Approvato l’accordo di programma, ma spunta un cavillo legale.
Grazie alla presenza della minoranza in aula, non viene meno il numero legale. Così in Consiglio comunale si può discutere del primo punto all’ordine del giorno: ratifica dell’accordo di programma sottoscritto il 10 giugno 2010 tra Comune e Regione, sul PIRP che riguarda l’area Piccinnato.
E’ l’assessore all’Urbanistica, Piero Barletta, a introdurre l’argomento in aula:
«Siamo arrivati alla fase finale di questo P.I.R.P. che vede le sue origini nella passata amministrazione. Anche quest’Amministrazione ci ha messo del proprio. Abbiamo pensato di chiudere nel più breve tempo possibile la procedura. La convenzione tra il Governatore della Puglia, Vendola, e il nostro sindaco è stata sottoscritta il 10 giugno di quest’anno.
Sulla scorta di questo P.I.R.P. il nostro Comune riceverà circa 3 milioni di euro per realizzare un asilo nido, una palazzina per edilizia sociale, la riqualificazione delle palazzine dello IACP, una piazzetta e una struttura ricettiva e commerciale.
Con questa ratifica consiliare l’iter burocratico potrà proseguire.
Spero che non ci sia ostruzionismo da parte vostra!»
Immediata la replica del consigliere di minoranza Giampiero Risimini:
«Voglio rammentare all’assessore Barletta che, ove non se ne sia accorto, questo Consiglio comunale si svolge grazie ai consiglieri di minoranza, che sono rimasti in aula garantendo il numero legale. Appare fuori luogo parlare di ostruzionismo da parte nostra. Forse ostruzionismo è il lavoro di taluni elementi della maggioranza. Pertanto, sarebbe più logico temere la sua maggioranza, non la nostra opposizione».
Il capogruppo del PD prosegue la sua disamina della questione:
«Questa sera ci troviamo ad approvare un provvedimento strategico per il recupero urbanistico di un’area (l’area sita nei pressi della via Traiana) che nel passato ha registrato una grande trascuratezza da parte delle amministrazioni locali. Quando nella passata Amministrazione decidemmo di partecipare al bando regionale, non avemmo difficoltà a individuare quella zona come bisognosa di una riqualificazione.
Tuttavia è doveroso rilevare una differenza rispetto al piano di rigenerazione urbana portato in Consiglio comunale da quest’Amministrazione qualche settimana fa.
Anche questo PIRP, all’epoca, giunse in Consiglio in extremis. Ciò tuttavia non impedì di rendere partecipi del progetto gli abitanti del quartiere e i proprietari delle aree interessate. Pertanto è merito di quel coinvolgimento se siamo davanti a un progetto del costo complessivo di circa 11.000.000 di euro. Il Comune, di suo, investe solo il 10-15%, mentre il resto deriva da contributi di altri enti pubblici e, soprattutto, da privati.
E’ tutto questo che è mancato nel vostro piano di rigenerazione urbana.
Questo PIRP dovrebbe esservi di esempio. Ratificheremo quest’accordo concluso con
Il consigliere gela l’assessore Barletta quando evidenzia un cavillo legale capace di rendere vani gli sforzi sino a oggi compiuti:
«Noi abbiamo il piacere di leggerle le carte e così ci accorgiamo di cose che spesso sfuggono a questa maggioranza», afferma Risimini.
«Su questo provvedimento vi è una grande spada di Damocle e spero che abbiate fatto qualcosa per evitare che il problema esploda.
Il parere favorevole della Regione è condizionato alla non previsione di strutture alberghiere per le aree di proprietà privata. L’accordo di programma stipulato dal Comune di Monopoli prevede questo vincolo. Tuttavia il protocollo d’intesa stipulato dal Comune con i privati (art. 2 punto 6) prevede esattamente tale possibilità, attribuendo a essa natura di patto essenziale.
Questo PIRP, quindi, presenta seri elementi di caducità, se non vi sarà una rinuncia dei privati a tale possibilità.
Inoltre: non è vero che il PIRP può essere applicato parzialmente, solo per la parte dei finanziamenti pubblici.
Se non avete pensato a opportune tutele, questo PIRP nasce già morto. Spero che riusciate a convincere i privati ad accettare le condizioni dettate dalla Regione».
A chiarire la questione interviene il dirigente D’Onghia:
«Il progetto originario non prevedeva gli standard sufficienti per la realizzazione di strutture alberghiere e pertanto
Assai più perentoria è la replica dell’assessore Barletta:
«Il piano è nato monco perché voi avete adottato un piano senza i relativi standard! Dovremmo, anzi, ringraziare la mediazione dell’Ing. D’Onghia che ha ottenuto un parere favorevole, sia pure vincolato».
A concludere il botta-e-risposta, sempre Giampiero Risimini:
«Le manca l’approccio adeguato. I progetti non li fanno i politici. Se questo progetto aveva qualche punto debole, tipo un’inadeguata quantificazione degli standard, va anche dato atto che esso ha ottenuto una valutazione molto favorevole in termine di punteggio. E ciò ha permesso al Comune di Monopoli di ben collocarsi in graduatoria.
Dove manca il ruolo del politico? Nel risolvere quei piccoli problemi che possono presentarsi. Lei non ha risolto il problema perché, nonostante l’impegno del dirigente, è mancato il lavoro dell’amministratore. Lei non aveva per nulla cognizione del problema da noi evidenziato.
Quali saranno le conseguenze? I privati potrebbero decidere, invalidando il protocollo d’intesa, di far saltare l’accordo di programma, giacché il punteggio elevato lo abbiamo ottenuto grazie all’adesione dei privati.
Il problema non è quando esso si è presentato. E’ importante che un buon amministratore mi dica che cosa ha fatto per superare il problema!»
A ogni buon conto, l’accordo di programma è approvato (eventuali cavilli legali permettendo).
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La colpa era solo dei TIFOSI monopolitani...vero ??? Ch... - MONOPOLI, POLIGNANO: PRES...
ma siamo tutti meravigliati? basta che qualche ispettor... - LA REGIONE DICE NO A CANA...
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Allora secondo lei il problema è solo mio? se aumentano... - SCARCERATO IL CONSIGLIERE...
lui ke deve kiedere i danni a lei........ma ke vergogna... - LA REGIONE DICE NO A CANA...
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come il caos canale 7...
risimini soffre di amnesia
farebbe bene ad andare nel centrodestra..