Sabato 26 Maggio 2012
   
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LA GRAVIDANZA ED IL DOVERE DI ESSERE FELICI

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Anna Maria Mori incontra Il Presidio del Libro

Proprio mentre in tutta la nazione l’attenzione “morale” è concentrata sulla nuova tecnica abortiva (pillola abortiva RU), i presidi del libro ci propongono una visione alternativa della gravidanza.

Un argomento tutto al femminile per “Nove per Due”. L’autrice Anna Maria Mori, affermata scrittrice e giornalista de La Repubblica,  incontra i lettori di Monopoli, grazie all’associazione Presidio del Libro.

La conversazione tra autrice e pubblico si svolge in un clima di intima partecipazione, come se fosse un dialogo tra amiche; il tema è quello della maternità nel contesto attuale e il tentativo quello di dare una voce a tutto ciò che c’è dietro alla “retorica della gravidanza”, come la definisce l’autrice. Con questa espressione, la Mori si riferisce alla troppo semplice equazione: sono incinta = sono felice. Non sempre va così. Anna Maria Mori lo dimostra con delle parole toccanti; la psicologa Tiziana Acquafredda , che lavora presso il consultorio di Monopoli, conferma questa idea.

Perché una donna in attesa oggi dovrebbe essere angosciata?

Un motivo, spiega l’autrice, sta nell’eccessiva “medicalizzazione” della gravidanza: la donna finisce col sentirsi un semplice contenitore, senza poter più avere un desiderio, un bisogno, una personalità. C’è la grande paura di perdere sé stesse.

Un’altra cosa che in Italia la donna perde nella quasi totalità dei casi, scegliendo la maternità, è il lavoro: nonostante leggi avanzatissime al riguardo, le aziende private riescono a mandare via le donne incinte, attraverso il mobbing, il demansionamento oppure ancora con delle false dimissioni volontarie. Quest’ultima tecnica è sempre più diffusa, e ha dell’inquietante: al momento dell’assunzione l’azienda fa firmare alle ragazze un foglio di dimissioni in bianco, da poter utilizzare in caso di gravidanza o altri problemi.

L’autrice quindi fa una domanda: “Che senso ha avuto fare tutte le battaglie per la parità dei sessi e per una pari istruzione, se poi quando rimaniamo incinte perdiamo tutto ciò che abbiamo conquistato duramente fino a quel momento?”

Una domanda veramente attuale e scottante, considerando il pessimo posizionamento dell’Italia in materia di lavoro e gravidanza: siamo all’84° posto nel mondo, dopo paesi come la Romania, per intenderci.

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