Sabato 26 Maggio 2012
   
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NEL QUESTON TIME NON C'E' DIRITTO DI CRITICA

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Tutti muti i consiglieri di maggioranza presenti, tranne Spinosa.

Risimini “Vogliono mettere il bavaglio anche alla minoranza!”

Come vi avevamo preannunciato il question time di ieri sera vede presenti solo 6 consiglieri di maggioranza (che nel corso del dibattito diventano anche meno). Tutti faranno scena muta, tranne il consigliere Spinosa, che (onore al merito) non si attiene agli ordini di scuderia.

Presente anche il consigliere Lacatena, muto anch’egli, ma sempre pronto a chiedere il rispetto dei 5 minuti di durata degli interventi al Presidente ogniqualvolta qualche consigliere di minoranza sforava il tempo assegnato.

13 i punti all’ordine del giorno, tutti molto importanti. Si discuterà di strutture precarie, piano delle coste, PUG, centro sociale di Via Gobetti, lavori del borgo, ecomuseo, declassazione del Comune di Monopoli, contributi a Canale 7, illuminazione in c.da San Francesco, contributi alle associazioni, dismissione della Cervinia ed attività imprenditoriali nell’area dell’ex Ceramica.

Il question time presenta un inizio scoppiettante.

E’ il consigliere Stefano Lacatena a scaldare gli animi.

Alla luce del regolamento gli interventi possono essere fatti da tutti gli interpellanti o interroganti firmatari dell’interpellanza o soltanto da uno di essi?”, chiede sornione al Presidente.

Pronta arriva la risposta del Presidente, Dino Corallo:

Stiamo facendo un uso improprio dei question time. In passato l’ho permesso ma quando un consigliere mi esorta a far rispettare il regolamento, sono obbligato ad applicarlo. L’interrogante deve ottenere le risposte da parte dell’assessore competente a rispondere, eventualmente chiedere ulteriori chiarimenti, contestare la veridicità delle risposte fornite ma non può entrare nel merito, non può giudicare l’attività e l’operato della maggioranza.  Questo è lo spirito del question time! Ci saranno altre sedi per dibattere sul perché delle scelte dell’amministrazione

C’è anche il terrore della democrazia e del diritto dei consiglieri di esprimere le proprie opinioni! Per 5 anni il question time si è svolto così ed ora si vogliono cambiare le regole” – il consigliere Giampiero Risimini non trattiene il disappunto – “Lei  sta tornando un fazioso partigiano. Ognuno dei consiglieri firmatari ha diritto a porre le proprie perplessità all’assessore interrogato. Solo in quanto siete riusciti a rendere muti i consiglieri di maggioranza volete rendere mutui anche noi della minoranza, addirittura omettendo il diritto di critica. Mi dite come si fa a contestare una risposta senza entrare nel merito della questione? Come vi viene di pensare di impedire ai consiglieri di minoranza di muovere critiche all’amministrazione. Recuperate un minimo di credibilità intellettiva!

Dopo due anni e mezzo di legislatura oggi c’è la novità! Questo perché VI HANNO IMPOSTO NON PARLARE!

Quello che è stato fatto finora non corrisponde alla legalità” – non disdegna la replica Corallo - “Il diritto di critica nel question time non c’è! Non può essere trasformato in comizio elettorale!”.

A sedare i dubbi del consigliere Stefano Lacatena interviene il segretario comunale supplente (ancora per qualche mese in attesa dell’arrivo del nuovo segretario, Elena Bello):

Ritengo che non essendo chiaro il regolamento in merito, lo stesso non può essere interpretato in maniera restrittiva

Continua tuttavia l’acceso botta e risposta tra Risimini e Lacatena.

Vi prego. Non trasformiamo questa aula in una bottega di prim’ordine!”, cerca di sedare gli animi Dino Corallo.

A chiudere le danze il discorso finale del sindaco:

Non voglio entrare nel merito delle questioni in discussione. Non mi risulta che a qualcuno sia stato impedito di parlare. Se dobbiamo applicare il buon senso credo che per ottenere una risposta basta una sola domanda”.

Dopo mezz’ora di discussioni sterili, il question time può cominciare e si andrà avanti per più di sei ore tiratissime.

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rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

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