Sabato 26 Maggio 2012
   
Text Size

PRESSIONI A BERSANI SUL NUCLEARE

giuseppe_deleonibus_web_cr

Riceviamo e pubblichiamo una riflessione dell'Ing. Giuseppe Deleonibus sugli ultimi sviluppi attorno al dibattito politico sul nucleare.

___________________________________________

Sono settantadue, nomi di un certo peso della ricerca scientifica, degli affari e della politica, perfino un dirigente della Cgil, e hanno scritto a Pierluigi Bersani una lettera aperta per chiedere che il Pd si schieri a favore del nucleare, bandendo dal partito lo «spirito antiscientifico», ossia l’«atteggiamento elitario e snobistico» che impedisce di raggiungere le «frontiere dell’innovazione».
Prendi atto, dicono i 72 a Bersani, che «il nucleare non è di destra né di sinistra».
Tra i firmatari della lettera c’è anche Margherita Hack, l’astrofisica che piace tanto ai comunisti e che si presenterà mercoledì al consiglio regionale del Lazio da neoletta, essendo stata la capolista della Federazione della sinistra [Prc più Pdci] alle ultime regionali.

E naturalmente c’è anche Chicco Testa, già fondatore di Legambiente, uno tra i promotori del referendum che cancellò il nucleare in Italia all’indomani della catastrofe di Chernobyl, nel 1987, e che oggi è un uomo d’affari legato tra l’altro a una fondazione statunitense capitanata dall’ex presidente Bush [il padre]. Testa dice ora nel suo blog che ha cambiato idea sul nucleare per le stesse ragioni di allora: perché è contro i combustibili fossili, carbone e petrolio. Dunque, aggiunge, occorre il nucleare, insieme alle rinnovabili, benché, concede, «anche i più accesi sostenitori dell’energia nucleare sono pronti a riconoscere che il suo uso comporta problemi». Problemi, si intende, minori di quelli che crea continuare a bruciare petrolio.

A voler essere pignoli, Testa è stato anche presidente dell’Enel per diversi anni, all’inizio dei novanta, e non risulta che abbia dato un grande impulso all’energia solare o a quella eolica. L’Italia è oggi il paese con la maggiore crescita relativa dell’energia rinnovabile, ma principalmente grazie alla spinta dei privati e delle collettività locali, dato che lo Stato, a parte un po’ di incentivi [destinati a dimezzarsi il prossimo anno] e un po’ di imbrogli sull’eolico [come l’inchiesta fiorentina sul coordinatore del Pdl Verdini a proposito della Sardegna dimostra], da molti anni regala valanghe di soldi, pagati da tutti noi nelle bollette dell’energia, alle cosiddette «fonti alternative assimilate», ossia i rifiuti, i derivati del petrolio, ecc. Si tratta dei cosiddetti Cip6, il cui ammontare annuo è di circa 5 miliardi di euro e che sono la sola spiegazione della nascita di inceneritori come funghi [come quello di Acerra tanto caro al cuore di Bertolaso e che per altro non funziona].

I 72 firmatari, dunque, dovrebbero prima di tutto chiedere a Bersani di spiegare come mai, da ministro dell’industria del governo Prodi, non abbia fatto nulla per cambiare questa situazione, ed abbia invece sostenuto i rigassificatori e l’affare delle centrali turbogas, come quella di Aprilia, in cui è immerso il De Benedetti imprenditore, fratello di uno dei firmatari della lettera, il parlamentare del Pd Franco De Benedetti: forse anche quest’ultimo, come Testa, è a favore del nucleare perché è contro le fonti fossili? Come lo spiegherà al fratello, le cui centrali vengono costruite grazie alla polizia?
Ma soprattutto, lasciando da parte l’ideologia «progressista» delle «frontiere dell’innovazione», restano i «problemi» che il nucleare crea. Eccone due o tre. Ci vuole una tale quantità di energia e di soldi, per rendere sicure le centrali, che il prezzo finale dell’energia prodotta [per restare a questo parametro puramente economico] è assai meno conveniente di quel che si vuole far credere.
Il disastro nel Golfo del Messico, che i nuclearisti adoperano per dimostrare quanto sia urgente il nucleare, dice appunto che il rapporto tra convenienza e rischio è enormemente sbilanciato, che il gioco non vale la candela: o ci siamo dimenticati di Chernobyl e del numero di incidenti, sebbene minori, che colpiscono ogni anno tante centrali? Non sarà questa la ragione per cui da molti anni nessuno, nel mondo, ne ha più costruita una? E non vale nemmeno citare il neo-nuclearista Obama: il presidente Usa aveva appena autorizzato nuove trivellazioni petrolifere nella zona in cui si è prodotto il disastro. Tutto dipende dall’Obama che si sceglie.

Ancora: per mettere in funzione una centrale occorre tanto tempo che, per quell’epoca, il disastro climatico si sarà compiuto, a meno di non ricorrere subito alle energie alternative, per le quali occorrerebbe un piano grandioso, pari almeno a quello grazie al quale la Germania già ora produce quasi il 20 per cento dell’energia in questo modo [e si sono creati centinaia di migliaia di posti di lavoro, per altro, contro le poche migliaia delle centrali].
E poi sappiamo come vanno i mega-appalti in Italia: è certo che i 72 sono così poco «antiscientifici» da essere a favore della Tav, di cui probabilmente si sforzano di ignorare i costi insostenibili [in denaro, in distruzione del territorio, in aggressione alle comunità].
Infine: che si fa con le scorie?
Nessun paese, dalla Francia agli Stati uniti, tra quelli che hanno fatto ricorso massicciamente all’energia nucleare ha risolto questo «problema». Perché, semplicemente, è irrisolvibile. Il famoso progetto di deposito unico degli Stati uniti, nelle viscere di una montagna, alla fine è stato abbandonato, perché trovare un sito che regga nelle condizioni dovute per ventimila anni non è tanto semplice.
Le scorie radioattive restano lì, quindi, a testimoniare la follia di un certo genere di atteggiamento «scientifico».

Ma qui siamo nella filosofia.
La realtà è che l’economia rotola alla deriva, incapace di cambiare rotta e ad esempio di convertirsi a un modello meno famelico di energia [in fondo, la prima fonte rinnovabile è il risparmio], perché gli interessi costituiti e le lobby pesano di più, nelle sedi del potere, dei cittadini.
E i 72 di questa lettera sono, ne siano o meno consapevoli, semplici portavoce di queste lobby.

Ing. Giuseppe Deleonibus
Ingegnere per l'Ambiente e il Territorio
Tutela Ambientale e Controllo dell'Inquinamento

Commenti 

 
#9 Robert 2010-05-15 12:48
Deleonibus go home!
Segnala all'amministratore
 
 
#8 Muolo Francesco 2010-05-15 09:33
Non penso sia integralista. Ne è dimostrazione l'intervista di canale7 dove ha svelato di essere a favore del nucleare. di quello di IV generazione, che tutti sappiamo bene non arriverà mai in Italia!
Segnala all'amministratore
 
 
#7 giuliano m. petromilli 2010-05-14 19:22
Per Muolo Francesco. Non discuto le competenze professionali dell'ing. Deleonibus quanto, piuttosto, il suo parlare da ingegnere ambientalista, più che ambientale. Con l'integralismo non si va da nessuna parte. Cordialmente.
Segnala all'amministratore
 
 
#6 Muolo Francesco 2010-05-14 18:17
Persone competenti a Monopoli fanno solo bene.
Segnala all'amministratore
 
 
#5 Zita 2010-05-14 12:47
Ogni volta che all'inizio dell'articolo c'è il faccione di Deleonibus prepariamoci ad un fiume in piena di parole,parole,parole.
Ma come fa a non capire che ci ha stancati?
Segnala all'amministratore
 
 
#4 2010-05-14 02:38
basta con le memorie fiume di de leonibus, non se ne può più! mi sa che prima ancora che sconfiggere il nucleare a de leonibus interessi sconfiggere il pd. che pena!
Segnala all'amministratore
 
 
#3 Claudio. 2010-05-13 22:38
Mi piace l'alternanza delle vesti con le quali il nostro esterna. Adesso impersona il tecnico forse perché a breve dismetterà i panni di presidente dei Verdi. Domani chissà... potrebbe deliziarci come portavoce del Comitato "no petrolio" oppure in qualità di esponente di Sel... chi può dirlo... staremo a vedere.
Alla prossima.
Segnala all'amministratore
 
 
#2 giuliano m.petromilli 2010-05-13 13:10
si, si: viviamo solo di sole, pizza e amore! questo integralismo ambientalista è insopportabile. Saluti.
Segnala all'amministratore
 
 
#1 Armando 2010-05-13 12:05
Ecco il solito profluvio di parole dell' Ing. Deleonibus ,il quale non ha capito ancora che bisogna essere brevi concisi e compendiosi.Nessuno si legge completamente i suoi proclami.
Comunque Testa ha affermato una verità incontrovertibile, che su questo sito è già stata esposta in modo chiaro:
-nel mondo ci sono decine di paesi (anche i più "verdi"
e avanzati come la Svezia) che hanno intrapreso o deliberato la
costruzione di nuovireattori.Solo noi italiani ,che notoriamente siamo i
più "itelligenti" di tutti,andiamo in senso opposto-
L'appello a Bersani ,firmato da intellettuali di c.sinistra come Veronesi, punta solo a richiamare il PD alla razionalità.
Purtroppo nel c.sinistra dominano persone come l'Ing. Deleonibus e Mario Tozzi che si sentono unici depositari della scienza e della razionalità.
Segnala all'amministratore
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI