Anche se la festa di Halloween appartiene storicamente ai paesi anglosassoni, in Italia è ormai molto diffusa; sin dalla fine anni '90 è nata l’usanza di festeggiare questa notte stregata. Nella nostra città anche quest’anno- lasciando da parte per qualche istante la crisi che ci attanaglia- si sono organizzate feste e balli in maschera in locali notturni per rievocare le atmosfere macabre degli “spiriti dei morti che vagano sulla terra.” Si tratta di un secondo carnevale di importazione anglosassone dove Colombina e Pulcinella lasciano il passo a streghe, diavoli e personaggi raccapriccianti nati dai set dei film horror.
I costumi più classici, come quello da strega, fantasmi, scheletri, zombie o vampiro sono ormai in competizione con quelli più moderni mutuati dai personaggi del cinema, primo fra tutti il terrificante Freddy Krueger di Nightmare.
E il bello arriva proprio qui, quando bisogna mettere in moto la fantasia per creare la più terrificante delle maschere per Halloween, in una macabra competizione. Una nuova moda che crea consumismo alimentando il mercato delle zucche di plastica, delle maschere orride, dei ragni e dei pipistrelli di gomma, e che spesso si sovrappone alle nostre tradizioni legate alla festa dei morti.
Già, perché in Italia ci sono molte usanze legate alla notte tra il 1° e il 2 novembre. In diverse regioni d’Italia, fra cui anche la nostra Puglia, ci sono antiche
tradizioni celtiche tramandate da centinaia di anni.
Noi pugliesi onoriamo le anime dei nostri defunti apparecchiando tavole destinate esclusivamente al passaggio degli spiriti che, secondo la credenza popolare, rimangono nelle nostre case fino a Natale se non fino alla “Befana”.
In alcune zone è diffusa l’usanza della “calza” piena di dolci, portata dai morti ai bimbi di ogni casa. E che dire delle tradizioni culinarie? Dal calzone di cipolle ai dolci di cioccolato e cannella la casa è una sinfonia di odori!
Ma la tradizione anglosassone ci piace, dona un alone di magia e mistero! Così in questa notte di streghe, mostri, vampiri, fantasmi, i bambini e anche i loro stravaganti genitori, giocano a fare magie e sortilegi per ottenere - sotto la famosissima minaccia “Dolcetto o scherzetto?" “ fatta ai propri vicini di casa- dei dolcetti o delle caramelle, ed evitare delle piccole “ritorsioni” di ogni genere . Le più diffuse, in realtà, sono piuttosto innocenti: c’è chi, per esempio, toglie la biancheria stesa ad asciugare, chi cambia i numeri delle abitazioni, chi bussa alle porte e poi si nasconde oppure butta delle uova o della farina sul portone.
E' un momento di puro e sano divertimento, che merita attenzione e controllo, perchè questo momento di straordinaria follia diventi non diventi un momento di vandalismo. Invitiamo tutti i nostri lettori a divertirsi e a dirci cosa pensano su questa ormai stravagante tradizione!
HALLOWEN
Il termine Halloween deriva dall’inglese All Hallows' Day (il giorno di tutti i santi). La tradizione vuole che il giorno non incominci allo scoccare della mezzanotte, bensì qualche ora prima: dal tramonto del 31 ottobre all’alba del 1° novembre il mondo dei vivi diventa possesso del mondo dei morti.
Le origini di Halloween affondano nella tradizione dei Celti che si stanziarono in Irlanda dopo la loro migrazione dalle regioni del Nord della Francia e dalle zone intorno alla foce del Reno. Nella notte fra il 31 di ottobre e il 1° novembre gli antichi Celti d’Irlanda, dopo aver spento tutti i fuochi, festeggiavano Samhain o Samhuin, il sopraggiungere dell’inverno, con una processione.
I membri di ciascuna famiglia o clan si recavano sulla collina di Tlachtga dove l’alto sacerdote dei Druidi aveva allestito un grande fuoco e lì accendevano le proprie torce. Queste ultime, alimentate dal fuoco sacro e simbolo del focolare domestico, venivano poi riportate nei villaggi dove sarebbero rimaste accese per tutto l’anno. In questa notte incantata il confine tra il mondo terreno e ultraterreno era molto sottile, gli spiriti vagavano sulla terra e si divertivano insieme agli uomini. Poiché si credeva che i morti tornassero a trovare i loro cari, per accoglierli si usava lasciare le porte aperte e cibo pronto, affinché potessero saziarsi.
Questa festa gioiosa fu adottata poi dalla Chiesa per celebrare i tutti i santi della tradizione cristiana dando così origine alla festività di Ognissanti. L'antico rito pagano dei Celti iniziava il suo viaggio nel mondo vestito di spiritualità cristiana, mescolandosi alle tradizioni locali.
Questa festa è simboleggiata in tutto il mondo dalla zucca svuotata dalla polpa, intagliata in modo da ricordare una faccia sogghignante. Al centro del vegetale è tradizione porre una candela accesa. Sistemata sulla finestra o davanti alla porta delle case, la zucca di Halloween allontana streghe e spiriti dalle abitazioni.
L’usanza della zucca stregata è iniziata molti anni fa, in una notte di Ognissanti, in cui il fabbro irlandese, Stingy Jack, noto scommettitore e bevitore, si recò come d’abitudine al bar a bere la sua birra. Sulla strada incappò nel diavolo e insieme si recarono a bere. Per pagare la consumazione, Satana si trasformò in una moneta, che Jack riuscì a chiudere velocemente nel borsellino. Il diavolo cominciò a protestare e alla fine, per farsi liberare, promise al fabbro che non lo avrebbe più tentato per i successivi dieci anni.
Allo scadere del tempo, puntuale, il diavolo ritornò da Jack, questa volta sicuro di riuscire a rubare la sua anima. Ma Jack escogitò un nuovo inganno. Fece salire il diavolo su di un albero e, non appena questi arrivò in cima, incise una croce sulla corteccia del tronco, impedendo al maligno di tornare giù. Fu a questo punto che Jack propose un nuovo patto al diavolo: avrebbe cancellato la croce se gli avesse promesso di non reclamare più la sua anima. A Satana non restò che accettare.
Gli anni passarono e Jack morì. A causa dei troppi peccati commessi in vita gli fu negato l’ingresso in paradiso. Ma anche le porte dell’inferno rimasero chiuse per lui: il diavolo tentatore tenne fede all'antica promessa e si rifiutò di accogliere l’anima di Jack. Solo, al buio, il fabbro ottenne dal diavolo il dono di un carbone ardente che avrebbe dovuto illuminare la sua strada. Per farlo durare il più a lungo possibile, Jack mise il tizzone in una rapa che stava mangiando.
La tradizione vuole che ogni notte di Halloween il fantasma di Jack torni ad aggirarsi tra le tenebre facendosi luce con la sua lanterna spettrale.
Quando, agli inizi del Novecento, gli irlandesi immigrarono in America, portarono con loro anche le tradizioni di Halloween e di Jack della Lanterna (Jack o’ Lantern). Nel Nuovo Continente, però, le rape scarseggiavano mentre erano abbondanti le zucche. E' nata così la tradizione della Zucca di Halloween o, appunto, Jack o’ Lantern.
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