di Incoronata Silvestri
Per Giovanni Lacitignola è colpa di un piatto di lenticchie,
Giacomo Ferrarese dichiara lo “stato di crisi”
Poco più di una settimana fa, si barravano nomi e simboli in piccoli box inquietanti.
Vendola schiacciava Palese in Puglia, Palese superava Vendola a Monopoli.
Ma il dato più significativo rivelato dai nostri seggi è quello che segna la supremazia dell’IDV in consensi rispetto al PD monopolitano.
Giovanni Lacitignola, segretario del PD, sembra non aver dubbi ed afferma sereno ai taccuini di FAX che è un risultato normale. Ad influire sulla sconfitta, secondo il rappresentate, i casi Frisullo e Mazzarano, le campagne, e per finire un piatto di lenticchie!
Già.
Cari elettori, “vi siete venduti per un piatto di lenticchie”…
In effetti le voci- e le certezze- di questa campagna elettorale, danno per venduti molti voti. Dal quarantenne sorpreso a fotografare il voto (targato PDL) ai buoni pasto e benzina consegnati davanti ai seggi, insieme ai famigerati santini elettorali (targati PD). Le lenticchie ci giungono nuove. Probabilmente il buon Lacitignola sarà a conoscenza di feste e festini ai quali non siamo stati invitati.
E quindi? Schiacciati dall’IDV, spazzati dal PDL…e nessuna crisi?
La risposta alla Bersani del segretario del partito più “importante” di centro- sinistra, lascia un vuoto, una voragine, tra i dati reali ed la sua analisi fresca e cristallina.
Perché il 90% dei monopolitani non ha votato il PD?
Lo abbiamo chiesto a Giacomo Ferrarese, segretario dei Giovani Democratici, che a quanto pare ha una visione ben più profonda e grave del risultato elettorale. Per Ferrarese è crisi.
Una crisi aperta, secondo il giovane democratico, dall’incapacità- ormai pregnante- del partito di costruire un progetto alternativo e credibile. Dall’incapacità di trovare un dialogo con la cittadinanza, di creare coalizioni. Da “poteri e correnti forti” che caratterizzano la situazione del partito e che non permettono una crescita, la formazione di un nuovo progetto. Un fallimento politico del quale il PD non vuol prendere atto, per mettersi in discussione- anche in termini di cariche dirigenziali- e ricominciare.
“E’ arrivato il tempo di assumersi il carico delle falle che abbiamo lasciato nel tempo”.
L’intervista
Perché avete perso le elezioni regionali?
“Abbiamo perso le elezioni- dichiara Giacomo Ferrarese, segretario dei GD- perché non siamo stati in grado di percepire le insoddisfazioni della cittadinanza e di trasformarle in un progetto alternativo. Se la gente a Monopoli non ha votato il PD non è perché Mazzarano è indagato…quello vale per tutta
Perché Monopoli non ha presentato un suo candidato? Quali erano gli accordi interni?
“Io non ho fatto nessun accordo interno, ho reso noto che dopo una lunga discussione aspra e conflittuale, non si è arrivati ad alcun nome.”
Ed a questo punto Ferrarese fa un’affermazione forte, anzi, fortissima, in merito ai meccanismi che caratterizzano il partito che da sempre, nella nazione e nella città, fa della democrazia, della morale e della giustizia suoi cavalli di battaglia.
“Abbiamo una situazione che, lo denuncio io, è contraddistinta da correnti, da poteri forti che danno al nostro partito un’immagine persino oppressiva. Che non consente al partito di fare politica seriamente. Questo non ci ha permesso di arrivare ad un candidato. Solo negli ultimi 14 giorni , il sottoscritto, ha deciso di supportare un candidato esterno, con tanta fatica, con molta amarezza e forse anche con un pizzico di dolore. Perché nel momento in cui ho deciso di fare quel passo ho anche considerato che stavo anche un po’ tradendo l’aspetto più importante…l’amore per la città.”
Le pressioni arrivano dall’interno o dall’esterno della città?
“E’ normale che chi opera in un ambito più grande chieda di essere rappresentato nelle città limitrofe. Io penso che l’errore non sia venuto dal “big”- che ha fatto pressioni- ma da chi doveva avere la capacità di gestire le pressioni con spirito di accoglienza, tenendo però dall’altra parte una posizione dura e precisa. La rappresentanza della nostra città. E devo dire che il gruppo dirigente- mi ci metto io, anche se non decido i candidati- ha deciso di venir meno alla cosa fondamentale, dare un’opportunità.”
Quali sono queste “correnti”? Quale il loro potere?
“Il nostro partito come è noto e caratterizzato a tutti i livelli da bande e da correnti. Il che non è necessariamente un male, quando sono espressione di un valore aggiunto. Quando danno una profondità culturale diversa, non è un male. E’ un male quando queste correnti limitano la vita di un partito. Addirittura non consentono di portare avanti un’idea alternativa."
Tempo di cambiamenti
“Ciò che io avverto di più grave è che nel PD oggi, a distanza di una settimana dalle elezioni si faccia un’analisi molto minoritaria di quello che è accaduto, sminuita. La crisi non è percepita come tale. Questo è un fatto grave”
Giacomo Ferrarese conclude, e chiede risposte al gruppo consiliare:
“E’ arrivato il tempo di grandi cambiamenti. Io auspico anche dirigenziali. Non sono contro le persone…io sono uno che guarda alla politica, alle cose che accadono, è il momento di vedere quello che accade realmente nel PD, ripensare il PD. Fare analisi minimizzate come quelle che sono state fatte in questo momento è un errore molto grave e quando a farlo sono i massimi rappresentanti del partito cittadino è ancora più grave. Chiedo che il gruppo consiliare possa incontrarsi e discutere, chiedo ai consiglieri di farsi carico di una risposta alternativa.”
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Commenti
Contenti loro....
A casa dovrebbero andare tutti da ferrarese a petrosillo (grande), da lacitignola a pirrelli, insomma tutti i dirigenti che hanno affossato.
Invece (scommettiamo?) ci ritroveremo risimini voglioso di perdere nuovamente come sindaco!
Adesso che sel e idv cominciano a camminare da soli perchè consci della propria
che ci sia molta invidia nei confronti del ruolo politico esercitato dall'On Zazzera è risaputo...basta sentir parlare qualche giovane del Pd.
Purtroppo questa sinistra remissiva e per nulla rappresentativa esercitando un opposizione sterile, negli ultimi anni si sta appiattendo in una politica personalistica senza crescita nè futuro.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti, conseguenza di attriti interni e il continuo annullarsi tra di loro.
Ben venga pertanto la crescita dell'Idv, meritatamente primo partito del centro sinistra a monopoli, anche grazie ad una segreteria di pd nulla ed inconcludente e un capogruppo che non fa opposizione ma che con un continuo monologo elogia puntualmente il lavoro (?) dell'assessore all'urbanistica.....
ma vi siete chiesti mai il perchè!! ;-);-)
I giochi politici non piacciono a nessuno.
Giacomo ferrarese se vui parlare direttamente di questo mandami il tuo indirizzo mail così da poter parlarne direttamente.
I record sono fatti per essere battuti!
Peccato
non ha scampo
Quello dell'IDV è un abbraccio mortale che rischia di uccidere il PD.
Di Pietro aveva bellamente raggirato il povero Veltroni ed ora sta palesemente raggirando Bersani.
E Bersani cosa fa? Va al congresso dell'IDV e scodinzola intorno a Di Pietro: che pena!
Dice :"Senza l'alleanza con Di Pietro non possiamo farcela".
Non ha capito che anche con Di Pietro non batterà mai Berlusconi.
Andando con quel massimalista di Di Pietro si perderà sempre; andando da soli magari si perde oggi, ma c'è la speranza di vincere domani.
Ne volete una? A Monopoli gli amici dell'IDV non hanno perso un minuto di tempo (dopo le regionali) per affiggere un manifesto dicendo che il primo partito della sinistra sono loro.Bella lealtà !
Lacitignola e Risimini, non fate gli allocchi: guardatevi dall' IDV!
Dopo una robusta collezione di legnate i nomi sono sempre quelli. Inconcepibile!
Ma come si fa a dire che è tutto nella norma? Assurdo!
Persino l'idv ha preso più voti del PD!
Ma il bello è che molti credono di essere i migliori sulla piazza, di avere le migliori teste pensanti mentre nel centrodestra alligna la mediocrità . La mediocrità sarà pure la cifra del centrodestra ma come mai le percentuali di voto per i democratici peggiorano? Tutta colpa... ah sì... di Alfredo!  O delle lenticchie?
La sentenza alle teste d'uovo dell'ineffabile intellighenzia locale.