Sabato 26 Maggio 2012
   
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L'INCHIESTA ITAL GREEN APPRODA IN PARLAMENTO

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Seduta n. 298 dell'11/3/2010

...

AMBIENTE E TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE

Interrogazione a risposta in Commissione:

ZAZZERA. - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che:
Ital Green Energy s.p.a. sita a Monopoli (Bari), è uno stabilimento di produzione energetica composto da un impianto a biomasse solide (sansa di olive disoleata) e da altri impianti a biomasse liquide (oli vegetali);
lo stabilimento è capace di produrre circa 300 milioni di chilowatt/h annui di energia;
a quanto risulta all'interrogante la struttura è stata autorizzata senza la VIA così come previsto dalla normativa regionale per gli impianti di potenza inferiore a 1 MW;
recenti studi nazionali ed internazionali sull'impatto ambientale e sulla salute dell'uomo, frutto della letteratura scientifica stimolata dal crescente interesse nell'uso di biomasse a scopo energetico, hanno suggerito un approccio precauzionale verso tali impianti, in quanto oltre le emissioni di inquinanti convenzionali come l'ossido di carbonio, polveri totali sospese e ossidi di azoto, il procedimento di combustione di biomasse genera polveri sottili, formaldeide, benzene, idrocarburi policiclici aromatici, e diossine;
da una recente intervista pubblicata sul sito internet www.monopolitube.it risulta che il signor Franco Parpaiola, tecnico meccanico di grandi impianti, in occasione del collaudo della caldaia della centrale di Monopoli, riscontrò un alto grado di incompetenza non solo nel personale Siemens inviato alla centrale dalla Ital Green Energy, ma anche nei dirigenti della società, conseguentemente, a suo avviso, ciò portò «alla costruzione di un impianto menomato e nato male in partenza»;
in particolare, il modo di lavorare - sottolinea Parpaiola nell'intervista - fu «a dir poco pericoloso per il buon funzionamento di tutto il sistema». L'impianto non era dotato di una centralina di prelievo né di analisi dei fumi di scarico, ciononostante fu attivato;
Parpaiola inoltre invita ad indagare sulla provenienza del biocombustibile utilizzato, sulla qualità e sulla sicurezza ambientale umana delle biomasse, ma soprattutto, a controllare la presenza di

combustibili contenenti sostanze nocive come l'amianto, infatti pare che siano stati visti nella notte giungere camion il cui contenuto non farebbe pensare al trasporto di oli vegetali;
all'interrogante inoltre risulta che secondo la documentazione in possesso dell'ARPA Puglia, come da protocollo n. 0004376 del 29 gennaio 2010 «Il sistema di monitoraggio in continuo dell'impianto a biomasse solide della Ital Green Energy rileva i seguenti inquinanti: acido cloridico, monossido di carbonio, ossidi di azoto, ossidi di zolfo, acido fluoridrico, COT e polveri»;
dai prelievi effettuati direttamente dalla società Ital Green Energy e secondo quanto comunicato all'Arpa, nell'aprile-maggio 2009 «emerge una criticità relativa ai valori di monossido di carbonio emessi dall'impianto (...) che sono risultati, in diversi casi, superiori al limite prescritto»;
all'interrogante tuttavia risulta che la società Ital Green Energy abbia monitorato solo l'emissione in atmosfera delle polveri sottili, ma non avrebbe effettuato il controllo dell'emissione di policlorodibenzodiossine e di policlorodibenzofurani, sostanze cancerogene per l'uomo derivanti dal processo di combustione -:
se non si ritenga opportuno chiarire anche per il tramite di un'ispezione del comando carabinieri per la tutela dell'ambiente se sussistano dei rischi alla salute dei cittadini e di chi vi lavora, e se le emissioni della centrale a biomasse Ital Green Energy s.p.a. di Monopoli, considerata l'inadeguatezza strutturale dell'impianto, così come descritto in premessa, possano determinare un'azione inquinante sul territorio e l'ambiente circostante.
(5-02643)

Commenti 

 
#21 Ghigo 2010-03-28 20:14
A settanta anni? Ma non fate ridere!
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#20 unochenesa 2010-03-15 16:39
Dio mio! Tante persone in buona fede stanno criticando uno dei più begli impianti a fonti rinnovabili.
Le norme esistono e si deve pretendere che siano rispettate. Compiutamente. Ed anche continuastivamente.
Se è verificato che le norme sono rispettate, facciamo che le imprese e gli addetti possano lavorare.
Distinguiamo le chiacchiere qualunquiste, approssimative, prive di ogni base tecnica o scientifica.
Magari sono ispirate dal rimpianto e dal rancore per un incarico di direttore non ricevuto e nel quale il sig. Parpaiola certo contava.
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#19 demofilo 2010-03-14 19:54
Canale 7? Si commenta da sola.
Sono contento che stia crescendo col vostro sostegno una nuova coscienza civile capace di valutare per contrasto l'informazione prona e assolutamente indecente di tanti professionisti del nulla.
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#18 Jammy 2010-03-14 15:30
ma non vi siete mai chiesti da dove arrivano i soldi delle campagne elettorali di alcuni politici? Presto avrete contro i politici corrotti, i dipendenti omertosi e la stampa che brama pubblicità danarose! Vedrete che finirà a tarallucci e vino e faranno credere che siete dei pazzi visionari!
I monopolitani si vendono anche l'anima!
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#17 Michelangelo M. 2010-03-14 15:17
Siamo prontissimi ad intervistare il Dott. Marseglia (o chi per lui) dove, come e quando vuole, anche in diretta streaming.
Ma non sarà un intervista piaciona ... vogliamo vederci chiaro!
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#16 Gianluigi 2010-03-14 13:12
Un'inchiesta semplicemente perfetta !!!;-)
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#15 Peppe 2010-03-14 12:47
Eolico, fotovoltaico e biomasse sono energia rinnovabile e priorità dei paesi civili. Lo stabilimento di Monopoli è riconosciuto da tutti gli operatori del settore nella sua qualità ed unicità. Questi attacchi a cose e peggio a persone sono motivati da qualcosa e bisognerebbe parlarne. In ogni caso in Italia ci sono leggi e istituzioni e competenze per applicare i regolamenti, E' sufficiente chiedere che vengano applicati. In democrazia, poi, se non ci piace chi ci amministra si può smettere di votarlo. In bocca al lupo
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#14 Silvestri Incoronata 2010-03-14 03:58
Gentile Luiginho,
Non ho visto il servizio di Canale 7, quindi non ho cognizione delle dichiarazioni, delle domande e soprattutto delle offese.Per umiltà e per consapevolezza, non abbiamo la presunzione di giudicare il lavoro altrui (giornalisticamente parlando).
L'unica cosa che sento di voler dire è che questi nottambuli che non hanno niente da fare, sono prima di tutto cittadini, che hanno dei figli che vivono e crescono in questa città. Non è solo nostro diritto chiedere chiarimenti e controlli, ma è diritto (e dovere) di ogni cittadino avere consapevolezza dell'ambiente in cui vive e partecipare per renderlo migliore.
Giornalisticamente parlando, io, da nottambula convinta (dato che il giorno ho veramente troppo da fare per dedicarmi solo alla ricerca), ho presentato con la Redazione documenti e supporti tecnici. Non sospetti ed offese. Se i gentili signori saranno così gentili da fornirci argomentazioni in grado di fugare ogni dubbio, allora sarò io per prima ad esserne felice, perchè avrei la certezza di vivere in un ambiente salubre.
Grazie per la partecipazione
Incoronata Silvestri
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#13 Luiginho 2010-03-14 02:30
Ho visto il servizio di Canale 7. Una vergogna. Hanno intervistato il dirigente della Ital Green. Come dire hanno chiesto all'oste se il vino è cattivo! Per non parlare delle domande. Cosa pretendevano che facesse una confessione ai loro microfoni? Alzate il sedere e fate giornalismo serio.
Avviso la redazione di Monopolitube che vi hanno definito dei nottambuli che non hanno niente da fare e fanno lugubrazioni mentali!
Spero che se davvero ci stanno inquinando, questi siano i primi ad ammalarsi!
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#12 bosco 2010-03-13 20:58
Concordo con il sig. Garrappa. Vorrei ricordare a tutti che il sig. Parpaiola ( il tecnico da anni residente in Germania che seguì la costruzione dell'impianto) ha più volte affermato che questo tipo di aziende non sarebbero molto inquinanti se costruite a regola d'arte e soprattutto, se si effettua una seria raccolta differenziata dei rifiuti. Inoltre credo che noi dovremmo cambiare atteggiamento nei confronti delle istituzioni, perchè è vero che i nostri politici si son guardati bene dal dirci la verità, ma è altrettanto verò però, che quando abbiamo visto spuntare all'improvviso nuove torri dallo stabilimento dei Marseglia, nessuno ( me compreso) si è chiesto cosa stesse succedendo. Arrabbiarsi ora anche con i dipendenti rei solo di lavorare, non solo non avrebbe senso, ma farebbe venir meno le sacrosante ragioni che ci inducono a chiedere chiarimenti.
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#11 La soluzione cè 2010-03-13 20:51
L'ing. Deleonibus un'alternativa l'ha fornita nell'altro articolo. Fare come a san Francisco. Ma di soluzioni alternative ce ne sono sempre. Chi vuole fare credere che o così o pomì lo fa per utilizzare a suo piacimento la paura dei lavoratori.
In ogni caso sino ad oggi si è stati troppo faciloni. Addirittura portavano le scolaresche e dicevano che quello era un esempio di rispetto dell'ambiente.
Perchè non dite che senza gli aiuti statali ed il protocollo di Kyoto queste industrie sarebbero inutili e dannose senza alcun guadagno in termini di energia. Questi impianti consumano più energia di quanta ne consumano e più rifiuti di quanti ne bruciano. Credete che un sistema così durerà all'infinito. Prima o poi questi impianti saranno superati e o l'azienda si convertirà o chiuderà comunque. Ma nel frattempo ci saremo intossicati ben bene.
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#10 albanese 2010-03-13 20:39
x sig. Garrappa,lei ha ragione sembra in atto una guerra contro tutto di quel poco lavoro che abbiamo,lei ha ragione oggi la tecnologia permette di ridurre l'inquinamento,non di eliminarlo ma di controllarlo,io non mi stanchero mai di ripeterlo,secondo me chi rema contro sembra che non si rende conto di quel che scrive ora la colpa degli op.che lavorano x portare quel minimo stipendio che guadagnano onestamente,qualcuno ha scritto che gli op. odiano marseglia ,ma non esiste nessun op. che ama il datore di lavoro,purtroppo si e costretti,x chi dice con che faccia l'op.guarda i figli io dico con orgoglio perche lavora onestamente,penso che chi scrive queste fesserie sara benestante,non si spiega altrimenti,tutti vorrebbero un posto in ufficio con l'aria condizionata x il caldo in estate e il riscaldamento x l'inverno,ma questa gente si rende conto che se non ci fossero queste industrie come accenderebbero la luce nelle loro ville?o fare funzionare i loro amati cellulari o andare in giro con i loro suv.
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#9 demofilo 2010-03-13 20:26
Il motivo è semplice: c'è chi antepone il lavoro alla salute e questo fa specie. Mille posti di lavoro valgono una vita umana? No.
Chi minimizza i rischi alla salute per tutelare il posto sbaglia e deve capirlo. Nessuna battaglia, nessuna ostilità, ma si prenda coscienza dei pericoli!
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#8 r.garrappa 2010-03-13 19:03
Non capisco il perché di alcuni commenti astiosi nei confronti dei lavoratori dell'Ital Green. Ho letto su questo sito di tutto: pensate alla salute che un altro lavoro lo trovate, pubblicate nomi e cognomi dei dipendenti, ecc.. Mi chiedo che senso abbia tutto ciò, se non creare un pesante clima di apprensione tra i dipendenti (e tra le loro famiglie), che si vedono accerchiati da una irragionevole ostilità. Non si possono addebitare responsabilità ai lavoratori che altro non fanno che dare, col proprio lavoro, sostentamento alle famiglie e che pertanto meriterebbero maggior rispetto. Immagino che chi ci lavora viva con molta preoccupazione il clamore suscitato intorno all'Ital Green .

Non ha senso una battaglia contro l'Ital Green in se o, peggio ancora, contro chi ci lavora. Noi cittadini dobbiamo esigere che gli amministratori tutelino la nostra salute effettuando tutti i controlli necessari e, al tempo stesso, facciano in modo che siano salvaguardati i lavoratori, senza subire assurdi ricatti. A molti può sembrare impossibile, ma anche a Taranto sino a poco tempo fa si sosteneva che fosse impossibile ridurre l'inquinamento senza licenziare i lavoratori. Poi, per fortuna, una politica accorta e severa al tempo stesso ha iniziato a rendere possibile le due cose. Ed è quello che dovremmo esigere per Monopoli.
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#7 bosco 2010-03-13 15:24
E'vero, il problema è serio perchè in gioco ci sono numerosi posti di lavoro oltre alla salute dei cittadini. A questo punto però mi chiedo: è possibile continuare a subire questo ignobile ricatto a scapito della salute di tutti? L'eventuale aria inquinata dagli scarichi dell'impianto in questione la respiriamo davvero tutti, dai dipendenti ai cittadini che non hanno rapporti con lo stabilimento.... Inoltre il problema non è legato solo all'inquinamento atmsferico, ma anche a quello " terrestre": infatti queste sostanze nocive prima o poi si depositano sul suolo inquinando anche le colture ed eventuali allevamenti, danneggiando quindi il nostro cibo e creando un circolo vizioso per noi letale... Con questo non dico che l'ITAL GREEN ENERGY sia inquinante, ma data la delicatezza e l'importanza del tema credo che sia doveroso effettuare controlli seri volti a sgombrare il campo da ogni dubbio o sospetto... D'altronde se i vertici societari sono sicuri di essere perfettamente in regola non dovrebbero temere nulla... O no???
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#6 Ecco i soliti 2010-03-13 15:15
Se le rinnovabili cui fa riferimento la pubblicità sono queste ... possiamo già chiudere i battenti!
A questo punto chi lavora lì dentro e sa e tace, con che faccia guarda se stesso, i suoi figli ed i suoi amici?
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#5 per camaleonte da me 2010-03-13 14:17
lavori li? PENSA ALLA SALUTE CHE UN ALTRO LAVORO LO TRVI
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#4 Camaleonte 2010-03-13 14:02
Solo perchè siamo in periodo di campagna elettorale...siete realmente sicuri dei dati presentati? Cercate di essere certi di quello che state "propagandando"...perchè ci sono in gioco posti di lavoro...
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#3 sit in 2010-03-13 13:45
per intervenire in maniera incisiva bisogna che una cinquantina di persone facciano un sit-in per una decina di giorni davanti alla green energy, c'é pure la statale che fa da eco così che la protesta la vedrebbero in molti.
QUESTO SISTEMA è EFFICACE, DOPO UN'AZIONE COSì BISOGNA PER FORZA INTERVENIRE
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#2 Peppe 2010-03-13 12:56
Premesso che i controlli finalizzati alla tutela della salute dei cittadini sono giusti e necessari, mi sembra sia in atto una caccia alle streghe del tutto inopportuna. Parliamo di un'azienda seria, personale professionale, imprenditori capaci ed un impianto che può essere motivo di orgoglio per una Regione leader nelle rinnovabili.
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