Federazione dei Verdi
Sezione di Monopoli
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Siamo un partito "sfiatato" dall'assenza in Parlamento e dalla censura dei media, perché ci porta appresso temi scomodi, come il nucleare.
Non si tollerano voci diverse da quelle ufficiali del ministro Scajola o dell'Enel. Così il presidente nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli si è messo a digiunare davanti alla sede Rai di Viale Mazzini, lo fa - ignorato - da 9 giorni.
Il fatto che il Governo impugni le leggi per il NO al nucleare è un atto fuori dalla democrazia, tipico del regime fascista, perché va a negare
E' di una gravità inaudita quello che è accaduto nelle ultime ore.
Il governo, con la decisione di impugnare le leggi regionali di Puglia, Campania e Basilicata contro il nucleare, ha compiuto un atto in puro stile repressivo. Un gesto, quello del ministro dello Sviluppo Claudio Scajola e del ministro per gli Affari regionali Raffaele Fitto, che ci riporta indietro di trent'anni. Evidentemente per questa classe dirigente non vale nulla il volere dei cittadini, che già nel 1987 si espressero contro le centrali nucleari nel nostro Paese; così come a nulla valgono le amministrazioni regionali, espressione della volontà popolare.
Ma la decisione del governo Berlusconi di voler ricorrere contro le legislazioni regionali nasconde anche le paure delle forze politiche di maggioranza, che ancora non
dicono chiaramente ai cittadini dove intendono costruire le centrali atomiche. Un timore evidentemente legato alla prossima scadenza delle elezioni regionali.
Il governo Berlusconi sa bene che i cittadini sono contrari alla decisione di tornare al nucleare e, per questo, per il rischio di perdere consensi e scatenare proteste nelle comunità locali, si guarda bene dal rendere nota la lista dei siti. E, come se questo non bastasse, il centrodestra ha deciso di imporre la costruzione degli impianti con l'uso dell'esercito.
Ci troviamo di fronte a un gravissimo attacco alla democrazia del nostro Paese, complice un sistema mediatico che ha di fatto oscurato i temi dell'ambiente e del nucleare sottraendoli al dibattito pubblico.
I grandi network televisivi tacciono al cospetto delle decisioni governative e vengono meno al loro dovere di informazione. Il ministro Scajola, protagonista dell'ultima crociata a favore del nucleare, deve spiegare agli italiani dove intende portare le scorie radioattive, altamente tossiche e pericolose per centinaia di anni. E come intende trattarle, in quali stabilimenti e con quali tecniche.
Mentre ai cittadini italiani non viene data la possibilità di farsi un'opinione su queste vicende cruciali per la vita del Paese e per la loro salute. Di fatto è calato un silenzio assordante sui temi che possono danneggiare l'immagine di questa maggioranza e metterne in discussione le scelte. Sul nucleare non esiste più contraddittorio. Ci raccontano quali potranno essere gli effetti positivi delle centrali atomiche, tacendo sui costi reali di questa operazione.
Oltre al silenzio sui rischi serissimi che tutti noi corriamo.
E questo per interesse. Dietro c'è un sistema industriale che vuole gestire gli appalti pubblici, e qui balleranno diversi milioni perché c'è la volontà politica di mettere sul piatto un sacco di soldi. Gli italiani saranno impoveriti, perché le bollette rincareranno. Ma le grandi famiglie dell'industria e le lobby del potere saranno più ricche.
L'Enel dice: il nucleare creerà mille e 300 posti di lavoro... Ma in Germania, dove
Oltre che agli industriali suddetti, questo nucleare conviene ai francesi. Loro non costruiscono nuove centrali da 35 anni, però adesso faranno un grande affare con l'Italia. A Roma si direbbe: ci becchiamo la sòla. Sosterremo la loro economia, visto che la corte dei conti francese ha certificato i 2 miliardi di debiti dell'EDF, la loro agenzia dell'energia. Una parte di quel debito lo pagheranno gli italiani, perché ci siamo appoggiati a loro, che piazzeranno i reattori nelle nostre centrali.
Dopo il dossier che dimostra quanto sia diseconomica l'energia nucleare rispetto alle altre, costi che pagheranno i cittadini, noi Verdi insisteremo su un tema che giocoforza tocca la sensibilità degli italiani. Informeremo tutti che in Francia 18 centrali su 56 sono ferme per guasti o incidenti. La storia ci insegna che un incidente in una centrale può diventare una catastrofe planetaria. E così presenteremo una simulazione di incidente nucleare a Montalto di Castro, dove il governo ha già deciso - ma non lo dice - di rimettere a regime la vecchia centrale.
Intanto, noi Verdi abbiamo redatto un documento che smonta punto per punto le convenienze "nucleari" sbandierate da Scajola, dal governo intero, dall'Enel. Questo è un dossier sul nucleare, sulle conseguenze dell'arrivo - in accordo con il governo transalpino e insieme con Edf (Electricitè de France) - dei quattro reattori nucleari da 1,6 GW a tecnologia Epr francese.
Si leggono i dubbi di Moody's, la più nota e quotata fra le agenzie di rating, che prevede una erosione di affidabilità per imprese e industrie coinvolte in un affare così rischioso.
Poi ci sono i conti del Mit (Massacchussetts institute of technology di Boston) che conclude sull'enormità delle spese per un ritorno al nucleare. Esborsi che in genere si spalmano su 15 anni, coperti con un mix di debito e capitale proprio, voci di costo che nel nucleare crescono a causa della lunghezza dei tempi di costruzione, del rischio di ritardi "politici" (elevatissimi, in Italia) e problemi tecnici.
Questo porta a un costo medio del capitale nel nucleare pari al 10%, superiore a quello delle altre fonti energetiche, pari al 7,8%: è la principale causa nella sostanziale stasi nella costruzione delle nuove centrali atomiche nei paesi occidentali. L'Italia, invece, è pronta a ripartire, e spaccia questo come un affare...
Moody's fa una simulazione fra le diverse opzioni di produzione dell'energia, inserendo tutti i costi, fissi, variabili, gli oneri finanziari, gli ammortamenti per la divesa durata degli impianti (30 anni per il gas, 50 anni per il nucleare).
Ne risulta un prezzo medio dell'energia (in dollari per Megawattora) di 120 dollari per il gas, 112 per il carbone, 125 per l'eolico, 151 x il nucleare.
La tendenza divaricherà ancora di più questi dati, perché, come scrive Moody's «Il problema del nucleare è l'obsolescenza tecnica e i costi in continua ascesa (e nessuno si metterà ad aggiornare un parco risorse in disuso), mentre le tecnologie rinnovabili, al contrario, procedono velocemente verso tecnologie sempre più efficienti e quindi verso una riduzione dei costi».
E i modelli dell'agenzia si riferiscono a un Paese che produce nucleare, quindi rodato. Da noi si dovrebbe ripartire da zero, dopo 23 anni di messa al bando.
Il governo ribatte che Enel - seconda utility europea - è un'azienza grande, capace di enormi investimenti. Vero, ma proprio Moody's nel
I reattori - stando alle ultime commesse francesi in Canada - costeranno intorno ai 35 miliardi di euro. Enel dovrà indebitarsi, in una situazione che la vede già esposta verso il sistema bancario per 51 miliardi. Servono dunque garanzie, affinchè i partner finanziatori accettino il rischio. Per questo Enel ha proposto di fissare a priori un prezzo del kWh nucleare abbastanza alto da remunerare gli istituti finanziatori, quando la centrale venderà energia. declassato il livello di rating a lungo termine di Enel da A1 a A2. E il nucleare "declassa", come si è visto.
Questo è il punto critico dell'impresa nucleare italiana, conclude il dossier: impoverirà l'ambiente, le casse dello Stato, le tasche dei cittadini".
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Commenti
Questo balletto si commenta da solo.Â
Dispiace che certe pratiche quantomeno logore e deplorevoli, da 'astuti' manovratori, diciamo, siano riproposte dalle c.d. nuove leve. Â Â
Avanti così!Â
Il resto è scritto sopra.
Il resto sono chiacchiere
Del resto, l'ho scritto io stesso nel messaggio cui rispondi che mi mancano informazioni e te ne spiego anche il motivo, che è quello di non fare politica attiva (nel senso dentro un partito) e di non lavorare a Monopoli (cosa che impedisce molti di quei contatti dai quali si traggono informazioni).
Per questi motivi, prendo atto delle tue affermazioni evidentemente basate su maggiore inserimento da parte tua nel territorio, capisco bene la questione della visibilità , solo che spero (forse anche questa volta con troppa buona fede) che la gente non si faccia influenzare nelle proprie scelte da facili entusiasmi.
Cordialmente.
Il contributo tecnico puoi darlo senza essere coordinatore evitando di delegittamare una battaglia nata dalla società civile la cui rappresentanza nn può andare ad un segretario di partito! O forse nn si riesce a cogliere questa "sottile" distinzione? Cosa cambia se rimani nel comitato con compiti diversi? Lo dico io? La visibilità !
Se vogliamo il bene della causa, cerchiamo di ragionarci sulle cose! Altrimenti questa superficialità finisce per sostenere altri interessati progetti!
Spero di essere stato chiaro benché stringato. Con cordialità .  Â
  Â
A me sembra che Deleonibus dia il contributo tecnico e organizzativo, di cui il comitato oggettivamente ha bisogno e lo faccia alla luce del sole, senza schermarsi dietro a pur possibili fantocci. Che poi al comitato stesso o comunque alla manifestazione aderisca anche il movimento di cui è segretario è un altro paio di maniche: del resto, alla manifestazione hanno addirittura aderito gli stessi comuni che finora si erano provvidenzialmente ditratti sulla questione!!!
Quanto alle coppie di fatto non so davvero cosa c'entrino .... comunque, nessuno vieta ci sia una regolamentazione in materia. Altra cosa è l'estensione di tutti i diritti riconosciuti alla famiglia, alla quale i nostri padri costituenti hanno riconosciuto, concordemente, un'anteriorità sociale rispetto persino allo Stato.
scherzi a parte, penso che la scelta nuclearista sia meno conveniente, realizzabile e gestibile di altre; mentre riguardo alla questione omosessuali e diritti, mi pare che una loro tutela sarebbe auspicabile in termini politici, sociali ed umani e legittima sul piano costituzionale e che essa non vada vista in maniera antitetica rispetto alla salvaguardi della famiglia tradizionale, trattandosi solo di riconoscere a dei cittadini diritti che finora non hanno avuto, senza per questo limitare quelli di altri
quanto ad attaccare Deleonibus per la sua doppia veste, direi che si pone una questione di lana caprina, se non altro perchè la politica è fatta anche di alleanze temporanee attorno a singole questioni, che non devono per forza tradursi in adesione a programmi politici più ampi; insomma, una specie di jointventure con i verdi sulla questione ambientale più pressante (piattaforme petrolifere) si può anche fare, no?!
saluti a tutti
“La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonioâ€
"Semplice, lineare" ... si tratta di un principio approvato "senza nessun tipo di difficoltà " da De Gasperi e Togliatti in tempi di ben più aspre divisioni.
Ti facevo più scaltro, adesso ti stai muovendo come un elefante in una cristalleria.
Dov'è la prossima riunione del comitato? Alla sede dei verdi, dove s'è tenuta l'ultima?
Continuate pure tu e gli altri!
Bella delusione!
Gli omosessuali hanno diritto di far ciò che vogliono sotto le coperte, ma l'ordine precostituito non si tocca!
Penso all'istituzione di uno sportello per i diritti civili e umani. Offrire assistenza legale alle vittime della prepotenza istituzionale, prestare consulenza legale alle associazioni, alle comunità e ai movimenti sociali, monitorare e denunciare violenze e soprusi, sono necessità impellenti che da adesso devono essere affrontate anche nella nostra Regione.
I pregiudizi si combattono con la cultura, perché è l’ignoranza che li alimenta.
Ritengo scandaloso che i diritti della comunità LGBT non vengano considerati né in Parlamento nè in Regione né dai media e che la politica non si occupi, dopo appelli anche molto forti (vedi sciopero della fame di una coppia savonese), di un problema così sentito, che riguarda migliaia di persone, considerato in tutti i DDL in materia di diritti civili.
Penso che L'Italia e ogni Regione debbano adottare una legge simile a quella spagnola. La legge Zapatero infatti non obbliga nessuna chiesa o confessione a riconoscere dal punto di vista religioso il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Non chiede e non obbliga nessuno a riconoscere, se non dal punto di vista del diritto dello stato spagnolo, che quelle unioni hanno anche un valore religioso legato ad una particolare fede.
Quella legge dice semplicemente che tutti i diritti e i doveri che hanno le coppie formate da persone di sesso diverso sono allargati anche alle coppie di persone dello stesso sesso che decidono di sottoscrivere un contratto di fronte ad un ufficiale di stato civile. Semplice, lineare, senza nessun tipo di difficoltà a mantenere quanto già esistente e semplicemente ad ampliarne la portata.
Si sa che il diritto si occupa ben poco dei soggetti fragili. Ed è vero che molti dei baluardi utili a migliorare, sotto il profilo giuridico, la condizione di chi è in affanno sono ancora da raggiungere.
Mi piacerebbe, e credo piacerebbe anche ai Verdi, che in Puglia ci fosse una legge alla stregua della legge Toscana. Una legge in grado diconsentire ad ogni persona la libera espressione e manifestazione del proprio orientamento sessuale e della propria identità di genere e di promuovere il superamento delle situazioni di discriminazione anche sul posto di lavoro. [continua]
Si continui pure, così l'avrà vinta chi vuole delegittimare il movimento.
Bravi tutti.
ai verdi dico: la questione omossessuale da vendola è stata dimenticata per cinque anni ora fa ridere quando dice che bisogna fare qualcosa... l'ultima volta che l'aveva datto era stato esattamente cinque anni fa...poi il silenzio.