"Io proseguo con coerenza e libertà”.
L’entrata in scena del fratello Nicola Napoletano con il nuovo movimento di Canonico non sfiora Marilù Napoletano, che continua, serena, la sua attività di consigliera di opposizione. Le polemiche scatenate dal legame familiare le scivolano addosso. E’ tranquilla.
In molti parlano di una strategia di famiglia in vista della tua candidatura alle Amministrative.
Ritengo che sia una questione personale. Quella di mio fratello è una sua scelta. Lui fa le sue scelte, io le mie. Siamo in una famiglia democratica. Quello che mi dispiace è che si pensa che ci sia mio padre dietro, perché assolutamente non è così. La scelta di mio fratello attiene alla sua vita; io ho fatto altre scelte, sono nel Partito Democratico e sono serena. E’ la serenità di chi non ha nulla da nascondere; di chi fa un percorso, di chi – anche se dovesse ambire a una candidatura – non ha bisogno di questi mezzucci. Perché una persona, prima di ambire a una candidatura, deve convincere l’elettorato. E l’elettorato lo convinci con la coerenza, con le idee che porti. Quindi, io smentisco categoricamente l’idea che dietro alla scelta di mio fratello ci sia qualcuno che muove le fila, perché – lo ripeto – non è assolutamente vero. Anzi, se ci fosse un progetto del genere, sarebbe da stupidi farlo in questa maniera! Sarebbe anche stupido utilizzare mezzucci così evidenti.
Che cosa ha da dire in merito alla candidatura?
Il problema non è essere o no candidato sindaco. Il problema è avere un progetto, portare un progetto alla gente. Secondo me la grandezza di una persona la vedi dalla capacità di incassare, di prendere, di stare all’opposizione, di non fare la politica come tono muscolare. Io faccio la politica per quel poco che posso dare, e per fare questo sto bene così come sto. Poi, un domani potrà esserci un progetto, ma un progetto, non una persona. Un progetto portato da una persona! Si tratta, io credo, di due cose diverse!
Quindi Marilù Napoletano rimane nel Partito Democratico?
Finché ci sarà l’idea di un partito riformista e democratico, io sarò al mio posto. Dal giorno in cui sono stata eletta, ho sentito gente che mi diceva di passare dall’altra parte. Ma Marilù sta al suo posto, nel partito per il quale è stata eletta. Perché io sono stata eletta in questo partito, perché sono serena, perché ho creato dei rapporti con gli elettori, perché esercito, con i miei compagni di schieramento, il mio dovere di controllore della maggioranza. E mi piace! Mi piace fare l’opposizione. C’è qualcosa di male? Non ho sete di potere. Alla fine di questa esperienza (perché di questo si tratta, di un’esperienza, poiché la politica a questi livelli non ti dà da mangiare) io farò un bilancio e deciderò se ricandidarmi. Se dovesse finire fra tre anni, andrà bene ugualmente, sarà stata un’esperienza che porterò con me. Non vivo di politica! Mi piace la mia città.
In merito alla Puglia Prima di Tutto, lei crede che dietro questo movimento ci sia una mossa strategica?
Io non lo so, non so se è una mossa strategica. Non lo voglio neanche capire. E’ una cosa lontana dalla mia logica.
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Commenti
altro che chiacchiere, invece di salvaguardare sia il sito che la banca dei monopolitani si fa polemica per sentito dire.
gli "assegnoni" sono solo una parte della considerevole cifra che la "mia" banca, per statuto, distribuisce in beneficenza sul territorio.
La tua teoria mi sembra troppo arzigogolata, francamente di là dall'essere credibile. Non foss'altro perché, intanto si riferisce ad alchimie non alla portata dei modestissimi dirigenti monopolitani, e fa uso di categorie applicabili a discorsi sui massimi sistemi, ma meno ad una modestissima sezione locale di partito in cui ci si arrabatta per ottenere, senza troppi sofismi e con ogni mezzo, solo e molto prosaicamente qualche voto in più.
Forse dovresti leggere meno i notisti politici e i classici pezzi sui "dietro le quinte". Credo possa giovare alle tue ricostruzioni, specie quanto al senso del reale.
Un ultima cosa: il PD non è morto, semplicemente non è mai esistito perché, a proposito di alambicchi, è frutto di tesi dottrinali artificiali e alquanto singolari.
Coerentemente con il mandato conferitole dagli elettori resta nel PD.
Mentre la famiglia sposta le truppe che hanno consentito un buon risultato a Monopoli sono con loro, lei rimane nelle fila del partito che l'ha eletta.
Sono d'accordo che avrebbe dovuto scusarsi con gli elettori che volendo un centro sinistra vincente in Puglia hanno votato Vendola e Canonico su sua indicazione.
Di progetti portati avanti dalla stessa ne vedo pochi, non bastano i sorrisi per diventare Sindaci, ci vogliono uomini e donne pronte alla "guerra" e il PD ormai tace su tutto.
Lacitignola amministra il partito come fosse una parrocchia, mentre il coro dei consiglieri canta i chierichetti nelle stanze preparano la messa.
Una Messa funebre, senza omelie, dove il parroco Lacitignola non riesce più a inorgoglire la sua comunità che si sfalda sempre più.
La Pierro in clausura, Lotesoriere e Fiume ormai calvinisti, sono lontani.
Che fine hanno fatto anche i Lapenna e Cavaliere?
Gli ex margherita svaniti nel nulla, i socialisti di Tedesco come ministranti rimane solo qualche ex Ds a mostrare i muscoli ormai anchirosati.
Alla fine della messa si alza Minguccio il Diacono e dice: "la messa è finita..... andate in pace.
Il centro a monopoli avanza (API, Moderati e Popolari, PPDT, UDC, e ci metto anche l'IDV e il PD? muore........... grazie lacitignola!
Siiii? Bene, allora continua beatamente a dormire... in attesa delle scuse, s'intende!