…ma i dirigenti diventano un ostacolo se la politica non è intelligente
Le recenti vicende politiche locali hanno registrato una contrapposizione tra volere politico e volere dirigenziale. Emblematico al riguardo è stato il vivace braccio di ferro inscenato dal Presidente del consiglio comunale, Dino Corallo, ed il dirigente Palumbo in merito alla questione spargimento della cera durante la processione dei Santi Medici.
L’opposizione in aula ha più volte rimarcato la contrapposizione. E’ per questo che abbiamo chiesto un chiarimento al consigliere del PD, Giampiero Risimini.
“Da quando la legge Bassanini ha attribuito ai dirigenti una serie di competenze” – afferma il leader dell’opposizione - “i politici si sono visti spiazzati perché tra quello che vogliono realizzare e quello che si può realizzare c’è spesso un salto da compiere e pertanto bisogna sposare le volontà politiche con le esigenze tecniche che stabiliscono i dirigenti.
Il problema è il seguente.
Monopoli ha un parco dirigenti che è tra i migliori del meridione. Una classe dirigente preparata e selezionata con concorsi regolari. Tuttavia anche il migliore dei dirigenti se non ha un politico illuminato al fianco rischia di diventare un ostacolo.
La continua contrapposizione tra politici e dirigenti che anche io registro si palesa in vicende tipo quella della BRICO, ovvero di una realtà commerciale che da lavoro ad una trentina di persone e su cui sono stati investiti tanti soldi e che improvvisamente non può aprire per un piccolissimo dettaglio tecnico. Altro caso è quello della processione dei Santi Medici con il quale si è creato solo panico e confusione nei fedeli. Oppure sulle questioni finanziarie, che spesso trascuriamo, in cui la politica sovente cerca di imporre ai dirigenti scelte non condivise.
Questa contrapposizione si verifica quando la politica non è intelligente e non sa sposare i propri programmi con le regole dettate dai dirigenti.
I politici sono alla guida di una macchina e devono stabilire dove vogliono andare. Tuttavia il come arrivarci devono deciderlo i dirigenti. Spesso accade il contrario per cui i dirigenti fissano gli obiettivi ed i politici pretendono di stabilire come raggiungerli. E’ qui che si verifica il corto circuito!
E’ un corto circuito che si è registrato anche in merito all’adozione del PUG. I ritardi in questa materia derivano da una volontà politica che non ha rispettato i pareri dei tecnici; non ha rispettato il parere del progettista creando i presupposti per un parere negativo della regione.
Stesso discorso vale per i lavori al Borgo. Anche in questo caso vi era un’attività già programmata su cui si è andata ad impantanare una volontà politica condita da pregiudizio ideologico. Poiché era un’opera progettata dalla passata amministrazione andava cambiata ed oggi ci troviamo davanti allo scempio che è sotto gli occhi di tutti.
Guarda caso Peppino Lotesoriere si trova oggi ad appoggiare quelli che sono stati i maggiori detrattori del suo operato. Lo hanno criticato ed offeso per quello che era stato il progetto di opera pubblica di maggior peso del suo assessorato.
Quando la classe politica è di molto inferiore alla classe dirigente qualcosa non funziona!
Un buon amministratore non necessariamente deve saperne di più del suo dirigente ma almeno deve essere all’altezza delle sue conoscenze, altrimenti sarà sempre subalterno al dirigente”.
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Commenti
Ecco.... di qui i giudizi non proprio lusinghieri.
Le prerogative dell'organo politico e le competenze della burocrazia attengono ad un altro discorso.
credo proprio che lei mi sopravvaluti, in ogni caso non ho scritto questo, dico solo che cosi come ad un "politico attento" non devono sfuggire certi dettagli, nemmeno ad un professionista preparato, fors'anche distratto, non dovrebbero sfuggire certe anomalie nell'esecuzione della opere cantierizzate in città .
tuttavia sono d'accordo con lei sulle responsabilità dei dirigenti che non sono però, a mio parere, più autorevoli dell'assessore.
Mi meraviglio che un politico attento come lei dica che le responsabilità tecnico-cantieristiche siano di un sindaco e un assessore. Non dovrei essere io a ricordarle che esistono i dirigenti, i quali grazie alla Bassanini sono molto più autorevoli dell'assessore. O sbaglio???
c'è poco da ridere, se solo pensa che questa città è nelle mani di due ingegneri
(romani, pasqualone) bisogna interrogarsi con angoscia sulla validità della nostra università e sulla pericolosità dei progetti dei professionisti che partorisce.
saluti.
Ad ogni buon conto non potete pretendere che l'oste, intervistato, vi dica che il vino è aceto.
SEMBRANO LE DICHIARAZIONI DLE GIORNALISTA
E soprattutto quelle a cui i politici non desiderano rispondere perchè riguardano amici ed amici degli amici.
è un insieme di dichiarazioni manco virgolettate...
Per il resto, il giornalista non è tenuto ad esprimere le proprie opinioni.
L'ultimo casino? Il concorso riguardante la polizia municipale. Qualcuno ha notizie dettagliate? Qualcuno ha ascoltato il benché minimo bisbiglio levarsi dai banchi dell'opposizione?
Chi controlla? Sul Pug ci sono vicendevoli coperture, ne sapremo mai nulla?
Io credo manchi poco che i cittadini vadano a prenderli coi forconi i propri rappresentanti politici...
Ma i cittadini non gradiscono questi "silenzi" e ne tengono conto.
ormai mi stò abituando alle patenti e agli insulti, stamattina mi hanno dato del "chiacchierone" perchè ho osato esprimere una opinione a mezzo stampa, non si usa, non bisogna pensare, non sta bene, c'è già chi lo fa per tutti, ora tu mi dai dell'"animoso".
non lo sono, sono semplicemente di opinione diversa, il dirigente dirige, non mette bastoni tra le ruote, guadagna come legislazione stabilisce, alla stregua del segretario particolare del sindaco, diroma, e dell'addetto stampa, scarafino e tutti i dipendenti comunali.
dare a cesare quel che è di cesare, per me, non è animosità , i dirigenti comunali, a quanto mi consta, fanno esattamente quello che dici tu, indicano seriamente, responsabilmente, con competenza e enorme difficoltà il modus operandi della gestione del quotidiano, in quanto dimentichi che il programma e la programmazione non ci sono, non ci sono mai stati, come sai, non sono mai stati presentati, si naviga a vista, l'elettorato ha firmato una cambiale in bianco, i politici improvvisano costosissimi spot per consolidare il loro pacchetto di voti.
come dici tu, ogni consigliere è un partito, e i dirigenti devono barcamenarsi nel marasma di ventitrè partiti che chiedono ognuno la propria parte di visibilità , senza una idea comune di città , territorio e comunità .
rogito ergo sum.
è consuetudine delle amministrazioni comunali assumere dirigenti a termine
il caso Monopoli è emblematico. I sindaci cambieranno ma loro resteranno x 30 anni... alla fine saranno stati i veri sindaci
quindi i dirigenti devono essere più disponibili, per realizzare le volontà politiche, a prescindere dalle leggi e dai regolamenti che sono tenuti, in ordine alle loro competenze specifiche, a rispettare?
quindi un dirigente tecnico che ci mette anni ad entrare in possesso delle specificità e delle criticità di un territorio e di una comunità , appena raggiunto questo obiettivo minimo, a casa, e avanti un altro, anche se straordinariamente capace e preparato?
quindi colleghi imprenditori, se dopo aver formato per anni un dipendente, questo vi sembra alla fine del suo percorso di apprendimento, tale da poter essere finalmente una risorsa per la vostra azienda, via, non serve più, ci vuole un nuovo apprendista.
quindi se piazza vittorio emanuele sembra un luogo appena bombardato da forze nemiche la colpa è dell'ex sindaco leoci?
è un modo molto singolare di ragionare, lo rispetto ma non lo condivido, potrebbe far pensare alla propaganda più demagogica, non tiene presente infatti, con serena equidistanza, la realtà e gli accadimenti che si susseguono.
mi informerò, se è consuetudine delle amministrazioni comunali, assumere dirigenti a termine, o meglio usare lo "spoil sistem", in modo da rendere i dirigenti succubi e dipendenti dalle volontà , spesso "pericolose" dei politici, e privarli delle loro competenze nel merito del controllo all'applicazione delle leggi.
della loro facoltà di "dirigere", appunto.