Sabato 26 Maggio 2012
   
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UN TERMOVALORIZZATORE A MONOPOLI? POSSIBILE!

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L’Ital green autorizzata a bruciare CDR.

Romani sui termovalorizzatori

Un termovalorizzatore a Monopoli? Non è cosa poi così difficile da immaginare. In realtà, qualcosa di questo genere già esiste, ed è lo stabilimento Ital Green in via Baione. In pochi sanno infatti che già nel 2004 il suddetto stabilimento è stato autorizzato a bruciare CDR (combustibile derivato da rifiuti).

Con determinazione 133 del 30 luglio 2004- Giunta Leoci a Monopoli-  la Provincia di Bari autorizzava l’Ital green Energy ad integrare nell’impianto di recupero energetico sito a Monopoli, con CDR, ovvero Combustibile Derivato da Rifiuti. Con una seconda determinazione ammorbidisce i parametri individuati per la concessione (monitoraggio e quantitativi), e nella stessa, l’Ital Green dichiara di poter funzionare solo con combustibile CDR. Non risultano dalla nostra ricerca altre determine che annullano la concessione.

Abbiamo portato i documenti in questione al Sindaco.

Eravate a conoscenza della cosa?

“No, veramente non eravamo a conoscenza, almeno io. Passerò comunque i documenti all’assessore Rotondo per le opportune verifiche."

In un incontro con la Poli Bortone avevi affermato che “Non dobbiamo chiudere le porte a prospettive di informazione e di scelte che spesso quando il nodo si stringe ed arriva al pettine fa male : questo è il caso dei termovalorizzatori”. Cosa significa? Saresti favorevole?ROMANI6_cr

“Penso che tutte le politiche energetiche debbano partire dal basso e non dall’alto. Io non ho timore di dire che nel nucleare se non si comincerà dal basso e non si comincerà a fare una politica per decreto, credo che morirà presto. Nel senso che comincerà un percorso, ma siccome questi sono percorsi lunghi, sono certo che fra tre anni quando arriverà il prossimo governo, bloccherà tutto e cominceremo i cosiddetti pendolarismi energetici (percorsi non condivisi e decisioni differenti che non portano ad un risultato). Io credo che su queste questioni si debba agire un po’ come per le riforme costituzionali. Cioè, non si può non condividere un percorso anche perché il passato insegna che rinvia e rinvia arriva un momento in cui non puoi più rinviare e fai figuracce come la questione dei rifiuti di Napoli, nella quale non abbiamo certo esportato un modello civile nel mondo. Ed io ricordo all’epoca che tutti i componenti delle giunte regionali si affannavano per capire cosa avevano fatto, ma la realtà era che su questo argomento erano stati molto reticenti.

Allora, la mia idea è che io non chiudo gli occhi e le orecchie davanti a nulla. Né al nucleare, né men che meno ai termovalorizzatori, che oramai sono tecniche che in Italia esistono, che sono presenti in contesti sviluppati ed antropizzati anche dal punto di vista turistico.

Quindi ritengo che il termovalorizzatore sia in realtà l’anello che chiude il ciclo dei rifiuti- perché il compostaggio presente a Gioia o quello nuovo a Conversano in realtà non chiude il ciclo sulla gestione dei rifiuti, ne riduce l’impatto sulla discarica, ma non chiude il ciclo.

Le politiche energetiche dovrebbero essere condivise dalla base mediante campagne di sensibilizzazione, di informazione, ma è ovvio che se la formazione e l’informazione deve essere tale, deve esserci una condivisione politica, perché se cominciamo a fare delle politiche a “botte di maggioranza” il pericolo della strumentalizzazione su un argomento del genere è un pericolo reale… e se si strumentalizza su questi argomenti è chiaro che si comincia a fare, secondo me, una politica di bassissimo e ristrettissimo respiro. La mia idea è quindi innanzitutto quella di una condivisione politica, di informazione per la cittadinanza ed infine di attuazione."

Crede sia possibile con la nostra classe dirigente prendere decisioni di questo genere? Parlo di controlli, che non ci sono, parlo di Ital Green e di molte altre realtà che presentano spesso aspetti non chiari. Come pensa di sopperire ad una tale mancanza?

“Questo dei controlli è un fatto verissimo, è un fatto serio. C’è una percezione in giro che in effetti anche davanti a delle norme, a dei decreti regionali, a delle leggi  regionali, a dei decreti legislativi che impongono tabelle, parametri per il controllo, la produzione di carte superi la sostanza di quello di cui si parla. C’è questa sensazione diffusa. E quindi sono d’accordo, bisognerebbe aprire una nuova stagione di controlli. Credo che queste agenzie dovrebbero fare poche cose e bene. E’ chiaro che se l’Agenzia Regionale di Protezione Ambientale si deve occupare di un miliardo di questioni e non fa secondo me, l’unica cosa che non possono fare gli altri, cioè i controlli o non ha gli strumenti per farlo, diventa un ragionamento complicato. Quindi sono assolutamente convinto: per poter avere un accordo politico e fare da garanti nel processo di informazione con i propri cittadini di queste cose, è chiaro che prima di fare da garanti dobbiamo essere garantiti. Le istituzioni dovrebbero chiedere a gran voce un nuovo meccanismo ed un nuovo sistema di controlli. Basterebbe fare pulizia a livello regionale di enti perfettamente inutili e concentrare queste economie verso il potenziamento di agenzie di protezione ambientale, che già esistono, e che spesso e volentieri- anche quando coinvolte da noi per il problema delle onde magnetiche dell’impalata- non hanno gli strumenti per agire. Speriamo che con il nuovo governo regionale capiremo anche qual è l’impronta energetica che questa regione vorrà prendere."

Commenti 

 
#20 un monopolitano 2010-03-08 19:32
Ci auguriamo che non sia così, ma questi controlli si facciano, e si facciano presto, e possibilmente con due agenzie diverse così non abbiamo controlli "sponsorizzati"!
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#19 r.garrappa 2010-03-08 18:51
Nessuno si aspetta da Romani di dirsi contrario all'inceneritore. E' un suo diritto essere a favore di questo tipo di impianto.

Ma controllare la qualità dell'aria a Monopoli, in presenza di diversi impianti industriali, credo sia un preciso dovere da Sindaco (vale per lui quanto per chi lo ha preceduto). Oltre ad essere un diritto dei cittadini. Non sarebbe contraddittorio essere favorevole al termovalorizzatore ed al tempo stesso esigere severi controlli. Anzi sarebbe un segnale di una politica coerente.

Lo ripeto, la questione non è tanto inceneritore si o inceneritore no. Ormai, quello già c'è. La questione è di controllare che i monopolitani respirino aria pulita. Se poi scoprissimo che qualche politico non vuole fare i controlli per non danneggiare qualche imprenditore allora ci sarebbe veramente malafede e si starebbe mettendo a rischio l'intera città. Mi auguro che non sia così ...
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#18 un monopolitano 2010-03-08 16:57
ma come fa Romani, la cui campagna elettorale è stata finanziata dal sig. Marseglia, a dirsi contrario all'inceneritore? Questo spiega tutto
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#17 mady 2010-03-08 05:37
Concludo dicendo che il termine "termovalorizzatore" e' fuorviante,in quanto gli unici modi per valorizzare un rifiuto sono prima di tutto il riuso e poi il riciclo,inoltre con la riduzione degli imballaggi e la sostituzione di materiali eco-compatibili a quelli utilizzati ad oggi,si risolverebbe il problema. Non mi voglio ancora dilungare, le alternative ci sono,non abbiamo per niente bisogno di questi impianti,cerca sui motori di ricerca "centro riciclo Vedelago",anche su you tube,come anche sotto la voce "Zero Wast" "rifiuti zero", mezzi che come dici tu sono praticabili e super sostenibili, manca solo la volonta' politica, chissa' perche'......!
P.S. Oh,dimenticavo di dire che le ceneri residue devono essere smaltite in discariche speciali(denominate di tipo B secondo la legge nazionale-decreto Ronchi)le quali costano anche di piu' e le acque di di scarico vengono disperse nell'ambiente circostante. Quindi cosa succede di questi inquinanti una volta dispersi gas,acque di scarico e percolato delle discariche speciali? Li repiriamo ed entrano nella catena alimentare e si depositano nei tessuti degli organismi viventi. A questo punto c'e' solo da dire buona fortuna!
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#16 mady 2010-03-08 05:20
Per Ofla5 :Intanto non puoi smentire che per il principio della conservazione della massa (Lavoisier), nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma, es. da un pezzo di legno bruciato ottengo un pezzo di legno incenerito. Vale lo stesso per i rifiuti che entrano nell'inceneritore, con la differenza che cio' che fuoriesce da quest'ultimo, e' nocivo.1) emissioni gassose dal camino(che vanno nell'aria),2) ceneri residue(che devono essere smaltite),3)acque di scarico(che devono essere trattate).Precisamente per ogni Ton. di rifiuti bruciata un inceneritore produce: 1 ton. di fumi immessi in atmosfera; 280/300 Kg di ceneri "solide"; 30Kg di "ceneri volanti"; 650Kg di acqua di scarico;25Kg di gesso.Complessivamente la materia in uscita e' maggiore di quella in entrata. I composti chimici contenuti nei residui dell'incenerimento sono tipicamente: Vapore acqueo,anidride carbonica,polveri fini,ossido di carbonio,acido cloridrico,acido fluoridrico,anidride solforosa,metalli pesanti(piombo,cadmio,mercurio,arsenico,...),furani,idrocarburi policiclici.Tranne le prime due,tutto il resto e' tossico-nocivo,che dovra' finire nell'aria,nel suolo o nell'acqua.Inoltre, non esistono filtri che possano bloccare ad es. i pm 2,5. Da alcuni dati tratti dall'inventario della Commissione Europea per quanto riguarda il monitoraggio dell'emissione di diossine, risulta che gli impianti di incenerimento in Italia producono 295 grammi all'anno di diossine, di cui 170 grammi all'anno dal solo incenerimento dei RSU(rifiuti solidi urbani),cioe' l' equivalente all'emissione prodotta da 30 Milioni di autovetture. Cosa si fa per far sembrare innocui gli impianti? Si misura la diossina da un minimo di 6 ad un massimo di 8 ore per 3 volte all'anno.
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#15 0fla5 2010-03-07 16:26
ma quanti luoghi comuni! forse è meglio studiare un pò di più e non solo "sparare" le leggi della fisica. 1)"l'energia che si ricava e'irrisoria rispetto all'energia che questa operazione necessita", in realtà: da 1 t di RSU si ricavano più di 800 kWh dei quali solo il 10% utilizzati per il funzionamento interno dell'impianto. [2) "a questa tonnellata se ne deve aggiungere un'altra di materiali che aiutano la combustione,quindi alla fine si otterranno 2 tonnellate di cenere tossica",in realtà: per ogni t di RSU si consumano 12 kg di bicarbonato di sodi, 2,5 kg di urea, 0,3 kg di carbone attivo. 3)"dove pensate che le ceneri tossiche vadano a finire, ovviamente nelle discariche" in realtà: tutti i residui di combustione sono recuperati come materia tranne il 2% in peso che sono ceneri pericolose. Tralascio il commento sulle nano particelle, ma vi rimando alla lettura dello studio del Politecnico di Milano di maggio 2009. Non è certo inventando, falsificando i dati tecnici e demonizzando questo tipo di impianti che si contrasta la loro diffusione, ma con idee alternative che siano tecnicamente praticabili ed economicamente sostenibili.
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#14 mady 2010-03-06 05:09
firmiamo la petizione : www.cambiamoaria.org
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#13 mady 2010-03-06 03:10
Per Paolo D. e Individuo: inceneritore e termovalorizzatore sono la stessa cosa. Secondo la legge della termodinamica, nulla si crea nulla si distrugge ma tutto si trasforma. Insomma, se metti nell'inceneritore una tonnellata di rifiuti,(le "balle", perche' di "eco" non hanno nulla, dato che sono sempre rifiuti tal quale),alla fine del ciclo si avra' una tonnellata di rifiuti bruciati,non solo,l'energia che si ricava e' irrisoria rispetto all'energia che questa operazione necessita e a questa tonnellata se ne deve aggiungere un'altra di materiali che aiutano la combustione,quindi alla fine si otterranno 2 tonnellate di cenere tossica.Inoltre dove pensate che le ceneri tossiche vadano a finire, ovviamente nelle discariche, e il particolato che fuoriesce sotto forma di fumi,ovviamente nei nostri polmoni,anzi nel nostro sangue direttamente,attraverso l'ingestione e l'inalazione,dato che le nanoparticelle non si fermano ai bronchi,sono cosi' piccole da essere trasportate direttamente al sangue. Se oggi si fanno ancora inceneritori e' solo perche' li finanziamo noi cittadini, dato che dal 1992,con una "legge trucco" , come al solito,viene prelevato il 7% dalla bolletta dell'Enel a favore dei Cip6. Nessun imprenditore investirebbe con i propri soldi sugli inceneritori,se volete maggiori info. su you tube ad es. potete cercare "Dott.Patrizia Gentilini", Roberto Topino","Stefano Montanari" etc.
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#12 Gianluigi 2010-03-05 21:51
e vi meravigliate ??? Concordo pienamente con il tale "partigiano" (e mettici il nome, coraggio!!). Quell'autorizzazione non andava concessa, soprattutto perchè a chiederla erano abili professionisti del gioco delle tre carte, per non dire della truffa legalizzata (informatevi sui procedimenti giudiziari passati e in corso dei proprietari dell'impianto monopolitano). Complimenti vivissimi alla redazione. Alle regionali votate "Monopolitube" ;-)
Gianluigi Giliberti
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#11 Partigiano 2010-03-05 19:59
Questa la dice lunga sui comportamenti omertosi dell'opposizione,su questione petrolio, piattaforma con oleodotto e altro...gli stessi personaggi che nel pug hanno previsto un zona adiacente all' impianto ad area a verde pubblico proponendo un hyde park sotto l'inceneritore.
Qualcosa non quadra è una faccenda che puzza oltre le emissioni dei fumi
dell'inceneritore, i miei complimenti alla Redazione di Monopolitube.
Son tutti con le mani in pasta nessuno escluso, e mi chiedo come si possa concedere l'autorizzazione a bruciare CDR (combustibile derivato da rifiuti) senza tener presente la distanza dal centro urbano e senza interessare la cittadinanza.
In questo caso non mi imbarazzano le dichiarazioni del sindaco ma mi imbarazzano le dichiarazioni di Garrappa e Rifondazione che in questo caso dovrebbero stare zitti e non rilasciare commenti visto che l'autorizzazione è stata concessa dalla Giunta sindaco Leoci e dalla provincia presidente Divella, amministrazioni di centro sinistra.
In altri comuni per tali concessioni si son rivoltati i cittadini.
VERGOGNATEVI
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#10 una 2010-03-05 19:40
straquoto roberto garrappa e rifondazione, sollevo ulteriori peplessità sulla serietà dei controlli: se la centralina di viale aldo moro non funziona com'è che sul sito dell'arpa vi sono i risultati delle analisi????a questo punto le centraline per l'italgreen oltre che dall'arpa dovrebbero essere monitorate da un altro organo.
inoltre come non dare ragione a chi sostiene che con l'olio, il gruppo marseglia, ne ha fatte di ogni passandola serenamente liscia (anche report si era occupato del bizzarro e magico caso della trasformazione degli scarti extraeuropei in extravergine nazionale. Affidare a questa struttura un compito DELICATO come i rifuiti mi pare quantomeno masochista...se non da ciechi sordi e sottomessi.
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#9 anonimo 2010-03-05 19:30
Anche le biomasse solide e gassose (biogas) dovranno rispettare criteri di sostenibilità come i biocarburanti: la Commissione europea, difatti, ha colmato la lacuna della Direttiva sulle energie rinnovabili introducendo le regole per questo settore. Si tratta per il momento d’indicazioni facoltative, che gli Stati membri potranno utilizzare nei rispettivi Piani d’azione per le rinnovabili. La Commissione valuterà nel 2011 se aggiungere norme obbligatorie.

Le raccomandazioni considerano tutti quei fattori in precedenza sottovalutati: tutela del patrimonio forestale e della biodiversità, utilizzo del suolo, calcolo delle emissioni di Co2. Ciò significa esaminare la convenienza economica e ambientale delle biomasse destinate alla produzione di energia elettrica e riscaldamento, per impianti di potenza installata uguale o superiore a 1 Mw. «La biomassa - ha dichiarato Günther Oettinger, commissario dell’Energia - è una delle risorse più importanti per raggiungere i nostri obiettivi nelle fonti rinnovabili. Contribuisce a oltre la metà del consumo di energia verde nell’Unione europea, fornendo una risorsa pulita, sicura e competitiva».

Una raccomandazione importante riguarda il divieto di convertire foreste (o altri ecosistemi con elevate capacità di assorbire la Co2) in terreni coltivati a biomasse. La biomassa, inoltre, deve garantire una riduzione della Co2 pari al 35% rispetto alle fonti fossili, da calcolare attraverso una formula standard. La percentuale salirà al 50% nel 2017 e 60% nel 2018 per tutti i nuovi impianti. Un’altra raccomandazione, infine, riguarda gli incentivi nazionali alle biomasse, che dovrebbero premiare gli impianti più efficienti. L’obiettivo è controllare la provenienza delle biomasse, cercando di armonizzare i criteri nazionali ed evitare ostacoli alla diffusione delle bio energie.
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#8 Rifondazione Monopoli 2010-03-05 17:22
il sindaco non lo sapeva?... ma quando finisce lo stage e questa amministrazione comincia il mandato???
Comunque, senza scaricare le colpe al Sindaco di una questione così complessa e di lontana origine e sottoscrivendo l'intervendo di Roberto Garrappa, ci sentiamo di dire in pieno che la vera questione riguarda i controlli... il problema non è avere un termovalorizzatore, ma che quello che viene bruciato sia a norma!
La centralina in Viale Aldo Moro non funziona (sappiatelo!) e, di conseguenza, per ora non ci garantisce nessuno! Come Comune, nel lecito e legittimo dubbio, si potrebbe premere politicamente per avvicinare l'ARPA e nel frattempo, a pagamento, chiedere dei controlli sostitutivi.
Anche se (con la massima onestà) la responsabilità di questa storia non è di Romani... è imbarazzante sentirgli dichiarare che non sapeva di avere un'impianto autorizzato a bruciare cdr nel territorio che amministra!
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#7 r.garrappa 2010-03-05 14:06
Il fatto che l'Ital Green possa bruciare CDR rende ancora più evidente il fatto che viviamo in presenza di attività industriali di dimensioni rilevanti: l'Ital Green è un caso, forse il più eclatante, ma non l'unico. Quello che sorprende è che a fronte di impianti potenzialmente pericolosi non vi sia un adeguato sistema di controlli.

A Taranto (dove hanno impiagato diversi anni per accorgersi di un elevato tasso di mortalità da tumore) sono state acquistate le centraline per il controllo dell'aria ed è stata sottoscritta una convenzione con l'ARPA per la gestione. Un'iniziativa essenziale per assicurare la compatibilità di impianti industriali con la salute dei cittadini.

Certo tutto ciò ha un costo! Ma la salute di noi tutti varrà pur qualcosa?

Ho accolto con favore l'inserimento, nel Programma di Mandato del Sindaco, della proposta di una convenzione con l'ARPA per il monitoraggio della qualità dell'aria. Si tratta adesso di non deludere le aspettative e passare dalle parole ai fatti. L'imminente discussione sul bilancio comunale può essere un'occasione per fare qualcosa.

Non credo, come dice Romani nell'intervista, che si debba aspettare il nuovo governo regionale; la salute di noi Monopolitani interessa soprattutto noi e spetta a noi attivarsi per poter vivere in un ambiente sano e con attività produttive compatibili.

Roberto Garrappa
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#6 individuo 2010-03-05 12:58
si paolo D, ma quello di cui stiamo parlando noi è la questione dei rifiuti che BRUCIANO E INQUINANO. se qualcuno compiendo questa operazione ci guadagna (producendo energia) buon per lui, ma non per te che non ci guadagni e ti cambia poco se bruci solo i rifiuti o li bruci per fare energia.
SECONDO ME è FACILE IL RAGIONAMENTO, STRANO CHE TU NON CI SIA ARRIVATO..
CIAO
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#5 individuo 2010-03-05 12:27
l'ital green è affiancata dalla Ital.Bi.Oil che è sempre del gruppo Marseglia ed è un RAFFINERIA DI BIODISEL dove bio non vuol dire niente ma raffineria si.
la persone che vivono nel raggio di 5 km da una raffineria di solito muoiono di TUMORE, poi se ci metti pure i rifiuti bruciati...
ma chi ci guadagna da sta fabbrica? la città? le persone? gli operai prendono uno stipendio di 4500 euro? monopoli non paga la corrente? la paga di meno?
avete amici a Taranto? quando i tarantini si chiedono " come stai?" non è una generica frase di cortesia, quasi sempre fanno riferimento (dandolo per scontato) ad un tumore.
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#4 Paolo D. 2010-03-05 12:11
Scusa Mady, ma c'è una differenza enorme tra il termovalorizzatore e l'inceneritore. Il secondo incenerisce e basta. Il primo produce energia tramite l'incenerimento dei rifiuti. O mi sbaglio?
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#3 anonimo 2010-03-05 12:05
Già, e questo governo regionale dovrebbe essere di destra per poter attuare una politica energetica? Secondo me Romani ha detto una cosa molto grave, e giusta allo stesso tempo, che invidua una falla enorme nella nostra politica. L'opposizione sempre e comunque, l'incapacità di una politica condivisa. Non andremo mai avanti se non si capirà che determinate scelte vanno portate avanti con il coraggio e la responsabilità di chi assume un ruolo di questo genere.
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#2 Cancro 2010-03-05 11:57
M se il sign marseglia quando faceva l'olio per il consumo umano ne ha combinate di tutti i colori, ora che ha a che fare con i rifiuti si comporterà correttamente?
E poi, può un sindaco dire che non sapeva che si bruciassero rifiuti nella sua città?
Credo che scriverò a Report, questo è un bellissimo esempio di cose all'italiana, uno non sa, uno non vede e l'altro non sente.
Ma io mi sento preso in giro...
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#1 mady 2010-03-05 05:20
Si chiama inceneritore e non termovalorizzatore, incenerisce i rifiuti e non valorizza una mazza.
Il futuro e' "Zero Wast", tradotto "rifiuti zero". Chi non sa niente a riguardo, puo'andare in rete, anche you tube contiene svariati video. A Vedelago c'e' una grande azienda che si occupa del riciclaggio dei rifiuti,i quali diventano vera materia prima. Si potrebbero avere queste aziende sparse su tutto il territorio nazionale, dove tanta gente potrebbe trovare occupazione, dai comuni con la raccolta a porta a porta,ottenendo inoltre un forte risparmio sulla tassa rifiuti,fino al riciclo.
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