Entrando nella chiesa dei SS. Pietro e Paolo, a Monopoli, ci si accorge subito che lo spettacolo che andrà in scena tra poco non sarà convenzionale: le sedie non sono disposte di fronte al “palcoscenico” (dove di solito c’è l’altare) ma lungo le navate laterali, come se si dovesse assistere ad una sfilata e la navata centrale costituisse la “passerella”.
A presentare “Studi teatrali sull’amore” è Enzo Toma, regista e attore di teatro di Conversano, che da tempo si occupa di teatro e disagio, ovvero di insegnare recitazione ad attori diversamente abili. Il laboratorio “Teatro integrato monopolitano”che si è svolto per sei mesi a Monopoli è stato possibile grazie al sostegno dell’amministrazione comunale e in particolare dell’assessore ai Servizi Sociali Campanella, presente alla rappresentazione. Il laboratorio teatrale è stato possibile grazie al lavoro congiunto del regista Enzo Toma con un gruppo di giovani operatori, istruiti appositamente attraverso un corso di formazione, anch’esso organizzato dal Comune.
Come spiega Enzo Toma, solitamente si pensa che il teatro sia una disciplina tanto complessa da richiedere la partecipazione di “persone molto abili”; in realtà,
“teatro vuol dire condivisione di sentimenti” e l’arte non è altro che trasformare ciò che potrebbe sembrare un limite in una opportunità.
Gli attori hanno offerto una interpretazione intensa e a tratti commovente, nello spazio libero della navata centrale. Letture di frasi che spiegano la condizione di solitudine dell’uomo in generale e del “diverso” in particolare si sono sovrapposte a immagini simboliche: gesti semplici, come un abbraccio o un girotondo; carezze fatte a delle sedie, che vengono usate per indicare il bisogno innato dell’uomo di dare e ricevere tenerezza, di avere qualcosa o qualcuno cui appartenere, appoggiarsi, donarsi. A tratti esplode un’allegria immensa: gli attori si prendono per mano e iniziano a danzare con entusiasmo insieme agli operatori, che sono visibilmente fieri di loro. Ciò che colpisce è soprattutto la serietà e la cura che questi interpreti mettono nel fare anche il più piccolo e comune gesto, come quello di spostare una sedia di qualche passo più in là. Il pubblico segue con grande attenzione, percependo che anche nella vita quotidiana nessun gesto dovrebbe essere compiuto senza cura e amore, anche quello che sembra più insignificante. Niente è insignificante su questo palcoscenico.
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