Zaccaria si difende: "Non mi occupo solo di sport"
“Sarebbe necessaria una politica molto più attenta all’agricoltura a livello regionale, nazionale e sovranazionale.
In un anno e mezzo cosa abbiamo fatto all’Assessorato all’Agricoltura? Abbiamo ampliato e potenziato l’Ufficio, che ora conta di due unità (prima era solo una); stiamo lavorando con l’Assessorato alle Attività Produttive e l’Assessorato al Commercio per attivare delle nuove sinergie tra comparti; abbiamo indetto un bando per un corso di aggiornamento gratuito per la gestione e la manipolazione dei prodotti fitofarmaceutici: cosa importante perché si tratta di un’abilitazione necessaria agli agricoltori, ma utile a tutti: l’utilizzo scorretto di questi prodotti infatti può causare gravi danni. Accrescere questo tipo di cultura serve anche per una maggiore tutela del consumatore. Questo ovviamente non risolve il problema dell’agricoltura, me ne rendo conto.
Inoltre, stiamo lavorando al regolamento per il farmer’s market (vendita diretta dal produttore al consumatore, ndr); anche questo non risolverà il problema, perché non saranno 15-20 aziende che vendono direttamente al consumatore a sanare la situazione; però sarà anche questo uno stimolo per il settore agricolo. Questo tipo di mercato potrebbe creare un effetto di calmiere nei confronti dei prezzi dei prodotti agricoli in generale. Speriamo dunque in un effetto di livellamento dei prezzi, a tutela anche del consumatore.
Un altro progetto, più ambizioso, è un intreccio tra agricoltura, turismo e ambiente. Vogliamo indire un bando aperto alle aziende agricole: chi vorrà partecipare sarà censito in base a ciò che produce e verrà inserito all’interno di una cartina turistica per essere visitato dai turisti, che potranno quindi acquistare il prodotto agricolo direttamente dai produttori. Vogliamo creare un collegamento tra le strutture turistico-alberghiere e il mondo agricolo, perché abbiamo notato che tutte le persone che vengono qui per vacanza quando ripartono portano sempre via qualcosa, specie per quanto riguarda i prodotti alimentari. Si vuole quindi mettere il turista che non conosce direttamente l’agricoltore nella condizione di comprare i prodotti direttamente da lui. Tale collegamento potrebbe essere mantenuto anche per tutti i mesi dell’anno, se la cosa viene fatta bene.
L’altra problematica di Monopoli è che non ha un nome in fatto di prodotti agricoli, nonostante l’altissima qualità degli stessi: per esempio, il nostro è un olio pregiatissimo, che viene svenduto perché non ha un nome. La causa di questa situazione va ricercata nella mancanza di cooperazione tra agricoltori: a Monopoli ci sono moltissime aziende agricole con una piccola superficie di coltivazione, che da sole non possono fare molto; se si riunissero in un consorzio le cose potrebbero cambiare. Gli agricoltori monopolitani, però, hanno una pessima idea sui consorzi a causa di esperimenti fallimentari del passato.
Anche qui stiamo cercando di creare una situazione diversa, facendo in modo che gli agricoltori siano invogliati a riunirsi in consorzi.
Questo è possibile puntando su ciò che loro potranno risparmiare grazie alla cooperazione e non su ciò che possono perdere: le aziende potranno collaborare senza perdere la loro autonomia e individualità. La cooperazione potrà per esempio riguardare la pubblicizzazione del prodotto, i cui costi potranno essere ripartiti tra più elementi e quindi abbassati.
Sono stato più volte accusato di occuparmi solo di sport; non è così. Proprio perché appartengo allo stesso mondo agricolo che a volte mi muove queste accuse e ho assistito alle promesse mai mantenute dei politici nei confronti dell’agro, non voglio assolutamente dire qualcosa che poi non potrà realizzarsi. Gli spot politici non hanno mai riempito la pancia a nessuno e hanno creato solo un clima ti sfiducia completa, specie tra gli agricoltori. Io non sono contro la categoria, anzi: io sono della categoria. Stiamo lavorando in silenzio, puntando al risultato e non allo slogan.”
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Commenti
il farm market si costituisce in pochi giorni così come i corsi, c'era altro da fare, di più alto valore propagandistico.
è palesemente falso che il comune possa fare poco in agricoltura, basta spostarsi da monopoli e si svela l'arcano.
ci sono le elezioni, viva le elezioni! e poi sono gli altri che strumentalizzano.
finche noi agricoltori non prenderemo coscenza della nostra realtà e ci affideremo a certa politica saremo sempre usati allo stesso modo: elettori usa e getta.