Sabato 26 Maggio 2012
   
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"PROTOCOLLO ITACA- PUGLIA"... ED IL PUG!

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"ABITARE SOSTENIBILE"
Gentile Redazione,

sembrava appagata più del solito la prof.ssa Angela Barbanente, venerdì pomeriggio della scorsa settimana, nella sala convegni del complesso ospedaliero Saverio De Bellis di Castellana, mentre parlava a fronte di un affollatissimo uditorio di tecnici (geometri, ingegneri, architetti) per illustrare il cosiddetto “Protocollo Itaca-Puglia”.

La piacevole vivacità dell’Assessore regionale all’Assetto del Territorio, espressa a tutto tondo per la sua grande cultura urbanistica, ha fortemente caratterizzato il primo tema, “L’evoluzione della progettazione”, promosso dalla Civica Amministrazione della brillante cittadina delle Grotte. Il filo conduttore si è sviluppato quasi in sordina con l’illustrazione, da parte di due relatori della Cadding Srl, di un potente software che permette di aumentare la “produttività” professionale dei progettisti, grazie all’accesso di un database e di un sistema grafico per mezzo dei quali è possibile sviluppare applicazioni specializzate di progettazione e disegno per qualsiasi necessità. La convergenza delle innovative idee della Barbanente con l’uso di attrezzature computerizzate, è stata totale. Sostanzialmente ha messo a fuoco la necessità di ”abitare sostenibile”, una necessità primaria socialmente ed economicamente intesa. A nessuno è più consentito di trasformare il territorio com’è stato fatto finora, ha detto, senza tener conto dei caratteri paesaggistici. Bisogna ora valutare la vivibilità delle nostre città, per cui i nuovi strumenti urbanistici regionali saranno tutti orientati al rispetto dell’ambiente e delle risorse. I Pue (piani urbanistici esecutivi), inoltre, sono molto importanti e devono essere riferiti alla sostenibilità, alfine di costruire edifici accettabili in rapporto alla presenza del verde urbano, per ridurre il calore, il rumore e il dilavamento delle acque meteoriche.

L’edilizia tradizionale, ha spiegato ancora l’Assessore, vive una crisi strutturale legata ai ridotti movimenti demografici e al crollo della domanda a seguito di una diminuita ricerca della casa, nonostante si sia elevato il livello di soddisfacimento della stessa. Il tema della riqualificazione delle città è un tema urgente da affrontare e risolvere, facendo dell’edilizia “regionale”, geograficamente intesa, un punto di riferimento nel Mediterraneo: una filiera a basso consumo energetico prendendo la città di Bolzano come modello di impostazione. Insomma, la casa non più come un bene statico ma una struttura flessibile e variabile secondo le necessità familiari fino (addirittura) alla sua totale “estinzione”, quando non serve più. I pochi tecnici miei concittadini, lì presenti, credo abbiano accresciuto il loro bagaglio di esperienze da mettere in pratica, se vorranno davvero salvare l’ambiente e migliorare la vivibilità non solo nostra, ma specialmente quella delle generazioni a venire.

Oltre all’assessore all’Urbanistica di Castellana con i suoi collaboratori era presente anche il Sindaco, il quale ha apprezzato e magnificato il lavoro svolto da tutti i relatori. Per quanto mi riguarda, devo ammettere che quel “sopralluogo” extraterritoriale mi ha indotto a pensare che, se il forum si fosse tenuto a Monopoli, forse avrebbe mosso il nostro Comune ad abbandonare quella ormai superata ipotesi di Pug e rielaborarne la cartografia alla luce delle nuove procedure, visto che nella nostra città di case da “abitare sostenibile” ce ne vorrebbero tantissime. Non edificandone altre, ma riadattando e modificando quelle esistenti parecchio in eccesso rispetto alle necessità della popolazione. A conferma della mia “escursione” pomeridiana, dichiaro di aver fatto la conoscenza, fra gli altri, dell’ingegner Maria D’Ambruoso che, oltre ad aver promosso il convegno con altri tre suoi colleghi, svolge tuttora la sua attività professionale proprio presso la IV ripartizione (Edilizia privata, Urbanistica e Ambiente) del nostro Ufficio tecnico comunale. Non è poco, per un paese (come il nostro) ancora alla ricerca di una progettualità che faccia del proprio territorio un habitat ecosostenibile.

Cordiali saluti,

Franco Muolo

Commenti 

 
#6 Franco Muolo 2010-06-13 19:36
Gli chiederei prima di tutto se saranno in grado di "disboscare" quel 25per cento in più del fabbisogno previsto nella zona industriale e dove eventalmente andrebbero a posizionarlo, visto che l'area per la maggior parte è interessata da pregiati uliveti secolari. E poi, tanto per restare nel tema, sarei curioso di sapere se nelle aree destinate alle cooperative potrà essere possibile edificare direttamente, ossia con il sistema in economia, senza dover per forza appaltare i lavori a un'impresa. Sai Michelà, con i tempi che corrono, non so se mi spiego!
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#5 Michelangelo Montanar 2010-06-13 03:56
Martedì sera ho appuntamento con un politico per un'intervista sul PUG zona Capitolo e sul regolamento edilizio. Avete qualche curiosità, dubbio o perplessità da sottoporre all'attenzione?
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#4 Franco Muolo 2010-06-12 11:48
Cari commentatori, vi ringrazio dell'apprezzamento del mio povero scritto. Ho acquisito questa mentalità (purtroppo di minoranza) per il rispetto della natura proprio lavorando da pubblico dipendente del settore, e assistendo inerme a quegli scempi edilizi del nostro territorio già a partire dai primi anni Sessanta, con la cementificazione del litorale sud di Monopoli (Capitolo Losciale in primis) in particolare prima e con la selvaggia espansione edilizia della nostra città poi. Il mio ruolo è stato quello di servire la politica urbanistica più o meno sbagliata in tutti questi anni. Ho combattuto la mia battaglia allora per cercare di contenere nel mio piccolo la devastazione del territorio. Non me ne vanto e non mi pento della mia passata attività. Ma una cosa ho capito: se non saranno i giovani, oggi, a prendere le redini dello sviluppo urbanistico di questa città, credo che non ne usciremo. Noi avevamo l'esempio devastante di una guerra appena finita, loro hanno sotto gli occhi il nostro operato, che allora poteva avere anche una logica oggi non più ammissibile, quella della fame e della necessità di un rifugio a tutti i costi.
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#3 angelo vito lamanna 2010-06-12 00:15
secondo me facciamo in tempo eccome!!!!
ma perchè dopo trent'anni di attesa dobbiamo accettare un p.u.g. obsoleto in partenza?
caro franco ricorderai l'ilarita al carmine quando dissi che era il caso di disegnare un nuovo piano, visto che era avversato da tutti.
ritengo anche alla luce di questo ottimo e interessante (come sempre) intervento, sia il caso di sollecitare la cittadinanza a prendere in considerazione un p.u.g. alternativo, che metta al centro del progetto la relazione tra l'uomo, il territorio, la qualità della vita e l'aspetto dei luoghi dove dovremo passare il nostro quotidiano.
e non è per nulla detto che non sia compatibile con i forti interessi economici che l'immobiliarismo muove.
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#2 FilippoRossi 2010-06-11 22:58
Complimenti sig. Franco per la sua competente ed esauriente relazione.
Con puntualità e rigore tecnico lei sgue con passione molte vicende della nostra città.
Sarebbe molto utile se prendessero in seria considerazione i suoi utili consigli. Intelligenti Pauca !
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#1 ANONIMO72 2010-06-11 20:42
Egr. Franco Muolo sono pienamente d'accordo con le sue osservazioni, il problema principale che il ramo dell'ediliza che si occupa del Sistema Edificio in teso come risparmio energetico è in continuo evolversi, dato dal fatto che essendo una materia molto recente, anche nel PUG elaborato dal Prof. Oliva quale ambientalista, se ne parla poco. Basti pensare che in italia, ma è una constatazione anche a livello europeo, circa il 60% dell'energia che il nostro ha bisogno viene consumata per il riscaldamento dei fabbricato anni 50-60-70-80. Quindi se si riuscisse a tamponare questo spreco di energia avremmo si dato una mano all'ambiente, al portafoglio, alla salute ecc.ecc. Se portiamo l'esempio nel Comune di Monopoli, dove sa meglio di me lo scempio realizzato negli anni 60-70 dall'edilizia, ci accorgiamo quanto si può fare. Purtroppo il PUG, incentrato sul costruire e non sul recupero e adeguamento energetico, non esamina questo problema nei vari aspetti. Dal 2011 tutti gli immobili che saranno oggetto di compravendita devono avere il "certificato energetico" pena la nullità dell'atto. Ma allora dovremmo già adeguare il PUG ancor prima di averlo reso attuabile? Credo proprio di si, se vogliamo un paese eco-sostenibile e dare il contributo nel nostro piccolo all'ambiente che ci circonda. Ma faccimao ancora in tempo?.....
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