Sabato 26 Maggio 2012
   
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ALBANESE: "IL PD MI FA PENA E DI MEO SOFFRE ANCORA"

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Conflitti interni e rancori. Albanese spiega la Confcommercio

Settimana di polemiche e reciproche accuse quella dopo i l ° maggio.
Al centro delle discussioni è la mancata deroga per autorizzare l'apertura dei negozi nel giorno della festa dei lavoratori. Dopo le pesanti accuse della Confcommercio e del Partito Democratico, l'assessore al commercio, Giuseppe Albanese, risponde con altrettanta determinazione, dovizia di particolari e un pizzico di amarezza.

“Esprimo il mio dispiacere per tutta questa montatura. Mi dà fastidio sentire bugie. A differenza della Confcommercio, io parlo con atti e documenti alla mano.


Ho sempre dato la mia disponibilità e nessuno può accusarmi di non essere disponibile . Forse se mi trovo in questa situazione è proprio a causa della troppa disponibilità”.

Può spiegare la vicenda?


“Secondo l'ordinanza sindacale n. 464/2009, abbiamo disposto un calendario per gli esercenti, in cui sono segnate le giornate di chiusura facoltativa e obbligatoria. Questo calendario nasce a seguito di un tavolo di concertazione con le associazioni di categoria, in cui si decide, appunto, quando tenere aperte le attività commerciali, secondo quanto disposto dalla normativa regionale. La legge regionale indica delle giornate festive in cui si può chiedere una deroga che permette la loro apertura. Poi indica alcune giornate, precisamente 7 in tutto l'anno, in cui i negozi devono rimanere chiusi. Infatti nella legge regionale n. 5/2008 (“Modifiche e integrazioni alla legge regionale 1 agosto 2003, n. 11- Nuova disciplina del commercio”) dispone che “Gli esercizi di commercio al dettaglio devono rimanere chiusi nei seguenti giorni:

a) 1°  gennaio;

b) domenica di Pasqua

c) 25 aprile;

d) 1°  maggio;

e) 2 giugno;

f) 25 e 26 dicembre.

Bene. La Regione, poi, dispone, che in queste giornate si può andare in deroga, ma mentre per le altre giornate festive (come le domeniche) in cui basta solo sentire le organizzazioni sindacali e le associazioni di categoria, per queste 7 giornate c'è bisogno di un accordo sottoscritto, cioè firmato, da quelle associazioni.

Vale a dire, nel nostro caso, che per rimanere aperti il 1 maggio c'era bisogno di un accordo scritto e firmato fra il Comune, la Confcommercio e la Confesercenti.

Quando abbiamo stilato il calendario delle festività, in autunno dello scorso anno, la Confesercenti non era d'accordo ad aprire il 1 maggio. Lo scorso 26 aprile, però, la stessa Confesercenti invia una lettera a me e al sindaco, in cui si scusa e chiede la deroga per aprire i negozi. Quindi cambia idea. Lo stesso 26 aprile vengo convocato in maniera ufficiosa ad una riunione con il presidente -Rocco di Meo- e il direttivo della Confcommercio. Forti della lettera della Confesercenti, chiedono anche loro la deroga per aprire i negozi il 1 maggio. Ci accordiamo a convocare al più presto una riunione con tutte le associazioni di categoria. Questa riunione viene fissata per il 29 aprile, quindi pochi giorni dopo la riunione con la Confcommercio. A questa riunione si presenta solo un delegato della Confesercenti, Filomeno Dattoma, il quale rimane deciso a chiedere la deroga per aprire. La Confcommercio non si presenta affatto ma invia una lettera che arriva la mattina dello stesso 29 aprile all'attenzione del dirigente Pietro D'Amico -quindi non a me né al sindaco- in cui si dichiara non disponibile a chiedere la deroga per aprire. Quindi cambia completamente idea a distanza di 3 giorni. Al che il dirigente D'Amico, che è un notaio, non se l'è sentita di firmare un atto illegittimo in cui mancasse la firma della Confcommercio. E così il 1 maggio non c'è stata alcuna deroga e i negozi sono rimasti chiusi.”


Secondo lei perché la Confcommercio ha fatto marcia indietro?


“Non entro nel merito delle loro questioni. Credo che abbiano dei problemi interni, fra il direttivo locale e quello regionale. A Monopoli volevano aprire, ma evidentemente qualcuno più in alto ha detto di no, chissà per quale motivo. Devono risolvere i loro problemi perché poi ci vanno di mezzo persone come me che non c'entrano niente. Credo, poi, che il presidente della Confcommercio di Monopoli, Rocco di Meo, soffra ancora per la sconfitta delle ultime elezioni comunali, dove era candidato con IdeeAzioni nella stessa lista del sindaco, ma non ce l'ha fatta.”

Come mai era stata diffusa la notizia che i negozi sarebbero rimasti aperti il 1 maggio?


“Io e Rocco di Meo, dopo l'incontro del 26 aprile, avevamo rilasciato un intervista ad un'emittente locale. Ma prima di quell'intervista erano stati inviati degli sms dalla Confcommercio a tutti i commercianti associati, in cui si diceva, appunto, che potevano stare aperti il 1 maggio. Il giorno dopo quegli stessi commercianti hanno ricevuto un altro sms con la smentita.

Come risponde alle accuse mosse dal PD in un comunicato di pochi giorni fa?


Le dichiarazioni del PD mi fanno pena. In tutta Italia il PD vive il 1 maggio come la vera festa lavoratori. A Monopoli, invece, si va in controtendenza rispetto all'Italia: qui il PD pensa che i lavoratori devono festeggiare, ma i commercianti no. È un'assurdità, questa mi sembra pura demagogia.”

Rocco di Meo lo accusa di riservare un diverso trattamento agli esercizi delle campagne, che possono stare aperti quando e quanto vogliono, a differenza di quelli della città che devono sottostare ad un calendario. Come risponde?


“In campagna la vita scorre in maniera diversa. Per altro, durante la stesura del calendario, si era raggiunto un accordo con le varie associazioni e dopo alcune divergenze, anche di Meo si era adeguato a questa esigenza. È antipatico che tiri fuori dopo mesi questo argomento. Io faccio degli incontri con i sindacati perché le associazioni non sempre rappresentano la volontà di tutti gli esercenti, in quanto molti di loro non sono iscritti a nessuna associazione. La legge, infatti, impone il confronto con loro. Nel calendario che abbiamo stilato avevamo previsto molte più giornate di apertura, ma le associazioni pretesero di aprire solo una domenica al mese, quindi ora non possono dirmi che non gli permetto di aprire per più giornate, perché ne abbiamo ampiamente discusso insieme, con associazioni e sindacati.”

Il sig di Meo lamenta di aver richiesto più volte un incontro con il sindaco e con lei che gli è stato sempre negato.


“Io mi auguro che si instauri un rapporto più sincero con la Confcommercio. L'incontro c'è stato, durante lo scorso inverno, con il sindaco, con me, di Meo e il direttivo provinciale della Confcommercio. Mi meraviglio di questa affermazione, perché so per certo che di Meo ha un rapporto abbastanza stretto con il sindaco, il quale, come me, è sempre disponibile al dialogo. Io, per parte mia, sono sempre stato e sarò sempre disponibile ad incontrarli, tant'è vero che spesso ho proposto di andare io nella loro sede in maniera ufficiale e non ufficiosa, come è stato fin ora.”

Commenti 

 
#10 Partigiano 2010-05-15 03:06
@commerciante
scusa se leggo tardi questa tua risposta, ma le notizie si sovrappongono e nn sono piu leggibili...
su certi commenti in città regna ancora l'omertà, questo è il valore di questo silenzio, ma credo molto nelle forze dell'ordine,
ma nn bisogna mollar la guardia...ma tener su la testa...
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#9 commerciante 2010-05-11 23:31
@ partigiano
Ho aspettato giorni prima di rispondere alle tue parole, speravo che qualcuno commentasse e solidarizzasse, invece niente di niente.
Ecco anch'io temo che quel che è accaduto 30 anni fa si stia ripetendo nell'indifferenza generale.
Tranquilli adesso arrivano i mondiali di calcio e la testa della gente sarà impegnata per cose importanti.
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#8 Partigiano 2010-05-07 22:51
@commerciante
leggendo le tue parole mi è sembrato di tornare indietro di 30 anni quando la malavita locale terrorizzava la città.
Ma mi è parso di capire che ci sia indifferenza da parte di amministrazione e categoria, nè una parola di solidarietà, nè una riunione tra forze di polizia, istituzioni e categorie.
Il tuo è un richiamo che non và sottovalutato, credo in quel che dici.
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#7 cittadino 2010-05-07 19:19
albanese dimettiti, almeno fai una figura migliore, invece di aspettare che tra poco ti caccino insieme a barletta.
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#6 angelo b 2010-05-07 16:00
gia' pena piuttosto fa l'assesore che secondo me non è un all'altezza di ricoprire questo ruolo..
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#5 commerciante 2010-05-07 14:30
A me fa pena sentire un assessore, si fa per dire, che non ha fatto niente di niente in due anni; da commerciante e da cittadino mi sento offeso di essere rappresentato da lui e dai suoi compari di amministrazione che purtroppo ho pure votato. Maledizione a me.
Ma in che mondo vive? Già lui adesso gode di uno stipendio fisso cosa gli può interessare dei problemi in cui versano la stragrande dei commercianti monopolitani (non andiamo fuori perchè sarebbe troppo complicato che l'alabanese capisca) che non sanno come pagare inps, dipendenti, fitto, luce, ecc? E il sindaco che piange perchè non riceve lo stipendio che avrebbe voluto?
L'altro giorno ci sono stati arresti per strozzinaggio a carico di commercianti monopolitani, ricordiamoci che per uno che parla 10 stanno zitti. Non una parola in merito da parte di questi personaggi che ci amministrano, hanno altro cui pensare, la spartizione della torta o cosa molto più importante L'INAUGURAZIONE DELLA NUOVA SEDE DEL PDL.
Ieri in consiglio comunale si doveva discutere di semplici cittadini per lo più operai, questa è evidentemente l'aggravante, che hanno il posto a rischio nell'eco leather.
La maggioranza non c'era e quindi non ha permesso lo svogimento di un consiglio ritenuto di scarsa importanza.
Tranquilli ci ricorderemo di voi alle prossime votazioni.
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#4 Che succede? 2010-05-07 13:58
Come mai non si è tenuto il consiglio? Ci sono divisioni interne alla maggioranza dietro la mancanza del n. legale? Il sindaco che dice? I segretari che dicono? Chiedo approfondimenti alla redazione.
Grazie.
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#3 maria 2010-05-07 04:36
il Pd fa pena e De Meo soffre ancora : e lui e tutti i suoi compagni sulla casa comunale che fanno? Basta vedere quello che è successo stasera in consiglio comunale,anzi ieri sera. Non c'era il nr legale! Ormai questi non fanno nemmeno pena xchè non fanno ***moderato***di niente!!!!!!
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#2 Partigiano 2010-05-06 20:17
Son piu' le bugie che fanno pena:
A Firenze per il 1 Maggio il sindaco Renzi PD ha autorizzato i negozi a rimanere aperti e anche quì sindacati in sciopero. La decisione del Comune è arrivata su richiesta della Confesercenti, cui poi si è aggiunta Confcommercio, e dopo un lungo braccio di ferro con il sindacato.
Gli esercizi sono rimasti aperti però solo nella zona del centro.
Conclusioni:
Sindaco di Firenze del PD;
Richiesta di rimanere aperti inoltrata da Confesercenti e Confcommercio.
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#1 Sinceramente 2010-05-06 20:07
Beh... il PD un pò pena la fa...
Non ha una linea nè s'informa sulle questioni. Fare ammuina non è fare politica. Forse è l'unica cosa di cui è capace.
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