozione. 

La scrittura non è quella tipica dei romanzi in cui ci sono "fiumi di parole" che hanno l'esiguo compito di descrivere la narrazione, ma la parola riveste un significato e diventa a tratti molto poetica. Amo i narratori, coloro che riescono a dare una dimensione letteraria a quello che scrivono e non chi scrive in "sceneggiaturese"; pronto per il picccolo o il grande schermo.

In questa notte mi rendo conto di aver amato molto i maniscalchi delle parole, e non soltanto chi racconta bene delle storie; ma chi saprà fare della parola un centro di potenza espressivo.

È quasi l'alba e mi ritrovo anch'io A un passo da Miriam, perché il viaggio è terminato e Roberto ha trovato la sua pace. Tuttavia le ombre dei personaggi non sono state cancellate dai primi raggi di un sole di fine dicembre.  


Commenti 

 
#1 orazio menga 2012-01-04 18:36
Una recensione scritta col cuore, passione e intelligenza.
Grazie
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