Romani a Roma alla corte di Fini. A Monopoli si prepara un “inciucio salva poltrone”!
Si faccia avanti chi riesce a comprendere la politica italiana contemporanea. Ci hanno provato fior di giornalisti professionisti senza successo.
Ci aiuti chi riesce a scoprire i complicati ragionamenti che guidano le azioni dei nostri politicanti locali. Ci provano da anni inutilmente tanti cronisti locali. Ho pensato anche di chiedere consulenza ad uno psicologo, ma senza successo!
Alla fine mi sono rivolto a Filippo. Filippo è un bambino di 3 anni, l’unico che riesce a comprendere la politica locale e mi spiega quello che accade nel PD e nel PDL. E’ agevolato nel compito perché ha gli stessi parametri di ragionamento. Quando sono nel dubbio su quello che farà qualche consigliere o amministratore locale vado da lui e mi chiarisce perfettamente tutto!
Ho fatto la stessa cosa anche questa volta per comprendere i delicati equilibri che vanno delineandosi nel dopo elezioni regionali sia a livello locale che nazionale.
Avete capito bene! Mai come in questo caso politica locale e nazionale si intrecciano tra loro. A sancirne il legame indissolubile il tanto decantato viaggio del sindaco Romani nella capitale d’Italia.
Ufficialmente Emilio Romani si è recato a Roma per discutere con Bondi su eventuali finanziamenti da canalizzare nella nostra città al fine di ristrutturare lo storico cinema “Radar”.
In via ufficiosa Filippo ha ipotizzato una riunione del sindaco di Monopoli alla corte dei finiani. Per discutere di cosa? Non è una novità la spaccatura interna al PDL con i contrasti tra Fini e Berlusconi e l’avvicinarsi dell’ex leader di Forza Italia alla Lega di Umberto Bossi. Pare che il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, abbia voluto riunire i suoi centurioni per preparare un imminente correntone e banchettare sulle ceneri del PDL.
Una spaccatura, quella interna al PDL, che si ripropone uguale anche a livello comunale. La lotta interna al primo partito di Monopoli rischia di rompere irrimediabilmente gli equilibri a Palazzo di Città. A farne le spese sarebbe proprio il primo cittadino.
Ecco, quindi, delinearsi il piano d’azione del discepolo di Fini, desideroso di conquistarsi un posto al sole per le prossime elezioni parlamentari a liste bloccate. Sfruttando le debolezze dei due partiti malati terminali (PD e PDL), Emilio Romani punta a creare una grande forza consiliare bipartisan pronta a recitare il requiem eterno dei partiti (e forse della politica) a Monopoli. Nel nuovo “partito degli inciuci” dovrebbero entrare a far parte gli attuali consiglieri UDC, Minoia ed Annese, i dissidenti del centro – sinistra, Fiume e Lotesoriere, ed i fedeli “figli di Romani”, Lacatena e Perricci (a suo tempo eletta grazie ai voti del fidanzato Giancarlo Sardano, transfuga dai socialisti).
Non basta, a completare la gustosa pietanza potrebbero giungere la rediviva Anna Pierro (attualmente consigliere PD) ed il consigliere Franco Leggiero (PDL).
Una corazzata variopinta. Sarà un’aggregazione in grado di rispondere alle esigenze dei cittadini? O sarà solo un inciucio salva – poltrone? C’è dietro un più ampio disegno politico di respiro nazionale?
Sarà il tempo a fornire le risposte alle nostre domande.
Intanto la “Puglia prima di tutto” sembra pronta a smentire quanto scritto dai settimanali locali che ipotizzavano una fuoriuscita dal partito dei consiglieri Specchia e Piepoli, accompagnati dall’assessore Campanelli, pronti ad approdare nella nuova aggregazione “salva poltrone”. Al contrario voci di corridoio parlano di un’imminente richiesta dello stato di crisi da parte della truppa consiliare capeggiata dal consigliere Napolitano. Il partito vicino a Tato Greco potrebbe chiedere un rimpasto della sua giunta al sindaco Romani. In questo caso a traballare potrebbero essere le discusse cariche assessorili di Pasqualone e Barletta.
Per ora una sola certezza. Monopoli non è governata dai partiti ma da clan politici l’un contro l’altro armati. Le recenti elezioni regionali ed il relativo mercimonio di voti ne sono state una poco esaltante vetrina.
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Commenti
Non mi importa se la macchinazione studiata per salvare poltrone possa concretamente realizzarsi, mi basta la notizia che qualcuno ci abbia solo pensato per avere l’ennesima riprova che meriterebbero tutti di ritornare a casa.
hai ragione ma con tutte queste toppe, con le pezze al culo rimangono solo i contribuenti!
Intelligente l'espediente utilizzato: equiparare le dinamiche politiche nazionali a quelle locali. Si è cercato di darsi un tono alla "Sartori", ma nient'altro, il tutto è solo fuffa.
Il livello (sarà colpa di Filippo?) è da favola per bimbi. Ribadisco e chiedo: gli scenari paventati sono riscontrati da fatti e se sì, quali sono? Grazie comunque e per favore, lasciate che i bambini giochino con le loro bambole, che è meglio, crescono più sani intellettualmente.