Sabato 26 Maggio 2012
   
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RIPUBBLICIZZIAMO IL SERVIZIO IDRICO...MIGLIORANDOLO

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E’ partita anche a Monopoli domenica mattina 25 Aprile in Piazza Vittorio Emanuele con un presidio organizzato dalla sinistra cittadina ( Sinistra e libertà e Rifondazione Comunista ) la Campagna Referendaria “L’acqua non si vende”, promossa dal Forum italiano Movimenti per l’Acqua.

Importante il risultato ottenuto in sole 2 ore: 160 firme per ciascuno dei tre quesiti referendari.

Monopoli, quindi, risponde con interesse ed entusiasmo all’appello del Forum italiano Movimenti per l’Acqua con una mobilitazione notevole.

Ma non è finita qui!

I membri del Comitato referendario monopolitano,  si stanno organizzando per proseguire la raccolta firme con altri banchetti, con postazioni fisse sempre nella centralissima piazza monopolitana per tutte le domeniche di Maggio in modo che ogni cittadino possa esprimere, firmando, la sua volontà a non fare dell’acqua una merce.

"In occasione del 65° anniversario della liberazione d’Itali- ha dichiarato Aldo Sammarelli, segretario di Rifondazione Comunista-  è necessario rinvigorire i movimenti di resistenza sia a livello economico che politico-economico, come nel nostro caso, contro i nuovi fascismi economici, che prevedono attraverso leggi nazionali la privatizzazione di beni comuni, in modo particolare l’acqua. Inoltre-  ha proseguito Sammarelli – Quando arrivano a privatizzare ulteriormente una cosa così importante per tutte le nostre comunità, vuol dire che abbiamo raggiunto il fondo. Noi siamo qui per appoggiare il referendum contro la privatizzazione dell’acqua, ma anche per ripubblicizare questo importante servizio, che deve andare  a vantaggio dei cittadini migliorando il servizio e riducendone i costi.”

Promemoria sui tre quesiti referendari:

I tre quesiti, già depositati in Cassazione a Roma, sono stati scritti da giuristi come Stefano Rodotà, Gianni Ferrara e Alberto Lucarelli, e se approvati renderanno possibile il ricorso ad aziende speciali o enti di diritto pubblico che gestiscano l’acqua come servizio di interesse generale, senza profitti.

PRIMO QUESITO: fermare la privatizzazione dell’acqua. Si chiede di abrogare l’art. 23 bis della legge 133/2008. L’ultima normativa in materia approvata dal Governo Berlusconi, che ha segnato un’accelerazione del processo di privatizzazione. Stabilisce come modalità ordinaria di gestione l’affidamento a soggetti privati attraverso gara o affidamento a società miste con socio privato almeno al 40%.

SECONDO QUESITO: aprire la strada alla ripubblicizzazione. Si chiede di abrogare l’art. 150 del decreto 152/2006 che stabilisce come uniche modalità di affidamento del servizio idrico la gara o la Gestione attraverso SpA a capitale misto pubblico privato o a capitale interamente pubblico.

TERZO QUESITO: eliminare i profitti dal bene comune acqua. Si chiede di abrogare l’art. 154 del decreto 152/2006 che dispone che le tariffe del servizio siano determinate tenendo conto della “adeguatezza della remunerazione del capitale investito”.

Per maggiori informazioni: www.acquabenecomune.org

Commenti 

 
#1 Prevedibile risposta 2010-04-30 04:19
Provate a rinvigorire i movimenti di resistenza sia a livello economico che politico-economico contro i nuovi fascismi economici, occupandovi del Pug e dei tentativi di arricchimento personale per il tramite di strumenti di pianificazione urbana, beni antrettanto collettivi come l'acqua.
Perché non prendete qualche firma?
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