Dopo l’approvazione in consiglio comunale delle controdeduzioni al PUG, si attende l’approvazione della Regione Puglia. Intanto il 09 gennaio sono scaduti i termini di salvaguardia. Il consigliere di minoranza, Giampiero Risimini, prevede il caos edilizio a seguito della possibilità dei cittadini di richiedere licenze in deroga ed accusa la maggioranza di aver temporeggiato troppo nel disbrigo dell’iter burocratico. Si paventa anche il rischio che il piano urbanistico possa essere rispedito al mittente con parere d’incompatibilità per aver previsto in fase di controdeduzioni al PUG la possibilità di edificazione in area SIC (siti d’interesse comunitario).
Se così fosse sarebbe un grosso guaio per l’amministrazione Romani che sull’approvazione del PUG ha fondato il cuore della propria azione amministrativa.
Tuttavia il sindaco di Monopoli, Emilio Romani, ostenta tranquillità in merito.
“L’amministrazione comunale ha compiuto un lavoro importante nella fase di controdeduzione del piano urbanistico”, afferma Romani. “Il PUG è ora in Regione. Per qualcuno (consigliere di minoranza) questo piano urbanistico oggi è a rischio di parere di incompatibilità perché nella fase di controdeduzione il consiglio comunale ha previsto che nelle aree SIC si possa prevedere la nuova edificazione. Faccio presente che le aree SIC (siti di interesse comunitario) sono un terzo del territorio comunale monopolitano. Nel PUG adottato dalla passata amministrazione nelle aree SIC non si poteva assolutamente intervenire con nuove edificazioni. Noi nella fase di controdeduzione alle osservazioni proposte dai cittadini ci siamo assunti una grande responsabilità, per utilizzare le frasi di qualcuno, in quanto abbiamo posto a rischio l’approvazione del piano per consentire a tutti gli imprenditori agricoli che vogliono costruire locali agricoli e fabbricati rurali in area SIC di farlo.
Io non credo a questa favola del parere d’incompatibilità per il semplice motivo che il piano di gestione delle aree SIC, che l’assessore regionale Losappio ha approvato assieme agli enti comunali, prevede che nelle aree SIC, previa valutazione d’incidenza, si possa fare nuova edificazione. Quando questo non è possibile? Quando gli strumenti urbanistici non lo prevedono. Quindi è chiaro che questo diventa un circuito pericolosissimo perché se proprio qualcuno deve impedire la nuova edificazione in area SIC non saranno certo le amministrazioni comunali a farlo. E’ per questo che nel tentativo di migliorare questo piano urbanistico nella fase di controdeduzione alle osservazioni abbiamo introdotto questa possibilità che credo sia non solo a tutela di un territorio ma anche della categoria degli imprenditori agricoli. L’agricoltura rappresenta oggi il primo comparto economico monopolitano.
Come sempre ci assumeremo le nostre responsabilità nel bene e nel male. Qualcuno dice che abbiamo posto in pericolo tutto il piano per venire incontro agli interessi di una categoria. Voglio ricordare che ancor più grande è stata la responsabilità di chi in consiglio comunale ha lasciato nelle nostre mani la scelta, ammonendoci di stare attenti perché prevedendo l’edificabilità in area SIC avremmo fatto saltare tutto il piano urbanistico.
E’ stata dunque una scelta difficile quella di cui ci siamo fatti carico. Tuttavia abbiamo scelto di prevedere l’edificabilità in area SIC ed io sono convinto che salveremo anche il PUG!”
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Commenti
Vedrete, vedrete
Da questa attività umana nasce la bellezza e fruibilità del territorio. Quando si arriverà a capire che l'attività agricola oltre a produrre ricchezza ( un tempo ) svolge il compito di custodire il territorio forse ascolteremo dei commenti più maturi e vedremo le cose in modo più realistico. Con la morte dell'agricoltura assisteremo inevitabilmente al degrado del territorio e alla perdita del sua attrattiva turistica.
Quanto alle case da comprare a prezzi da indebitarsi per tutta la propria vita in effetti si trovano , e qui ha ragione un noto politico che dice "si ruba ai poveri per dare ai ricchi".
Sul discorso dei tetti alpini vorrei precisare che nei certificati di destinazione urbanistica secondo il piano "piccinato" in vigore fino a due anni fa, era sancito per le zone agrarie il divieto di introdurre elementi architettonici, e colori non in sintonia con il paesaggio, nonchè il divieto di rimuovere alberature secolari e il mantenimento dei muri a secco ( vedi zona artigianale S. ANDREA )
Dove era l'organo di controllo in questi anni quando si rilasciavano licenze non in sintonia con questo regolamento.
Bene ha fatto il sindaco Romani ad apportare la variante che consente di edificare agli aventi diritto in zona sic. Evitando di fatto la chiusura di tante aziende, e tanti contenziosi al comune.
e credo che dobbiamo anche smetterla di giustificare chi ha un pezzo di terra e vuole per forza costruirci...ci sono così tante case da acquistare......
purtroppo il nostro territorio viene visto solo in funzione di quanto possa rende in quanto proprietario, e non di quanto possa rendere alla comunità in termini di bellezza e salvaguardia, ed in questo sono perfettamente d'accordo con giovanni
dovremmo alzare lo sguardo verso regioni che hanno fatto del paesaggio la loro ricchezza.... vedi la toscana che vendeva le dolci colline già negli anni '70, diventando meta di visitatori stranieri
dovremmo guardare il nostro territorio con gli occhi sorpresi di chi ci visita per la prima volta, e ne veda la sua struggente bellezza, mentre noi per abitudine abbiamo smesso di guardare: una bellezza interrotta da certi tetti alpini che proprio non hanno nulla da condividere con i nostri lastrici, necessari ad una economia volta al risparmio dell'acqua, all'utilizzo del sole
ma...... il mio discorso è troppo utopistico e lontano dalle famelici appettiti che non conosco che l'etica del proprio tornaconto......
scusate lo sfogo! ma nell'italia dei condoni e dei piani casa proprio non mi riconosco!
Infatti, se ragioniamo sui tempi, ci accorgiamo che il tormentone Pug è stato portato tanto per le lunghe da arrivare sotto le elezioni.
Allora, dottor Montanaro, che ne dice?