Sabato 26 Maggio 2012
   
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PUG: INCOMPRENSIBILE BICEFALO!

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"Ripetita iuvant"

 

Gentile Redazione,

avrei fatto volentieri a meno di parlare ancora di Pug ma, come dicevano i latini, repetita iuvant, essendo la pianificazione una dote collettiva che la popolazione dovrebbe conoscere a fondo per giudicare se generata effettivamente a servizio di tutti. Suppongo che l’illustre urbanista milanese incaricato cinque anni fa, non potendo fare affidamento sulle alte competenze tecniche dell’ex assessore al ramo (allora, da poco, dimessosi dall’incarico), né di quelle dell’ex dirigente dell’ufficio tecnico comunale (andato in pensione), pensò bene di chiedere aiuto agli esponenti politici per la stesura del nuovo strumento pianificatorio.

Visto che il Pug rivestiva (riveste) grande valenza nello sviluppo socio-economico della collettività, doveva pur tenere conto delle loro istanze, bene o male formulate. Ma il neoestensore del piano, privato di quelle due qualificate “competenze” locali, avrebbe potuto non azzeccare la buona pratica pianificatoria, se avesse dato ascolto soltanto ai tanti partiti e partitini che caratterizzavano la vita cittadina. Forse a causa di quelle “assenze” tecniche, la civica amministrazione pro-tempore fu indotta a estenderne la consulenza a un nutrito gruppo di professionisti, a uno staff. Introitando il cosiddetto Partecipapug, che invitava la società civile a indicare le direttive generali di base per il futuro sviluppo urbanistico.

Vale a dire che il Pug si accingeva ad essere generato da una famiglia, diciamo così, allargata. Giacché si scelse l’avveniristico disegno suggerito della legge reg. n. 20/2001 (pur se ancora oggi mancante di una normativa quadro nazionale), che obbliga i Comuni ad avere un piano bicefalo (strutturale e programmatico) con nuovi e moderni parametri urbanistici quali la perequazione, la compensazione, le invarianti, le aree bianche, i sic, la vas, il drag, i pue ecc…, validissimi ma prima sconosciuti. Il vecchio Prg fu redatto dai romani prof. Luigi Piccinato e arch. Vera Consoli (collab.), unica polarizzatrice dei “suggerimenti” provenienti da ogni dove che furono tradotti e appiccicati sulla mappa con semplici retini colorati. Un piano generato da una famiglia, per così dire, normale facente capo alla sola legislazione statale.

Il prof. Piccinato, nel 1974, si portò appresso quella utile coadiutrice che in pochi mesi, dopo aver percorso in lungo e in largo i 16.000 ettari del nostro tenimento, fece ritorno a Roma portando con sé dati, foto e planimetrie aggiornate dall’ufficio tecnico comunale. E, lì, disegnò il Prg di Monopoli, adottato nella primavera dell'anno successivo. Insomma quello che voglio dire è che oggi appare un po’ complicato spiegare al cittadino cosa costruire sulla particella catastale del suo terreno. L’incertezza regna sovrana! Mentre col vecchio piano non v’era alcun dubbio: bastava guardare tessuto e colore del retino coprente il terreno di proprietà, per sapere se, come, quando e quanto edificare. O non edificare affatto. Ma i tempi cambiano e le complicazioni legislative aumentano. Dicono che servono per far diminuire i prezzi dei suoli (e anche quelli degli appartamenti). Mah!

Cordiali saluti,

 

Franco Muolo

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