Seduta n. 298 dell'11/3/2010
...
AMBIENTE E TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE
Interrogazione a risposta in Commissione:
ZAZZERA. - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che:
Ital Green Energy s.p.a. sita a Monopoli (Bari), è uno stabilimento di produzione energetica composto da un impianto a biomasse solide (sansa di olive disoleata) e da altri impianti a biomasse liquide (oli vegetali);
lo stabilimento è capace di produrre circa 300 milioni di chilowatt/h annui di energia;
a quanto risulta all'interrogante la struttura è stata autorizzata senza
recenti studi nazionali ed internazionali sull'impatto ambientale e sulla salute dell'uomo, frutto della letteratura scientifica stimolata dal crescente interesse nell'uso di biomasse a scopo energetico, hanno suggerito un approccio precauzionale verso tali impianti, in quanto oltre le emissioni di inquinanti convenzionali come l'ossido di carbonio, polveri totali sospese e ossidi di azoto, il procedimento di combustione di biomasse genera polveri sottili, formaldeide, benzene, idrocarburi policiclici aromatici, e diossine;
da una recente intervista pubblicata sul sito internet www.monopolitube.it risulta che il signor Franco Parpaiola, tecnico meccanico di grandi impianti, in occasione del collaudo della caldaia della centrale di Monopoli, riscontrò un alto grado di incompetenza non solo nel personale Siemens inviato alla centrale dalla Ital Green Energy, ma anche nei dirigenti della società, conseguentemente, a suo avviso, ciò portò «alla costruzione di un impianto menomato e nato male in partenza»;
in particolare, il modo di lavorare - sottolinea Parpaiola nell'intervista - fu «a dir poco pericoloso per il buon funzionamento di tutto il sistema». L'impianto non era dotato di una centralina di prelievo né di analisi dei fumi di scarico, ciononostante fu attivato;
Parpaiola inoltre invita ad indagare sulla provenienza del biocombustibile utilizzato, sulla qualità e sulla sicurezza ambientale umana delle biomasse, ma soprattutto, a controllare la presenza di
combustibili contenenti sostanze nocive come l'amianto, infatti pare che siano stati visti nella notte giungere camion il cui contenuto non farebbe pensare al trasporto di oli vegetali;
all'interrogante inoltre risulta che secondo la documentazione in possesso dell'ARPA Puglia, come da protocollo n. 0004376 del 29 gennaio 2010 «Il sistema di monitoraggio in continuo dell'impianto a biomasse solide della Ital Green Energy rileva i seguenti inquinanti: acido cloridico, monossido di carbonio, ossidi di azoto, ossidi di zolfo, acido fluoridrico, COT e polveri»;
dai prelievi effettuati direttamente dalla società Ital Green Energy e secondo quanto comunicato all'Arpa, nell'aprile-maggio 2009 «emerge una criticità relativa ai valori di monossido di carbonio emessi dall'impianto (...) che sono risultati, in diversi casi, superiori al limite prescritto»;
all'interrogante tuttavia risulta che la società Ital Green Energy abbia monitorato solo l'emissione in atmosfera delle polveri sottili, ma non avrebbe effettuato il controllo dell'emissione di policlorodibenzodiossine e di policlorodibenzofurani, sostanze cancerogene per l'uomo derivanti dal processo di combustione -:
se non si ritenga opportuno chiarire anche per il tramite di un'ispezione del comando carabinieri per la tutela dell'ambiente se sussistano dei rischi alla salute dei cittadini e di chi vi lavora, e se le emissioni della centrale a biomasse Ital Green Energy s.p.a. di Monopoli, considerata l'inadeguatezza strutturale dell'impianto, così come descritto in premessa, possano determinare un'azione inquinante sul territorio e l'ambiente circostante.
(5-02643)
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Commenti
Le norme esistono e si deve pretendere che siano rispettate. Compiutamente. Ed anche continuastivamente.
Se è verificato che le norme sono rispettate, facciamo che le imprese e gli addetti possano lavorare.
Distinguiamo le chiacchiere qualunquiste, approssimative, prive di ogni base tecnica o scientifica.
Magari sono ispirate dal rimpianto e dal rancore per un incarico di direttore non ricevuto e nel quale il sig. Parpaiola certo contava.
Sono contento che stia crescendo col vostro sostegno una nuova coscienza civile capace di valutare per contrasto l'informazione prona e assolutamente indecente di tanti professionisti del nulla.
I monopolitani si vendono anche l'anima!
Ma non sarà un intervista piaciona ... vogliamo vederci chiaro!
Non ho visto il servizio di Canale 7, quindi non ho cognizione delle dichiarazioni, delle domande e soprattutto delle offese.Per umiltà e per consapevolezza, non abbiamo la presunzione di giudicare il lavoro altrui (giornalisticamente parlando).
L'unica cosa che sento di voler dire è che questi nottambuli che non hanno niente da fare, sono prima di tutto cittadini, che hanno dei figli che vivono e crescono in questa città . Non è solo nostro diritto chiedere chiarimenti e controlli, ma è diritto (e dovere) di ogni cittadino avere consapevolezza dell'ambiente in cui vive e partecipare per renderlo migliore.
Giornalisticamente parlando, io, da nottambula convinta (dato che il giorno ho veramente troppo da fare per dedicarmi solo alla ricerca), ho presentato con la Redazione documenti e supporti tecnici. Non sospetti ed offese. Se i gentili signori saranno così gentili da fornirci argomentazioni in grado di fugare ogni dubbio, allora sarò io per prima ad esserne felice, perchè avrei la certezza di vivere in un ambiente salubre.
Grazie per la partecipazione
Incoronata Silvestri
Avviso la redazione di Monopolitube che vi hanno definito dei nottambuli che non hanno niente da fare e fanno lugubrazioni mentali!
Spero che se davvero ci stanno inquinando, questi siano i primi ad ammalarsi!
In ogni caso sino ad oggi si è stati troppo faciloni. Addirittura portavano le scolaresche e dicevano che quello era un esempio di rispetto dell'ambiente.
Perchè non dite che senza gli aiuti statali ed il protocollo di Kyoto queste industrie sarebbero inutili e dannose senza alcun guadagno in termini di energia. Questi impianti consumano più energia di quanta ne consumano e più rifiuti di quanti ne bruciano. Credete che un sistema così durerà all'infinito. Prima o poi questi impianti saranno superati e o l'azienda si convertirà o chiuderà comunque. Ma nel frattempo ci saremo intossicati ben bene.
Chi minimizza i rischi alla salute per tutelare il posto sbaglia e deve capirlo. Nessuna battaglia, nessuna ostilità , ma si prenda coscienza dei pericoli!
Non ha senso una battaglia contro l'Ital Green in se o, peggio ancora, contro chi ci lavora. Noi cittadini dobbiamo esigere che gli amministratori tutelino la nostra salute effettuando tutti i controlli necessari e, al tempo stesso, facciano in modo che siano salvaguardati i lavoratori, senza subire assurdi ricatti. A molti può sembrare impossibile, ma anche a Taranto sino a poco tempo fa si sosteneva che fosse impossibile ridurre l'inquinamento senza licenziare i lavoratori. Poi, per fortuna, una politica accorta e severa al tempo stesso ha iniziato a rendere possibile le due cose. Ed è quello che dovremmo esigere per Monopoli.
A questo punto chi lavora lì dentro e sa e tace, con che faccia guarda se stesso, i suoi figli ed i suoi amici?
QUESTO SISTEMA è EFFICACE, DOPO UN'AZIONE COSì BISOGNA PER FORZA INTERVENIRE