È notte, ma tra poco arriverà l’alba. Il centro cittadino è illuminato a festa, ma non si tratta semplicemente delle luminarie natalizie: migliaia di persone si riversano di fretta verso il porto, mentre lentamente il vento gelido cala, anche se la temperatura rimane rigida. D’altra parte, sono quasi le 5 di mattina del 16 dicembre, il giorno in cui fin dal 1117 tutti gli anni viene accolta l’icona della Madonna della Madia che arriva nel porto di Monopoli a bordo di una zattera.
Il primo botto dei fuochi d’artificio segna l’inizio della cerimonia, che ricalca la vicenda narrata dalla leggenda più cara ai monopolitani: nel 1117 la costruzione della cattedrale cittadina era ostacolata da serie difficoltà finanziarie. L’allora Vescovo della città Romualdo incitò i fedeli a pregare la Madonna per trovare una soluzione al problema: mancavano delle travi, senza le quali era impossibile terminare il tetto. Così, la notte tra il 15 e il 16 dicembre dello stesso anno, la Santissima Madre si manifestò in sogno al sacrestano Mercurio, annunciandogli che le travi richieste erano già arrivate al porto. Il sacrestano, nonostante l’ora tarda, svegliò il Vescovo per dargli la notizia, ma questi per tre volte si rifiutò di credere a quanto diceva Mercurio, pensando fosse preda dell’ubriachezza. A quel punto, per vincere l’incredulità del Vescovo, tutte le campane della città iniziarono a risuonare, svegliando tutta la popolazione e facendola riversare nel porto: lì vi era una zattera fatta di travi di legno, recante l’icona della Madonna della Madia (“almadìa” è una parola spagnola che significa appunto zattera: da qui il nome particolare della Madonna patrona di Monopoli). Per ben tre volte, la zattera fece avanti e indietro, impedendo al Vescovo Romualdo, che per tre volte aveva dubitato, di afferrare il quadro: infine, la zattera approdò al porto, dove il quadro fu preso e portato in Cattedrale, dando vita alla prima processione. Le travi della zattera erano proprio nel numero giusto per terminare i lavori al tetto della Cattedrale, e così fu compiuto il miracolo.
Torniamo al presente: ancora oggi, 16 dicembre 2009, il popolo monopolitano, incurante del freddo e dell’orario, si riversa in gran numero al porto, per accogliere gioiosamente la Santissima Patrona, che arriva su una zattera e che per tre volte fa avanti e indietro sulle onde, per ricordare ai fedeli che il dubbio dev’essere ricordato e sconfitto. Il quadro viene quindi portato in solenne processione dal porto alla Cattedrale, guidata dal Vescovo Domenico Padovano e da Don Vincenzo Muolo, parroco della Cattedrale.
Si tratta di una tradizione che contraddistingue la nostra città per il fervore e la devozione con cui viene da sempre seguita e celebrata e cui siamo tutti affezionati. La Madonna della Madia fa parte della nostra stessa identità come monopolitani e come cristiani e a testimoniarlo, stamattina, c’era una folla immensa di uomini, donne e bambini.
Il primo botto dei fuochi d’artificio segna l’inizio della cerimonia, che ricalca la vicenda narrata dalla leggenda più cara ai monopolitani: nel 1117 la costruzione della cattedrale cittadina era ostacolata da serie difficoltà finanziarie. L’allora Vescovo della città Romualdo incitò i fedeli a pregare la Madonna per trovare una soluzione al problema: mancavano delle travi, senza le quali era impossibile terminare il tetto. Così, la notte tra il 15 e il 16 dicembre dello stesso anno, la Santissima Madre si manifestò in sogno al sacrestano Mercurio, annunciandogli che le travi richieste erano già arrivate al porto. Il sacrestano, nonostante l’ora tarda, svegliò il Vescovo per dargli la notizia, ma questi per tre volte si rifiutò di credere a quanto diceva Mercurio, pensando fosse preda dell’ubriachezza. A quel punto, per vincere l’incredulità del Vescovo, tutte le campane della città iniziarono a risuonare, svegliando tutta la popolazione e facendola riversare nel porto: lì vi era una zattera fatta di travi di legno, recante l’icona della Madonna della Madia (“almadìa” è una parola spagnola che significa appunto zattera: da qui il nome particolare della Madonna patrona di Monopoli). Per ben tre volte, la zattera fece avanti e indietro, impedendo al Vescovo Romualdo, che per tre volte aveva dubitato, di afferrare il quadro: infine, la zattera approdò al porto, dove il quadro fu preso e portato in Cattedrale, dando vita alla prima processione. Le travi della zattera erano proprio nel numero giusto per terminare i lavori al tetto della Cattedrale, e così fu compiuto il miracolo.
Torniamo al presente: ancora oggi, 16 dicembre 2009, il popolo monopolitano, incurante del freddo e dell’orario, si riversa in gran numero al porto, per accogliere gioiosamente la Santissima Patrona, che arriva su una zattera e che per tre volte fa avanti e indietro sulle onde, per ricordare ai fedeli che il dubbio dev’essere ricordato e sconfitto. Il quadro viene quindi portato in solenne processione dal porto alla Cattedrale, guidata dal Vescovo Domenico Padovano e da Don Vincenzo Muolo, parroco della Cattedrale.
Si tratta di una tradizione che contraddistingue la nostra città per il fervore e la devozione con cui viene da sempre seguita e celebrata e cui siamo tutti affezionati. La Madonna della Madia fa parte della nostra stessa identità come monopolitani e come cristiani e a testimoniarlo, stamattina, c’era una folla immensa di uomini, donne e bambini.
*tutte le foto sono protette dal copyright
L'ATTESA
http://picasaweb.google.it/redazionemonopolitube 2010 _ 2009/madiauno
LA VENUTA DELLA MADONNA
http://picasaweb.google.it/redazionemonopolitube 2010 _ 2009/madiadue
VERSO L'ALBA
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La colpa era solo dei TIFOSI monopolitani...vero ??? Ch... - MONOPOLI, POLIGNANO: PRES...
ma siamo tutti meravigliati? basta che qualche ispettor... - LA REGIONE DICE NO A CANA...
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Commenti
inoltre mi sono ricordata delle mitiche nottate trascorse con i compagni di classe sempre in casa della stessa amica e di quanto si stava bene insieme e di come poi tutti si andava al porto, infreddoliti e contenti. Thanx.
p.s: avrei voluto esserci ...
grazie!!!!
Maria