(foto di repertorio)“Recupero” in aula
Consiglio comunale. Dopo ore di dibattito sui possibili effetti della cera sull’asfalto, nel quale tutti hanno precisato posizioni più o meno fantasiose, siamo al secondo punto all’ordine del giorno: “Approvazione del procedimento di formazione del nuovo REGOLAMENTO EDILIZIO COMUNALE. Adozione bozza”. E qui siamo alle parole difficili! Letture di rito ed intervento dell’assessore Barletta, con un discorso più o meno preparato. Fatidica domanda: “Ci sono osservazioni?”. Silenzio.
Le espressioni approssimative, dei nostri sempre acerbi consiglieri, in fase di interrogazione corrono tra i banchi. Il Presidente Corallo, da buon professore procede : “Passiamo alla votazione”.
Si sveglia una voce dai sedili di opposizione. Un po’ di confusione sul possibile intervento. Prende la parola il consigliere Ciaccia che paventa la possibilità di un’analisi DETTAGLIATA dei cento articoli che compongono la bozza del regolamento. La paura cresce tra i banchi. Accende il microfono Giampiero Risimini.
“Il punto è- ammette candidamente il consigliere- che non è stata letta, neppure in Commissione Urbanistica, una sola riga di questo articolato.(…) Non ci abbiamo capito niente, non sappiamo cosa c’è qua dentro, ma ci dite di approvarlo, che “dopo” lo leggeremo”
Una votazione a scatola chiusa, secondo il consigliere d’opposizione, che toglie dignità al consenso. Una mancanza di “politica”, di capacità di discutere.
E già. Perché il provvedimento- peraltro fondamentale anche per l’approvazione del PUG- trattenuto ben cinque mesi dalla Commissione Urbanistica, in realtà non è stato neppure sfiorato. Niente compiti a casa.
“Voi siete pronti ad approvare ad occhi chiusi un atto che in cinque mesi non avete capito! Vi volete rendere conto di quello che vi stanno facendo approvare? Questo è l’emblema del fallimento della politica urbanistica di questa amministrazione”
Risimini prova a scuotere le coscienze dei consiglieri di maggioranza, ma il Sindaco Emilio Romani interviene deciso: “Qui si rischia di fare lo stesso discorso della cera. Solo che qui si scivola, ma non cade nulla”. Il messaggio è forte e chiaro, della serie “non provarci”. E prosegue: “ Queste bozze si devono approvare, sono importanti per il PUG. Invece di fare considerazioni, entriamo nel merito. Ognuno di voi aveva una copia della bozza e la possibilità di guardarla. A nessun consigliere sarà sottratta la possibilità di fare osservazioni!”. Romani ha abilmente girato la frittata, la domanda indiretta è semplice: “Voi che parlate tanto, che fate i professori, avete letto la bozza? Fate le vostre osservazioni!”. E quindi ancora silenzio. Infine- tra la necessità di discutere emendamenti circostanziati e con pareri tecnici alla mano.- l’accordo bipartisan: consiglio comunale monotematico, fissato per il 12 giugno. Non oltre. Poi 30 giorni per le osservazioni e le controdeduzioni.
“Entro il 12 giugno
FINALMENTE.
Almeno noi...cerchiamo di capirci qualcosa
Cos'è il REGOLAMENTO EDILIZIO
È uno strumento prettamente "tecnico" nel senso che si limita a disciplinare gli aspetti tecnico-estetici, igienico-sanitari, di sicurezza e vivibilità degli immobili e delle loro pertinenze. Il regolamento edilizio, in particolare, definisce i parametri edilizi ed il loro criterio di misurazione, le regole per la presentazione delle istanze di permesso di costruire o per il deposito della denuncia di inizio attività, quelle per la composizione ed il funzionamento della commissione edilizia, ecc. È , quindi, uno strumento che si integra con il Piano regolatore o il Piano strutturale che, si occupano invece degli aspetti previsionali (destinazioni d'uso ammesse, volumetrie consentite, ecc.), poiché definisce i parametri tecnici con i quali concretizzare tali previsioni. Con l'evolversi della disciplina urbanistica - però - si assiste oggi ad un progressivo passaggio delle regole "tecniche" dal regolamento edilizio alle norme di attuazione del regolamento urbanistico ( o del P.r.g.) tanto che il primo, in molti casi, è rimasto essenzialmente un compendio di regole procedurali. Il trasferimento della materia urbanistica alle regioni, inoltre, ha prodotto una variata articolazione di questi strumenti che presentano sostanziali differenze, anche dal punto di vista terminologico.
(wikipedia)
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Commenti
ancora una volta sono d'accordo con te, questo è l'ultimo luogo di questa città dove si fa e si parla di quella POLITICA che tu evochi.
vogliamo ritagliarci o no un ruolo? magari quello di stimolare i giovani a ripensare certi pregiudizi? oppure vogliamo infilarci in un "cul de sac" di sterile conflitto generazionale?
ma alla fine la petizione di cui sopra la ricordi o no?
e che pensi di essa?
non rispondi però a quello che ti ho chiesto che è conseguenza della tua proposta.
quanti politici
probabilmente lei non si ricorda di me, ci siamo confrontati sulla qualità di questa amministrazione con pareri discordi.
le ripeto la domanda che le posi; la politica dov'è?
nel merito degli emolumenti ai consiglieri, mi permetta di rammentarle che giace agli atti una petizione opera dell'attuale capogruppo p.d.l. che chiedeva il dimezzamento degli stessi. lei è a conoscenza di questo documento?
e se ne è ha conoscenza non considera anacronistica la sua proposta?
la saluto distintamente.
se i consiglieri non fnano il loro lavoro nn prendiamocela con Barletta, almeno stavolta