Sabato 26 Maggio 2012
   
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RIGENERAZIONE URBANA: UN TRENO IN CORSA

romani_donghia

 

 

 

 

 

La Barbanente “frusta” i Comuni inadempienti.

 

Che cosa sono i programmi di rigenerazione urbana?

I programmi integrati di rigenerazione urbana sono strumenti volti a promuovere la riqualificazione di parti indicative della città e dei sistemi urbani, mediante interventi organici d’interesse pubblico. I programmi si fondano su un’idea-guida di rigenerazione, legata ai caratteri ambientali e storico-culturali dell’ambito territoriale interessato, alla sua identità, ai bisogni e alle domande degli abitanti. Essi comportano un insieme coordinato d’interventi in grado di affrontare in modo integrato problemi di degrado fisico e di disagio socio-economico.

Lo strumento, nato nel luglio 2008 e adottato nel febbraio 2009 dalla Regione Puglia, è poi diventato obbligatorio per i Comuni interessati all’accesso ai fondi dell’asse 7 (asse “città”, per 35.000.000 di euro) nel marzo 2010, per mano dell’assessore Barbanente.

Dei Comuni pugliesi, solo Corato aveva già adottato il documento programmatico.

L’obbligatorietà del provvedimento, in scadenza il 20 giugno, è stata appresa dai sindaci della nostra area vasta e da tre province, nella riunione di piano di mercoledì 7 giugno.

Da quel momento è partita la corsa contro il tempo.

La delibera della Giunta monopolitana, in merito al documento programmatico del nostro comune (integrato a quello dell’area vasta) è del 17 giugno. L’analisi del provvedimento è avvenuta nel Consiglio comunale di sabato 19, per mancanza di tempi adeguati alle corrette procedure d’analisi e di osservazione.

A spiegare le procedure in aula, l’ing. D’Onghia e il Sindaco Romani.

LA SPIEGAZIONE DEL SINDACO

Sono assolutamente convinto che non sia questo il modo di portare i provvedimenti in aula. Il documento nasce nel luglio 2008 e stabilisce le norme di rigenerazione urbana. Il 12 febbraio 2009 è adottato questo strumento e, in conformità al medesimo, si stabilisce, tra l’altro, che ogni finanziamento proveniente dall’asse città segua un modello di sviluppo proporzionale alla grandezza del territorio. Monopoli farà il suo modello in maniera autonoma.

Dal 2008 a oggi si contano, dunque, due anni per la preparazione del documento programmatico.

Invece no – chiarisce Romani – perché una delibera della Giunta regionale, del marzo 2010, ha corretto le cose. Condivido l’idea dell’assessore Barbanente di obbligare tutti i comuni pugliesi alla sua adozione. Si potrà accedere ai finanziamenti dell’asse 7 (pari a 35.000.000 di euro), solo se si è dotati di questo piano. Ora capite bene che da mercoledì 10 giugno, nel Consiglio per il piano, abbiamo approvato questa idea abbastanza obbligatoria, ottenuta la prima bozza di delibera di consiglio di tutti i Comuni dell’area vasta.

L’approvazione di un documento programmatico di rigenerazione è un modello molto piccolo rispetto a quello più ampio del PUG, che noi stavamo portando avanti. Un’ovvietà di poco conto rispetto al PUG, che già teneva conto della rigenerazione. Questo, ovviamente, non elimina le responsabilità.

Queste le aree di riqualificazione individuate per Monopoli (per le quali anche i privati, in partenariato con il Comune, potranno dare un contributo):

AREA PORTUALE: creazione del waterfront urbano, riqualificazione della banchina Solfatara, verifica e riqualificazione dell’area portuale occupata da edifici industriali obsoleti Per il centro storico si prevede la riqualificazione dei percorsi per i quali manca ancora un intervento. Anche i privati, in partenariato con il Comune, potranno partecipare alla riqualificazione.

CONTRADE: Delle 90 contrade monopolitane, 16 godranno della riqualificazione degli  spazi pubblici, del potenziamento della pubblica illuminazione e della realizzazione di opere, seguendo i parametri del redigendo PUG.

AREA TRULLI (ancoraggio alla Valle d’Itria): valorizzazione e riqualificazione.

Ciò non aggiunge e non toglie nulla alla programmazione urbanistica che oggi stiamo ricalcando – ha chiarito l’ing. D’Onghia.

L’opposizione però solleva dubbi. L’indice è puntato sui tempi di approvazione e sul ritardo nell’adozione del provvedimento, sulla documentazione insufficiente e non reperibile e, per finire, sulla mancata partecipazione della cittadinanza e degli enti, pubblici e privati.

A rispondere è sempre l’ing. D’Onghia: C’è un treno che sta passando. C’è un Comune (Corato) che ha già il biglietto per la corsa e che sale in treno. Ci siamo noi che non abbiamo il biglietto, ma abbiamo i soldi in tasca. Ci sono poi Comuni che non hanno né biglietto né soldi. Saliamo tutti in vettura: quando passerà il controllore, a Corato non dirà niente. E a noi? Farà pagare il biglietto o ci dirà di scendere? Questo non lo so. Il documento programmatico è coerente ai principi del Pug, dunque le osservazioni sono insite nel Piano urbanistico.

Nessuna risposta, invece, al dubbio di Cecilia Matera: In fretta e furia si porta il provvedimento, si deve approvare…Delle due l’una: o siete degli impreparati, o probabilmente avete già individuato qualcuno al quale affidare la progettazione. E di questo, mi dispiace, darete conto alla città. Che non vi sopporta più!

Commenti 

 
#1 maria 2010-06-22 19:32
brava Cecilia hai proprio ragione! A me mi è venuta pure l'orticaria solo a vederli!!!!
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