Sette domande per il consigliere di un partito in crisi
In un momento di grave crisi economica, sembra che anche i partiti politici (e gli ideali che li sostenevano) vivono attimi di sbandamento e stanchezza. È quello che sta accadendo al Partito Democratico non solo a livello nazionale, ma anche a livello locale, come dimostra il risultato che ha ottenuto a Monopoli durante le scorse elezioni regionali.
Per discutere problemi, progetti e, soprattutto, per riproporre la candidatura di Giovanni Lacitignola a segretario cittadino, ieri il PD di Monopoli ha organizzato un congresso. A poche ore dal suo inizio abbiamo posto a Francesco Tamborrino, giovane consigliere comunale del PD, alcune domande.
Alcuni esponenti del PD avevano parlato di rinnovamento nel partito, con la speranza di risollevarne le sorti. Ma alla segreteria del PD è stato ricandidato lo stesso segretario uscente, Giovanni Lacitignola. Lei come crede che si possa parlare di rinnovamento candidando la stessa persona? Non crede che sarebbe stato più opportuno candidare un giovane?
“La politica non si può fermare alle persone. La figura che è stata scelta deve essere accompagnata da un progetto politico, può non bastare la persona giusta. Infatti è proprio nel progetto politico che intendiamo inserire elementi di rinnovamento.
Il fatto che Lacitignola sia ricandidato non significa che sia andato tutto per il verso giusto. Abbiamo notato degli aspetti da migliorare, come l'organizzazione interna del partito perché il nucleo consiliare non può essere l'unico braccio operativo. Poi è stato un grande errore non aver proposto qualcuno alle ultime elezioni regionali.
Quanto a Lacitignola il lavoro di squadra è carente ultimamente e la segreteria sarà riconfermata su basi nuove. Non è stata semplice questa scelta perché il partito è contaminato da diverse culture e non era facile trovare una figura di sintesi. Lacitignola riesce a garantire questa sensibilità. Forse il PD di Monopoli deve fare un percorso per proporre alla città una classe dirigente nuova e siamo in forte ritardo su questo. La classe dirigente nuova non può fermarsi al gruppo consiliare.
L'amministrazione ci ha dato una dimostrazione che si possono sfruttare energie nuove, giovani, anche se a loro manca la capacità di mettere in atto un progetto valido, perché non basta essere giovani. In questo il PD ha tanto da lavorare e spero che dopo il congresso cambi qualcosa. È auspicabile che ci sia un rinnovamento.
La segreteria non è debole e tiene unito il partito in un quadro in cui c'è una conflittualità dilagante nei partiti. È stata riproposta la stessa persona ma con basi nuove, pensando al futuro perché c'è da costruire un'alternativa valida per le prossime elezioni comunali. Comunque il PD rimane il fulcro di qualsiasi ipotesi di centro sinistra.”
Come vedrebbe una sua candidatura a segretario del partito?
“Sì, mi sarebbe piaciuto e sarei anche pronto a questo oneroso ruolo, vista l'esperienza acquisita in due legislature. Ma abbiamo fatto una riflessione nel partito e abbiamo deciso che è meglio tenere divisa la componente istituzionale da quella politica. Cioè chi fa il consigliere deve concentrarsi solo su quello e lo stesso vale per chi fa il segretario. Non bisogna ridurre il tutto alla componente istituzionale.”
Cosa pensa del “salto” dei due ex-consiglieri del PD che ora si sono schierati a fianco del sindaco con il nuovo partito Monopoli Futura?
“È un progetto politico asservito alle esigenze del sindaco che non riesce a gestire la sua maggioranza e si serve di altre persone dell'opposizione per annientare i problemi. Il progetto è pure vestito di concetti politici scritti nel suo manifesto che però a me sembra più un necrologio che un manifesto politico.”
Non crede che abbiano voluto “saltare” nella maggioranza solo a causa di stretti interessi legati al Pug?
“Preferisco non commentare la scelta dei consiglieri. Io credo che per essere vicini a certe dinamiche legate al Pug non serve andare dall'altra parte. Hanno lavorato sul Pug per due anni vicini all'opposizione e sinceramente non so perché hanno cambiato bandiera. Il tempo darà ragione. Intanto rimando al mittente tutte le accuse, che a me sono parse solo un alibi. Hanno detto che sono andati via a causa di un isolamento: bè, io non credo sia vero perché tutte le volte che sono stati invitati alle riunioni non si sono mai presentati.”
Come affronterete i prossimi consigli comunali, visto che siete diminuiti numericamente?
“Sì, siamo rimasti in pochi ma buoni a tenere testa a questa amministrazione. Continueremo a portare avanti le nostre battaglie e a coinvolgere associazioni e cittadini per trovare il coraggio e il canale per dire che non se può più di questa amministrazione. Bisogna mettere in campo tutte le forze possibili per tenere insieme tutti i settori della città che sono delusi da questa amministrazione e si trovano in difficoltà, come e l'agricoltura, la pesca, l'urbanistica, la cultura, ecc... Ecco, il mondo culturale di Monopoli, per esempio, è soffocato dal disegno che vede la sostituzione completa delle cose fatte in precedenza con cose nuove, con la convinzione che a lasciare il segno deve essere semplicemente la sostituzione delle cose vecchie. Si pensi ad esempio a Poliscuola, alla settimana del libro, al silenzio assordante che ha circondato la vicenda del Visconti.
Ma per noi le gratificazioni comunque arrivano. Infatti mi capita di essere fermato per strada da persone che nemmeno conosco perché hanno bisogno di parlare e vedono nel PD qualcosa di diverso. Mi rendo conto che la gente è stanca di questa amministrazione e del sindaco. Vuole essere aiutata a costruire qualcosa di diverso.
Il Partito Democratico sta vivendo un momento di crisi a livello sia nazionale che locale. Da cosa è causata questa crisi e cosa manca secondo lei nel PD?
“Non siamo riusciti a trasmettere l'identità di questo partito che è visto dal popolo come qualcosa che non si differenzia dagli altri partiti. Poi incidono delle difficoltà interne, a causa della contaminazione di diverse culture che hanno contribuito alla sua nascita. Spesso accade che invece di preoccuparsi dei problemi reali delle persone, ci si preoccupa solo delle difficoltà interne. Bisogna fare in modo che la politica del PD sia più forte di quella degli altri partiti.”
Come giudica una eventuale candidatura di Nichi Vendola alle prossime elezioni governative?
“La candidatura di Vendola la vedo positivamente ma credo che il centrosinistra si debba liberare dalla personificazione politica. Quindi è necessario che Vendola avvii un discorso politico più vasto di quello che oggi lo vede come un faro. Un leader come lui deve adeguare la politica e il linguaggio ad uno scenario nazionale, deve imparare a parlare alla popolazione del Nord che ha un sensibilità diversa. Deve rimodulare il linguaggio e il progetto politico.”
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Commenti
un partito che dichiara in apertura di congresso che ha 207 tesserati e poi vedi circa 50 anime presenti e nomina 30 persone nel direttivo che partito è?
leggi i nomi del direttivo
Non volevo alludere alle sue propietà , ma se per caso il consigliere ci vuole parlare dei terreni diventati edificabili al Capitolo nulla questio. Del resto conoscendo l'equipe di progettisti qualcosa ho saputo anch'io.
Sfuggente sul perchè si mantiene un segretario che ha perso tutto
Se posso dare un consiglio a tutti noi, preoccupiamoci dei conflitti che in questo Pug camminano sotto traccia, di quelli portati avanti sotto mentire spoglie, perchè sono questi quelli immorali non quelli che si vedono, che si possono toccare e che sono stati portati all'attenzione dell'opinione pubblica fin dal primo istante. In quanto è assolutamente inevitabile e normale che andando a ridisegnare per intero la città ci si possa imbattere in dei conflitti d'interesse, dal momento che anche i consiglieri o, peggio ancora i loro parenti fino al quarto grado, sono cittadini di questa città e possidenti di qualcosa. Serietà e rispetto per le persone richiedono, però, che quando si parla di questi argomenti si abbia la bontà di scendere nel merito delle questioni, perchè altrimenti si rischia solo la macelleria politica. Cosa che, in ogni caso, non mi tange.
Il resto dei commenti, naturalmente, li rispetto ma non li condivido granchè.
Io per esempio avrei approfondito sul Pug e "gli stretti interessi", forse il consigliere avrebbe potuto fornirci qualche ragguaglio.
Comode, troppo comode queste "interviste".
In un partito serio dirigenti e cosiglieri seri dovevano proporsi come ricambio senza temere le contrapposizioni.
In un partito serio si fa un congresso serio con dibattito serio e senza vincoli di tempo!
Un partito in cui non c'è democrazia ma comunismo di vecchio stampo.
Lontano dai problemi della gente, lontano dalle associazioni, lontano dalla chiesa, lontano dai cittadini.
Son gli stessi che ad ogni campagna elettorale chiedevano la testa del segretario, ora non più, anche xkè di teste son rimaste ben poche...
Romani puo' star tranquillo il centro sinistra non ha alternative nè uomini
p.s. ...e si lamentano se Fiume e Lotesoriere hanno cambiato casacca....!!!