Sabato 26 Maggio 2012
   
Text Size

GIOACCHINO GENCHI RACCONTA LA SUA ITALIA

Genchi












Ed è subito silenzio nell’auditorium della Chiesa del Carmine, quando prende la parola il vicequestore di Palermo Genchi, all’incontro organizzato congiuntamente dall’Italia dei Valori e la Libreria Chiarito di Monopoli. La sala non è gremita, un vero peccato: che la testimonianza di Genchi sia sentita lo si capisce immediatamente, fin dalle forti parole con cui l’argomento è presentato prima dal dott. Michele Cagnazzo – giornalista, scrittore e criminologo – e poi dal coordinatore IdV della Puglia, l’on. Pierfelice Zazzera. Presente all’incontro anche Federico Pirro, giornalista di grande esperienza. Tutti e tre concordano su un fatto: il libro che Genchi presenta – “Il caso Genchi: storia di un uomo in balia dello stato”, Alberti Editore – racconta una storia negata con forza, ma che emerge come autentica in tutta la sua amarezza.

Eppure, quando l’autore (in realtà, sua è la storia ma la stesura vera e propria è di Edoardo Montolli, già scrittore di gialli) si alza in piedi ed inizia a parlare, non sembra interessato a pubblicizzare un libro: comincia invece a raccontare di sé, della sua formazione culturale, della sua famiglia, con un accento siciliano che si vela di dolcezza nel ricordare prima il padre, poi lo zio, per passare, quasi con un colpo di scena per chi non ha letto il libro, al ricordo di Falcone e Borsellino. Perché l’uomo che sta parlando ha lavorato con i magistrati vittime della mafia per lunghi anni, collaborando strettamente con loro per tutti gli aspetti riguardanti la tecnologia e le verifiche delle intercettazioni.

Il racconto via via si stacca dall’ambito privato, cui si lega strettamente la vita dell’Italia negli anni del passaggio tra la Prima e la Seconda Repubblica. Gli argomenti Genchi2toccati sono scottanti, non solo perché gettano una luce inquietante sulla morte di Falcone e Borsellino, ma anche sull’intera – e Genchi lo rimarca con forza: INTERA – classe politica passata e presente, sugli organismi di informazione, sui rapporti tra Stato e mafia.

Nei confronti di Genchi, dopo più di vent’anni di servizio nella polizia, è stato aperto un procedimento penale nel febbraio del 2009 per un presunto “scandalo delle intercettazioni”, da cui è stato completamente scagionato nel maggio dello stesso anno. Come lui stesso dice, sorridendo ironicamente: “Io non faccio e non ho mai fatto intercettazioni telefoniche: non è nelle mie mansioni. Io incrocio i tabulati telefonici, cosa ben diversa.”

Commenti 

 
#3 Jean-Marie Le Ray 2010-05-16 15:03
E' estremamente difficile recensire il libro, bisogna leggerlo. Ogni famiglia italiana in cerca di verità ne dovrebbe avere uno a casa, da leggere in famiglia!
E' un libro sconvolgente, punto.
JML
Segnala all'amministratore
 
 
#2 nicolantonio 2010-02-03 19:08
perchè non recensite il libro, sia pure sinteticamente? Così capiremmo meglio l'importanza di questo evento.
Segnala all'amministratore
 
 
#1 Gabriella Danese 2010-02-03 11:59
Auto-correzione: l'edizione è "Aliberti". :-)
Segnala all'amministratore
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI