FOTO DI PINO MIRIZZI
Dopo la manifestazione dello scorso 23 gennaio, la piattaforma petrolifera continua a far parlare di sé. Anzi, ormai è in ballo molto di più: il caso Puglia è diventato di importanza nazionale, soprattutto nel dibattito sulle centrali nucleari, la cui costruzione il governo auspica vicina...in tutti i sensi.
Così, l’8 febbraio nel salone del Carmine, il PD e gli Ecologisti Democratici hanno organizzato un incontro per fare il punto della situazione. Sono intervenuti: il Senatore Francesco Ferrante, dir. gruppo PD al Senato; il dott. Sandro Gianicolo, Ecologisti Democratici Brindisi; il dott. Giuseppe Stasolla, Ecologisti Democratici Taranto; l’ing. Giuseppe Deleonibus, portavoce del Comitato No Petrolio, Sì Energie Rinnovabili. Ha moderato il dott. Saverio Massari, dir. regionale Ecologisti Democratici.
Massari introduce l’argomento con alcune statistiche: la Puglia produce il 25% dell’eolico e il 10% del fotovoltaico in Italia. Eppure si parla tanto di centrali nucleari quanto di piattaforme petrolifere, per la conformazione del terreno e per la grande risorsa idrica costituita dal mare. Quindi c’è la visione di un breve e inquietante documentario sulle conseguenze di impianti petroliferi in Val d’Agri, Basilicata: mentre i sindaci intervistati ribadiscono che le centrali hanno portato possibilità di lavoro e migliore qualità della vita, i cittadini sembrano di opinione completamente opposta e mostrano, pieni di rabbia, documenti video e fotografici che testimoniano l’inquinamento inesorabile del territorio.
Deleonibus riafferma con forza la volontà del Comitato di difendere il territorio di Monopoli e della Puglia: “Perché si ostinano su pozzi piccoli e con petrolio di bassa qualità? Il petrolio non sarà in nessun modo vantaggioso per la nostra economia, anzi: porterà al tracollo i settori trainanti, quali il turismo e la pesca.”
Gianicolo fa il punto della situazione del territorio brindisino: “Ci sono tre grossi impianti di produzione dell’energia, alimentati a carbone. Piccoli passi avanti sono
stati fatti nella qualità del carbone usato, ma, tanto per fare un esempio, l’anno scorso l’amministrazione di Brindisi è stata costretta a sequestrare ettari ed ettari di terreno coltivato in prossimità delle centrali, perché troppo inquinati.”
Stasolla dipinge uno scoraggiante ritratto di Taranto: “Taranto e Brindisi sono state classificate a livello nazionale come Siti ad alto rischio ambientale. Questo vuole dire che qualsiasi azienda voglia aprire nel nostro territorio...semplicemente non può farlo, perché la zona risulta da bonificare.” Tra i grossi problemi di Taranto, Stasolla cita le discariche di rifiuti speciali, una enorme raffineria e, ovviamente, l’Ilva. “Il ricatto occupazionale è usato dalle aziende per evitare problemi con le associazioni ambientaliste e mira a metterci gli uni contro gli altri: ambientalisti contro lavoratori preoccupati per il proprio posto di lavoro. Ma è ora di finirla.”
Infine, interviene il Senatore Ferrante: “Mentre tutto il resto del mondo guarda al futuro come all’era della liberazione dal petrolio e dal nucleare, in Italia ci costringono a tornare indietro: il carbone, il petrolio, il nucleare sono tutte tecnologie già superate. Inoltre, parlando in particolare del nucleare, sappiate che esiste ancora un problema di sicurezza: non c’è nessuna differenza tecnica tra gli impianti che verrebbero costruiti oggi e quello, per intenderci, di Chernobyl.”
Così, l’8 febbraio nel salone del Carmine, il PD e gli Ecologisti Democratici hanno organizzato un incontro per fare il punto della situazione. Sono intervenuti: il Senatore Francesco Ferrante, dir. gruppo PD al Senato; il dott. Sandro Gianicolo, Ecologisti Democratici Brindisi; il dott. Giuseppe Stasolla, Ecologisti Democratici Taranto; l’ing. Giuseppe Deleonibus, portavoce del Comitato No Petrolio, Sì Energie Rinnovabili. Ha moderato il dott. Saverio Massari, dir. regionale Ecologisti Democratici.
Massari introduce l’argomento con alcune statistiche: la Puglia produce il 25% dell’eolico e il 10% del fotovoltaico in Italia. Eppure si parla tanto di centrali nucleari quanto di piattaforme petrolifere, per la conformazione del terreno e per la grande risorsa idrica costituita dal mare. Quindi c’è la visione di un breve e inquietante documentario sulle conseguenze di impianti petroliferi in Val d’Agri, Basilicata: mentre i sindaci intervistati ribadiscono che le centrali hanno portato possibilità di lavoro e migliore qualità della vita, i cittadini sembrano di opinione completamente opposta e mostrano, pieni di rabbia, documenti video e fotografici che testimoniano l’inquinamento inesorabile del territorio.
Deleonibus riafferma con forza la volontà del Comitato di difendere il territorio di Monopoli e della Puglia: “Perché si ostinano su pozzi piccoli e con petrolio di bassa qualità? Il petrolio non sarà in nessun modo vantaggioso per la nostra economia, anzi: porterà al tracollo i settori trainanti, quali il turismo e la pesca.”
Gianicolo fa il punto della situazione del territorio brindisino: “Ci sono tre grossi impianti di produzione dell’energia, alimentati a carbone. Piccoli passi avanti sono
stati fatti nella qualità del carbone usato, ma, tanto per fare un esempio, l’anno scorso l’amministrazione di Brindisi è stata costretta a sequestrare ettari ed ettari di terreno coltivato in prossimità delle centrali, perché troppo inquinati.”Stasolla dipinge uno scoraggiante ritratto di Taranto: “Taranto e Brindisi sono state classificate a livello nazionale come Siti ad alto rischio ambientale. Questo vuole dire che qualsiasi azienda voglia aprire nel nostro territorio...semplicemente non può farlo, perché la zona risulta da bonificare.” Tra i grossi problemi di Taranto, Stasolla cita le discariche di rifiuti speciali, una enorme raffineria e, ovviamente, l’Ilva. “Il ricatto occupazionale è usato dalle aziende per evitare problemi con le associazioni ambientaliste e mira a metterci gli uni contro gli altri: ambientalisti contro lavoratori preoccupati per il proprio posto di lavoro. Ma è ora di finirla.”
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Commenti
non son certo entrato nella sua sfera di vita privata, ma le posso dire che se lei ora percepisce una pensione il sottoscritto di questi tempi e con un bel nucleo familiare a carico arriva a stento a fine mese.
Se lei preferisce guardare al passato senza pensare al futuro dei nostri figli commette un grave errore.
Non è l'unico che ha lavorato all'estero tanti sono emigrati nel dopoguerra, quella è storia, adesso dobbiamo scriverne una nuova.
Le ripeto che le entrate economiche che lei parla sono pura utopia, il nucleare o altro non porta benessere ne' soldi ne' occupazione nelle nostre tasche.
Per la Maddalena il Governo ha speso 350 milioni di euro per far mangiare gli amici degli amici, ed è solo un esempio, ci sono tanti sprechi nella sanità nelle pubbliche amministrazioni, nei comuni.
Io non sparlo del passato ma non è giusto che lei me lo rinfacci, noi vogliamo una certezza ed un futuro per i figli non chiediamo altro.
xkè nostante tutto lei si sente ricco..???
lei crede che con il petrolio sotto casa o la centrale nucleare in testa pagherà meno la luce, il gas e la benzina??...ahahahahahah che illusione,
siamo italiani e in mezzo a noi c'è gente vigliacca e sciacalla...
In Abruzzo mentre sotto le macerie morivano donne uomini e bambini alcuni imprenditori al servizio dello Stato se la RIDEVANO del terremoto pensando agli affari della ricostruzione....(non faccio altri commenti altrimenti mi cancellano il post, lascio a lei immaginare)
Pertanto mi lasci vivere nella POVERTA' respirando aria pulita godendomi il mio mare limpido le bellezze e la cucina della mia terra poichè nessuno di noi miseri mortali diventerà ricco
meditate prima di scrivere....
meditate prima di infangare il lavoro altrui...
meditate prima di offendere chi era nel corteo...
meditate prima di far il politico di parte.. bisogna ancora crescere;-)
Attenzione però a riempirsi la bocca di belle parole.
In Puglia si produce troppa energia (circa il doppio dei consumi dei pugliesi) VERO
In puglia si produce più energia rinnovabile che in molte altre regioni d'Italia VERO
In puglia possiamo andare aventi con le sole fonti rinnovabili (o comunque con un contributo sostanziale delle fonti rinnovabili) FALSO
Stando ai dati del 2008 in puglia le fonti rinnovabili hanno coperto meno del 7% dei consumi dei pugliesi (non della produzione...dei consumi!!!)
Significa che il non-rinnovabile ha coperto il 93% circa. Nel 2009 le cose saranno sicuramente andate un pò meglio (in attesa dei dati ufficiali)...magari il non rinnovabile ha coperto appena il 90%!!!
E' necessario prendere coscienza del fatto che abbiamo bisogno di fonti fossili per ancora molto tempo.
Occhio ai fanfaroni come il sen Ferrante che si riempiono la bocca di bei discorsi poco pragmatici.