Ricordare è importante
Celebrate nello stesso giorno la festa dell’Europa e la commemorazione della morte di Aldo Moro. Presso la Sala Palmieri del Palazzo di Città, sabato 15 maggio, alle ore 11, il Comune di Monopoli e il Movimento Federalista Europeo hanno accolto alcuni giovani studenti monopolitani e li hanno invitati alla riflessione. Erano presenti il presidente del Consiglio comunale Leonardo Corallo, l’assessore Giuseppe Campanelli, il presidente regionale del Movimento Federalista Europeo dott. Paolo Tasca e la segretaria regionale del Movimento Federalista Europeo prof.ssa Liliana Di Giacomo.
I ragazzi hanno ascoltato in silenzio e con molta attenzione le parole riguardo i due argomenti, e hanno poi seguito in corteo la corona di fiori, deposta dal presidente Corallo sulla lapide commemorativa di Aldo Moro.
Due ricorrenze importanti per riflettere e per ricordare. La morte di Aldo Moro ha avuto un significato profondo per la vita dell’Italia: il grande politico della Democrazie Cristiana fu rapito e successivamente assassinato dopo una prigionia di 55 giorni dagli esponenti delle Brigate Rosse. Il cadavere fu ritrovato il 9 maggio 1978. “Il ricordo è importante, è fondamentale”, ribadisce la prof.ssa Di Giacomo guardando i ragazzi durante la commemorazione.
Il ricordo allontana l’oblio: la mafia si serve della dimenticanza come arma principale per appropriarsi del destino dei cittadini. Un cittadino che dimentica ciò che è stato sarà un cittadino passivo: e la passività è proprio quello che serve alla mafia per dilagare
.
Un invito all’azione, ad essere protagonisti della storia e della memoria.
Lo stesso invito viene rivolto ai giovani per quel che riguarda l’Europa. Il concetto di “Europa” come unione di stati che condividono le risorse è stato utilizzato per la prima volta nella Dichiarazione di Schuman, il 9 maggio 1950. Schuman era il Ministro degli Esteri francese che, all’indomani della Seconda Guerra Mondiale che aveva messo letteralmente in ginocchio il vecchio continente, immaginò per primo, insieme a Jean Monnet, una via totalmente nuova per la ricostruzione e la pace. La guerra nasce dalla volontà degli Stati di appropriarsi delle fonti di ricchezza altrui: l’idea dell’Europa è invece fondata sulla condivisione di tali beni per la costruzione di un benessere diffuso e generale.
L’Europa è oggi realtà visibile e tangibile per tutti e da quando essa è nata un conflitto all’interno del nostro continente è divenuto impensabile. Allo stesso tempo, un monito viene dal Movimento Federalista Europeo: il processo di costruzione di un’Europa veramente democratica è ancora a metà, e spetta ai giovani chiedere con fermezza che venga completato. “Dovete chiedere di poter votare non solo per il Parlamento Europeo, ma anche per la Commissione Europea; dovete chiedere di essere rappresentati a livello mondiale da una sola persona che sia referente per l’intera Europa”, spiega la prof.ssa Di Giacomo.
Un monito, un consiglio, una missione: la guerra e la mafia sono due sfaccettature di uno stesso prisma. La memoria, la conoscenza e la partecipazione attiva alla vita politica e sociale sono validi antidoti per due diversi mali.
I ragazzi hanno ascoltato in silenzio e con molta attenzione le parole riguardo i due argomenti, e hanno poi seguito in corteo la corona di fiori, deposta dal presidente Corallo sulla lapide commemorativa di Aldo Moro.
Due ricorrenze importanti per riflettere e per ricordare. La morte di Aldo Moro ha avuto un significato profondo per la vita dell’Italia: il grande politico della Democrazie Cristiana fu rapito e successivamente assassinato dopo una prigionia di 55 giorni dagli esponenti delle Brigate Rosse. Il cadavere fu ritrovato il 9 maggio 1978. “Il ricordo è importante, è fondamentale”, ribadisce la prof.ssa Di Giacomo guardando i ragazzi durante la commemorazione.
Il ricordo allontana l’oblio: la mafia si serve della dimenticanza come arma principale per appropriarsi del destino dei cittadini. Un cittadino che dimentica ciò che è stato sarà un cittadino passivo: e la passività è proprio quello che serve alla mafia per dilagare
.Un invito all’azione, ad essere protagonisti della storia e della memoria.
Lo stesso invito viene rivolto ai giovani per quel che riguarda l’Europa. Il concetto di “Europa” come unione di stati che condividono le risorse è stato utilizzato per la prima volta nella Dichiarazione di Schuman, il 9 maggio 1950. Schuman era il Ministro degli Esteri francese che, all’indomani della Seconda Guerra Mondiale che aveva messo letteralmente in ginocchio il vecchio continente, immaginò per primo, insieme a Jean Monnet, una via totalmente nuova per la ricostruzione e la pace. La guerra nasce dalla volontà degli Stati di appropriarsi delle fonti di ricchezza altrui: l’idea dell’Europa è invece fondata sulla condivisione di tali beni per la costruzione di un benessere diffuso e generale.
L’Europa è oggi realtà visibile e tangibile per tutti e da quando essa è nata un conflitto all’interno del nostro continente è divenuto impensabile. Allo stesso tempo, un monito viene dal Movimento Federalista Europeo: il processo di costruzione di un’Europa veramente democratica è ancora a metà, e spetta ai giovani chiedere con fermezza che venga completato. “Dovete chiedere di poter votare non solo per il Parlamento Europeo, ma anche per la Commissione Europea; dovete chiedere di essere rappresentati a livello mondiale da una sola persona che sia referente per l’intera Europa”, spiega la prof.ssa Di Giacomo.
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