L’Ital green autorizzata a bruciare CDR.
Romani sui termovalorizzatori
Un termovalorizzatore a Monopoli? Non è cosa poi così difficile da immaginare. In realtà, qualcosa di questo genere già esiste, ed è lo stabilimento Ital Green in via Baione. In pochi sanno infatti che già nel 2004 il suddetto stabilimento è stato autorizzato a bruciare CDR (combustibile derivato da rifiuti).
Con determinazione 133 del 30 luglio 2004- Giunta Leoci a Monopoli-
Abbiamo portato i documenti in questione al Sindaco.
Eravate a conoscenza della cosa?
“No, veramente non eravamo a conoscenza, almeno io. Passerò comunque i documenti all’assessore Rotondo per le opportune verifiche."
In un incontro con 
“Penso che tutte le politiche energetiche debbano partire dal basso e non dall’alto. Io non ho timore di dire che nel nucleare se non si comincerà dal basso e non si comincerà a fare una politica per decreto, credo che morirà presto. Nel senso che comincerà un percorso, ma siccome questi sono percorsi lunghi, sono certo che fra tre anni quando arriverà il prossimo governo, bloccherà tutto e cominceremo i cosiddetti pendolarismi energetici (percorsi non condivisi e decisioni differenti che non portano ad un risultato). Io credo che su queste questioni si debba agire un po’ come per le riforme costituzionali. Cioè, non si può non condividere un percorso anche perché il passato insegna che rinvia e rinvia arriva un momento in cui non puoi più rinviare e fai figuracce come la questione dei rifiuti di Napoli, nella quale non abbiamo certo esportato un modello civile nel mondo. Ed io ricordo all’epoca che tutti i componenti delle giunte regionali si affannavano per capire cosa avevano fatto, ma la realtà era che su questo argomento erano stati molto reticenti.
Allora, la mia idea è che io non chiudo gli occhi e le orecchie davanti a nulla. Né al nucleare, né men che meno ai termovalorizzatori, che oramai sono tecniche che in Italia esistono, che sono presenti in contesti sviluppati ed antropizzati anche dal punto di vista turistico.
Quindi ritengo che il termovalorizzatore sia in realtà l’anello che chiude il ciclo dei rifiuti- perché il compostaggio presente a Gioia o quello nuovo a Conversano in realtà non chiude il ciclo sulla gestione dei rifiuti, ne riduce l’impatto sulla discarica, ma non chiude il ciclo.
Le politiche energetiche dovrebbero essere condivise dalla base mediante campagne di sensibilizzazione, di informazione, ma è ovvio che se la formazione e l’informazione deve essere tale, deve esserci una condivisione politica, perché se cominciamo a fare delle politiche a “botte di maggioranza” il pericolo della strumentalizzazione su un argomento del genere è un pericolo reale… e se si strumentalizza su questi argomenti è chiaro che si comincia a fare, secondo me, una politica di bassissimo e ristrettissimo respiro. La mia idea è quindi innanzitutto quella di una condivisione politica, di informazione per la cittadinanza ed infine di attuazione."
Crede sia possibile con la nostra classe dirigente prendere decisioni di questo genere? Parlo di controlli, che non ci sono, parlo di Ital Green e di molte altre realtà che presentano spesso aspetti non chiari. Come pensa di sopperire ad una tale mancanza?
“Questo dei controlli è un fatto verissimo, è un fatto serio. C’è una percezione in giro che in effetti anche davanti a delle norme, a dei decreti regionali, a delle leggi regionali, a dei decreti legislativi che impongono tabelle, parametri per il controllo, la produzione di carte superi la sostanza di quello di cui si parla. C’è questa sensazione diffusa. E quindi sono d’accordo, bisognerebbe aprire una nuova stagione di controlli. Credo che queste agenzie dovrebbero fare poche cose e bene. E’ chiaro che se l’Agenzia Regionale di Protezione Ambientale si deve occupare di un miliardo di questioni e non fa secondo me, l’unica cosa che non possono fare gli altri, cioè i controlli o non ha gli strumenti per farlo, diventa un ragionamento complicato. Quindi sono assolutamente convinto: per poter avere un accordo politico e fare da garanti nel processo di informazione con i propri cittadini di queste cose, è chiaro che prima di fare da garanti dobbiamo essere garantiti. Le istituzioni dovrebbero chiedere a gran voce un nuovo meccanismo ed un nuovo sistema di controlli. Basterebbe fare pulizia a livello regionale di enti perfettamente inutili e concentrare queste economie verso il potenziamento di agenzie di protezione ambientale, che già esistono, e che spesso e volentieri- anche quando coinvolte da noi per il problema delle onde magnetiche dell’impalata- non hanno gli strumenti per agire. Speriamo che con il nuovo governo regionale capiremo anche qual è l’impronta energetica che questa regione vorrà prendere."
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Commenti
Ma controllare la qualità dell'aria a Monopoli, in presenza di diversi impianti industriali, credo sia un preciso dovere da Sindaco (vale per lui quanto per chi lo ha preceduto). Oltre ad essere un diritto dei cittadini. Non sarebbe contraddittorio essere favorevole al termovalorizzatore ed al tempo stesso esigere severi controlli. Anzi sarebbe un segnale di una politica coerente.
Lo ripeto, la questione non è tanto inceneritore si o inceneritore no. Ormai, quello già c'è. La questione è di controllare che i monopolitani respirino aria pulita. Se poi scoprissimo che qualche politico non vuole fare i controlli per non danneggiare qualche imprenditore allora ci sarebbe veramente malafede e si starebbe mettendo a rischio l'intera città . Mi auguro che non sia così ...
P.S. Oh,dimenticavo di dire che le ceneri residue devono essere smaltite in discariche speciali(denominate di tipo B secondo la legge nazionale-decreto Ronchi)le quali costano anche di piu' e le acque di di scarico vengono disperse nell'ambiente circostante. Quindi cosa succede di questi inquinanti una volta dispersi gas,acque di scarico e percolato delle discariche speciali? Li repiriamo ed entrano nella catena alimentare e si depositano nei tessuti degli organismi viventi. A questo punto c'e' solo da dire buona fortuna!
Gianluigi Giliberti
Qualcosa non quadra è una faccenda che puzza oltre le emissioni dei fumi
dell'inceneritore, i miei complimenti alla Redazione di Monopolitube.
Son tutti con le mani in pasta nessuno escluso, e mi chiedo come si possa concedere l'autorizzazione a bruciare CDR (combustibile derivato da rifiuti) senza tener presente la distanza dal centro urbano e senza interessare la cittadinanza.
In questo caso non mi imbarazzano le dichiarazioni del sindaco ma mi imbarazzano le dichiarazioni di Garrappa e Rifondazione che in questo caso dovrebbero stare zitti e non rilasciare commenti visto che l'autorizzazione è stata concessa dalla Giunta sindaco Leoci e dalla provincia presidente Divella, amministrazioni di centro sinistra.
In altri comuni per tali concessioni si son rivoltati i cittadini.
VERGOGNATEVI
inoltre come non dare ragione a chi sostiene che con l'olio, il gruppo marseglia, ne ha fatte di ogni passandola serenamente liscia (anche report si era occupato del bizzarro e magico caso della trasformazione degli scarti extraeuropei in extravergine nazionale. Affidare a questa struttura un compito DELICATO come i rifuiti mi pare quantomeno masochista...se non da ciechi sordi e sottomessi.
Le raccomandazioni considerano tutti quei fattori in precedenza sottovalutati: tutela del patrimonio forestale e della biodiversità , utilizzo del suolo, calcolo delle emissioni di Co2. Ciò significa esaminare la convenienza economica e ambientale delle biomasse destinate alla produzione di energia elettrica e riscaldamento, per impianti di potenza installata uguale o superiore a 1 Mw. «La biomassa - ha dichiarato Günther Oettinger, commissario dell’Energia - è una delle risorse più importanti per raggiungere i nostri obiettivi nelle fonti rinnovabili. Contribuisce a oltre la metà del consumo di energia verde nell’Unione europea, fornendo una risorsa pulita, sicura e competitiva».
Una raccomandazione importante riguarda il divieto di convertire foreste (o altri ecosistemi con elevate capacità di assorbire la Co2) in terreni coltivati a biomasse. La biomassa, inoltre, deve garantire una riduzione della Co2 pari al 35% rispetto alle fonti fossili, da calcolare attraverso una formula standard. La percentuale salirà al 50% nel 2017 e 60% nel 2018 per tutti i nuovi impianti. Un’altra raccomandazione, infine, riguarda gli incentivi nazionali alle biomasse, che dovrebbero premiare gli impianti più efficienti. L’obiettivo è controllare la provenienza delle biomasse, cercando di armonizzare i criteri nazionali ed evitare ostacoli alla diffusione delle bio energie.
Comunque, senza scaricare le colpe al Sindaco di una questione così complessa e di lontana origine e sottoscrivendo l'intervendo di Roberto Garrappa, ci sentiamo di dire in pieno che la vera questione riguarda i controlli... il problema non è avere un termovalorizzatore, ma che quello che viene bruciato sia a norma!
La centralina in Viale Aldo Moro non funziona (sappiatelo!) e, di conseguenza, per ora non ci garantisce nessuno! Come Comune, nel lecito e legittimo dubbio, si potrebbe premere politicamente per avvicinare l'ARPA e nel frattempo, a pagamento, chiedere dei controlli sostitutivi.
Anche se (con la massima onestà ) la responsabilità di questa storia non è di Romani... è imbarazzante sentirgli dichiarare che non sapeva di avere un'impianto autorizzato a bruciare cdr nel territorio che amministra!
A Taranto (dove hanno impiagato diversi anni per accorgersi di un elevato tasso di mortalità da tumore) sono state acquistate le centraline per il controllo dell'aria ed è stata sottoscritta una convenzione con l'ARPA per la gestione. Un'iniziativa essenziale per assicurare la compatibilità di impianti industriali con la salute dei cittadini.
Certo tutto ciò ha un costo! Ma la salute di noi tutti varrà pur qualcosa?
Ho accolto con favore l'inserimento, nel Programma di Mandato del Sindaco, della proposta di una convenzione con l'ARPA per il monitoraggio della qualità dell'aria. Si tratta adesso di non deludere le aspettative e passare dalle parole ai fatti. L'imminente discussione sul bilancio comunale può essere un'occasione per fare qualcosa.
Non credo, come dice Romani nell'intervista, che si debba aspettare il nuovo governo regionale; la salute di noi Monopolitani interessa soprattutto noi e spetta a noi attivarsi per poter vivere in un ambiente sano e con attività produttive compatibili.
Roberto Garrappa
SECONDO ME è FACILE IL RAGIONAMENTO, STRANO CHE TU NON CI SIA ARRIVATO..
CIAO
la persone che vivono nel raggio di 5 km da una raffineria di solito muoiono di TUMORE, poi se ci metti pure i rifiuti bruciati...
ma chi ci guadagna da sta fabbrica? la città ? le persone? gli operai prendono uno stipendio di 4500 euro? monopoli non paga la corrente? la paga di meno?
avete amici a Taranto? quando i tarantini si chiedono " come stai?" non è una generica frase di cortesia, quasi sempre fanno riferimento (dandolo per scontato) ad un tumore.
E poi, può un sindaco dire che non sapeva che si bruciassero rifiuti nella sua città ?
Credo che scriverò a Report, questo è un bellissimo esempio di cose all'italiana, uno non sa, uno non vede e l'altro non sente.
Ma io mi sento preso in giro...
Il futuro e' "Zero Wast", tradotto "rifiuti zero". Chi non sa niente a riguardo, puo'andare in rete, anche you tube contiene svariati video. A Vedelago c'e' una grande azienda che si occupa del riciclaggio dei rifiuti,i quali diventano vera materia prima. Si potrebbero avere queste aziende sparse su tutto il territorio nazionale, dove tanta gente potrebbe trovare occupazione, dai comuni con la raccolta a porta a porta,ottenendo inoltre un forte risparmio sulla tassa rifiuti,fino al riciclo.