Il 25 aprile è stato ricordato anche a Monopoli come festa della libertà e della democrazia!
Ha meravigliato e stupito l’aver sentito suonare dalla banda “La leggenda del Piave”, meglio conosciuta come “Il Piave mormorava”, che nulla aveva a che fare con la ricorrenza della “FESTA DELLA LIBERAZIONE”, a cui sono seguiti gli encomi all’esercito.
Si parla di festa di pacificazione per l’unificazione degli italiani, che uniti invece lo sono già (festeggeremo infatti l’anno prossimo i 150 della unità d’Italia!).
Non si capisce però come chi ci governa possa parlare di Italia unita e pacificazione quando uno dei ministri del governo, Bossi, dichiara che con il tricolore si pulisce il c..., offendendo con questa affermazione, come ha detto Camilleri, i militari italiani che difendono la bandiera ed i militari uccisi che in quel tricolore vengono poi avvolti.
Evidentemente queste affermazioni sono condivise da chi ci governa a livello nazionale e comunale, visto che di Bossi sono alleati.
Si fa confusione perché si vuol imbrogliare nelle idee i più giovani, specie quelli al seguito di questa destra che ci mal governa, sostituendo “LIBERAZIONE DAL NAZI FASCISMO” con libertà e democrazia parole che hanno un altro grande significato, ma diverso da quello del 25 aprile.
La data del 25 aprile rappresenta un giorno fondamentale per la storia della repubblica italiana. E’ l’anniversario della rivolta armata popolare contro le truppe di occupazione naziste tedesche e contro i loro fiancheggiatori fascisti della Repubblica Sociale Italiana.
Non è possibile quindi tentare di sminuire il 25 aprile, per intaccare le ragioni stesse fondanti la nostra Repubblica, infangando la storia della Resistenza, cercando di equiparare (proposta di legge dell’attuale presidente della provincia di Salerno nonché deputato pdl in quota AN Edmondo Cirielli) i “repubblichini”, sostenitori e fiancheggiatori dei nazisti, ai partigiani (mai nominati da chi ci governa o, al massimo, chiamati terroristi) ed ai combattenti degli eserciti alleati contro il nazifascismo.
Va fornita una ricostruzione storica dei fatti e dei protagonisti, per impedire il distorcimento storiografico revisionista che, negli ultimi anni, è molto di moda: la Resistenza come “guerra civile”.
La Resistenza non è stata affatto una guerra di italiani contro italiani, come si era avuto in Spagna nel 1936 con uno scontro di spagnoli contro spagnoli.
Lo scontro in Italia vi fu ma tra soldati e combattenti italiani contro gli invasori tedeschi ed i collaboratori repubblichini; i primi, nel rispetto della pluralità politica, combattevano in nome della democrazia liberale, cattolica o socialista che fosse, i secondi combattevano a fianco delle SS!
I partigiani che scelsero la via della lotta e salirono sulle montagne per combattere il nazifascismo, rischiarono e spesso offrirono la loro vita per affermare i principi stessi sui quali costruire la convivenza civile: la libertà, l’uguaglianza, la giustizia, la democrazia.
Alla liberazione dell’Italia dalla dittatura del famigerato ventennio fascista si poté arrivare grazie al sacrificio di tanti giovani ragazzi e ragazze che, pur appartenendo ad un ampio ed eterogeneo schieramento politico (dai comunisti ai militari monarchici, passando per i gruppi cattolici, socialisti ed azionisti), si chiamavano con un solo nome: PARTIGIANI.
Il prezzo pagato fu altissimo: decine di migliaia di partigiani uccisi, feroci rappresaglie contro la popolazione civile che sosteneva il movimento di Liberazione, oltre 40 mila, tra cittadini e lavoratori, deportati nei campi di concentramento, eccidi, come a Cefalonia, di soldati che rifiutarono di consegnarsi ai tedeschi, 600 mila militari internati in Germania, 87 mila militari caduti nella guerra di Liberazione.
Fu la Resistenza partigiana antifascista a riscattare l’onore e la dignità del nostro Paese, aprendo una nuova e più proficua era di Pace e di sviluppo; dalla Resistenza nacque la nostra Costituzione.
Tutto questo è storia e la storia non si può cambiare a piacimento, la destra se ne faccia convinta e l’accetti.
Questa storia, vogliamo ricordarlo a questa destra confusionale, descritta in un qualsiasi testo scolastico, è avvallata dai tanti riconoscimenti ai partigiani da parte degli Stati Uniti d’America!
La pacificazione, tanto cara a chi non accetta la sconfitta, passa attraverso il riconoscimento della Resistenza e degli errori di chi portò alla morte tantissimi italiani, avventurandosi in una guerra inutile, orrenda e schifosa, come del resto sono tutte le guerre, le cui conseguenze però ricadono sempre sulla povera gente.
Ha meravigliato e stupito l’aver sentito suonare dalla banda “La leggenda del Piave”, meglio conosciuta come “Il Piave mormorava”, che nulla aveva a che fare con la ricorrenza della “FESTA DELLA LIBERAZIONE”, a cui sono seguiti gli encomi all’esercito.
Si parla di festa di pacificazione per l’unificazione degli italiani, che uniti invece lo sono già (festeggeremo infatti l’anno prossimo i 150 della unità d’Italia!).
Non si capisce però come chi ci governa possa parlare di Italia unita e pacificazione quando uno dei ministri del governo, Bossi, dichiara che con il tricolore si pulisce il c..., offendendo con questa affermazione, come ha detto Camilleri, i militari italiani che difendono la bandiera ed i militari uccisi che in quel tricolore vengono poi avvolti.
Evidentemente queste affermazioni sono condivise da chi ci governa a livello nazionale e comunale, visto che di Bossi sono alleati.
Si fa confusione perché si vuol imbrogliare nelle idee i più giovani, specie quelli al seguito di questa destra che ci mal governa, sostituendo “LIBERAZIONE DAL NAZI FASCISMO” con libertà e democrazia parole che hanno un altro grande significato, ma diverso da quello del 25 aprile.
La data del 25 aprile rappresenta un giorno fondamentale per la storia della repubblica italiana. E’ l’anniversario della rivolta armata popolare contro le truppe di occupazione naziste tedesche e contro i loro fiancheggiatori fascisti della Repubblica Sociale Italiana.
Non è possibile quindi tentare di sminuire il 25 aprile, per intaccare le ragioni stesse fondanti la nostra Repubblica, infangando la storia della Resistenza, cercando di equiparare (proposta di legge dell’attuale presidente della provincia di Salerno nonché deputato pdl in quota AN Edmondo Cirielli) i “repubblichini”, sostenitori e fiancheggiatori dei nazisti, ai partigiani (mai nominati da chi ci governa o, al massimo, chiamati terroristi) ed ai combattenti degli eserciti alleati contro il nazifascismo.
Va fornita una ricostruzione storica dei fatti e dei protagonisti, per impedire il distorcimento storiografico revisionista che, negli ultimi anni, è molto di moda: la Resistenza come “guerra civile”.
La Resistenza non è stata affatto una guerra di italiani contro italiani, come si era avuto in Spagna nel 1936 con uno scontro di spagnoli contro spagnoli.
Lo scontro in Italia vi fu ma tra soldati e combattenti italiani contro gli invasori tedeschi ed i collaboratori repubblichini; i primi, nel rispetto della pluralità politica, combattevano in nome della democrazia liberale, cattolica o socialista che fosse, i secondi combattevano a fianco delle SS!
I partigiani che scelsero la via della lotta e salirono sulle montagne per combattere il nazifascismo, rischiarono e spesso offrirono la loro vita per affermare i principi stessi sui quali costruire la convivenza civile: la libertà, l’uguaglianza, la giustizia, la democrazia.
Alla liberazione dell’Italia dalla dittatura del famigerato ventennio fascista si poté arrivare grazie al sacrificio di tanti giovani ragazzi e ragazze che, pur appartenendo ad un ampio ed eterogeneo schieramento politico (dai comunisti ai militari monarchici, passando per i gruppi cattolici, socialisti ed azionisti), si chiamavano con un solo nome: PARTIGIANI.
Il prezzo pagato fu altissimo: decine di migliaia di partigiani uccisi, feroci rappresaglie contro la popolazione civile che sosteneva il movimento di Liberazione, oltre 40 mila, tra cittadini e lavoratori, deportati nei campi di concentramento, eccidi, come a Cefalonia, di soldati che rifiutarono di consegnarsi ai tedeschi, 600 mila militari internati in Germania, 87 mila militari caduti nella guerra di Liberazione.
Fu la Resistenza partigiana antifascista a riscattare l’onore e la dignità del nostro Paese, aprendo una nuova e più proficua era di Pace e di sviluppo; dalla Resistenza nacque la nostra Costituzione.
Tutto questo è storia e la storia non si può cambiare a piacimento, la destra se ne faccia convinta e l’accetti.
Questa storia, vogliamo ricordarlo a questa destra confusionale, descritta in un qualsiasi testo scolastico, è avvallata dai tanti riconoscimenti ai partigiani da parte degli Stati Uniti d’America!
La pacificazione, tanto cara a chi non accetta la sconfitta, passa attraverso il riconoscimento della Resistenza e degli errori di chi portò alla morte tantissimi italiani, avventurandosi in una guerra inutile, orrenda e schifosa, come del resto sono tutte le guerre, le cui conseguenze però ricadono sempre sulla povera gente.
Il direttivo di Sinistra Ecologia Libertà Monopoli
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Commenti
Le consiglio di visitare il cimitero di quei giovani polacchi a Cassino, morti in terra straniera per difendere l'europa dalla dittatura fascista, dai nazisti vostri alleati ed infine dai repubblichini, fiancheggiatori dei nazisti hitleriani, che non riconoscevano chi governava l'Italia dopo l'armistizio".
Ho detto qunto su riportato. I fascisti e/o quelli di destra affermano quanto io ho scritto e che lei mi conferma.
Dunque altro falso storico della destra.
Noi siamo avanti! Oltre Berlusconi e gli anti-Berlusconi. Siamo in un'altra era.
Invece di elaborare strane teorie e macchittizzare la storia stropicciandola e stiracchiandola ognuno a proprio vantaggio, cercate di fare uno sforzo per sintonizzarvi con l'oggi. È sicuramente più proficuo.
Mi consentirà di ringraziarla perchè finalmente c'è qualcuno che su questo forum difende a spada tratta il suo credo politico. Devo però esprimere disappunto nel modo in cui usa gli aggettivi possessivi riferendosi alla mia persona come un sostenitore del fascismo, Lei non sa chi sono e quindi non dia giudizi avventati, cerchiamo di mantenere anche suoi forum un atteggiamento da galantuomini.
Per quanto riguarda la fase della II guerra in Cassino, non è del tutto vero quello che dice. La città di Cassino fu terreno di tre momenti di scontro. Lei ha descritto la prima fase. Siamo nel 1944 con un mussolini fantoccio di hitler e svuotato dai precedenti avvenimenti, l'esercito INGLESE, inizio' i bombardamenti trovando subito una controffensiva tedesca, stessa cosa per gli americani. Persino i Francesi di li a qualche giorno cercarono di sfondare nel paese, trovando ancora la resistenza tedesca. Per cui, e concludo, è addirittura nella terza fase che i "giovani" polacchi che non erano lì per caso, sono morti mentre combattevano con i tedeschi i quali non si sono mai arresi e mai l'avrebbero fatto. Non so di quale resa Lei parla, forse crede che la GUERRA VERA sia quella che si fa a Call of duty sul pc.
Apprezzo il riconoscimento da parte sua sull'importanza fondamentale dei Partigiani. I fascisti, compreso romani che è il suo sindaco, li chiamano anche terroristi; infatti nel comizietto del 25 aprile non ha detto una sola parola sui partigiani!
Partigiano che mi ha preceduto ha sintetizzato bene una risposta per Lei.
Quanto ai tentativi di cambi di storia o "elaborazione a suo piacimento" come Le piace dire, basta ad esempio leggere o sentire ciò che dite sul bombardamento a tappeto fatto dai soldati americani (comunisti anch'essi!) per porre fine alla resistenza dei tedeschi asserragliati nell'abbazzia, che avevano ucciso migliaia di ragazzi polacchi che erano lì per combatterli da terra. La falsità che continuate a dire in giro è che quella storia è solo propaganda; sarebbe bastato attendere la resa di quei tedeschi che prima o poi sarebbe avvenuta.
Le consiglio di visitare il cimitero di quei giovani polacchi a Cassino, morti in terra straniera per difendere l'europa dalla dittatura fascista, dai nazisti vostri alleati ed infine dai repubblichini, fiancheggiatori dei nazisti hitleriani, che non riconoscevano chi governava l'Italia dopo l'armistizio.
La confusione aumenta se poi ci aggiungiamo che i nostalgici del fascimo, con percentuale zero di ideologismo, nel dopo Fiuggi, lasciando la via per Addis Abeba e prendendo la via per Arcore, si sono calati nei panni berlusconiani, come già ricordato dalla vedova Almirante.
Ricordo loro che i Partigiani non erano solo comunisti ma anche cattolici, socialisti ed azionisti.
Leonardo Sciascia diceva : esistono tre tipi di uomini, gli Uomini, gli ominicchi e i quaquaraquà .
Nessuno potrà cambiare la storia, i Partigiani hanno versato il loro sangue per la Patria, quelli erano veri Uomini adesso ci sono solo ominicchi e quaquaraquÃ
Mi dica in quali altri casi la destra ha elaborato a suo piacimento una vicenda storica...inoltre mi dica CHI ha negato l'importanza dei partigiani.
Prendo in prestito dal comunicato sel:
"Alla liberazione dell’Italia dalla dittatura del famigerato ventennio fascista si poté arrivare grazie al sacrificio di tanti giovani ragazzi e ragazze che, pur appartenendo ad un ampio ed eterogeneo schieramento politico (dai comunisti ai militari monarchici, passando per i gruppi cattolici, socialisti ed azionisti), si chiamavano con un solo nome: PARTIGIANI.
.....Tutto questo è storia e la storia non si può cambiare a piacimento, la destra se ne faccia convinta e l’accetti.
Questa storia, vogliamo ricordarlo a questa destra confusionale, descritta in un qualsiasi testo scolastico, è avvallata dai tanti riconoscimenti ai partigiani da parte degli Stati Uniti d’America!
La pacificazione, tanto cara a chi non accetta la sconfitta, passa attraverso il riconoscimento della Resistenza e degli errori di chi portò alla morte tantissimi italiani, avventurandosi in una guerra inutile, orrenda e schifosa, come del resto sono tutte le guerre, le cui conseguenze però ricadono sempre sulla povera gente".
Se i libri di scuola non sono di tuo gradimento rileggiti quello che gli yankee hanno detto confermando l'importanza dei partigiani.
Addirittura alcune città italiane furono liberate dai nzisti e dai loro compari repubblichini prima dell'arrivo delle forze alleate, ricevendone da queste encomi ed elogi.
Siate seri, suvvia
Continuate pure con lo sceneggiato, noi siamo in un'altra era. Â
Il copia e incolla fatto da me precedentemente voleva essere fonte di ironia ma allo stesso tempo di riflessione su aspetti che non rispecchiano sempre una verità oggettiva. Alludo a quei libri di storia che Lei mi consiglia di acquistare che forse, tutta la verità non dicono. Certo, negare in maniera totale vicende testimoniate sarebbe da folli, ma POSSO negare il riflesso che quella vicenda ha e ha avuto PER COLPA di strumentalizzazioni politiche...e non mi sembra che si stia parlando di fatti propriamente vicini al modo di raccontare storia della destra riformata. Per quanto riguarda la canzone del piave concordo sull'aspetto storico, i momenti storici sono diversi... non so perchè l'abbiano suonata e sinceramente non mi interessa, non sono tra quelli che cercano con mezzucci puerili di fare politica, come colui che ha scritto questo articolo alla redazione di monopolitube.GRAZIE
non ho ben compreso il suo intervento
quanto a revisionismo di sinistra, prego fare esempi concreti almeno quanto l'episodio di cui parliamo...
in generale, mi sembra puerile cercare di fare distinguo tutti da dimostrare nell'evidente intento di negare la realtà , che è quella del voler negare la storia fino a tentare la riabilitazione di craxi...
e andiamo!!!
Prendo in prestito il Suo intervento:
la SINISTRA PER ANNI s'è messa in testa di riformare tutto, storia compresa, naturalmente a proprio piacimento e comodo e sempre con il solito metodo di distorcere le cose attraverso la comunicazione per crearsi consenso e ottenere il risultato sperato... ovviamente, sta a noi prendere le necessarie contromisure, se non altro sforzandoci di approfondire le informazioni che riceviamo per verificarne la rispondenza alla realtà o almeno alla nostra sensibilità politica e culturale... in tutto ciò, strumento fondamentale sono le fonti d'informazione alternative, prime fra tutte internet e i giornali, la cui libertà dobbiamo difendere prima di ogni altra cosa... a buon intenditore poche parole
ma prima di fare certe affermazioni chiedete chi organizza il 25 aprile o il 4 novembre a Monopoli
e nn è certo il sindaco in persona, di dx o sx che sia
grazie vendola e compagni di monopoli