Sarà il capogruppo del PDL a decidere il futuro dell’Amministrazione.
Non è un periodo facile per
Sono molte le poltrone assessorili che scottano, ma le cariche di Rotondo, Pasqualone, Orciuolo e Barletta non si toccano, almeno secondo quello che pare essere il volere del primo cittadino.
Tuttavia i cosiddetti consiglieri dissidenti del PDL non demordono. Ieri mattina (lunedì) alle 10,30 si sono riuniti presso la sede del partito per confermare che la richiesta avanzata non è trattabile.
Se i 4 consiglieri del PDL dovessero far seguire alle minacce i fatti, potrebbe essere un problema serio per la tenuta della maggioranza. A questi, infatti, potrebbero aggiungersi i 4 consiglieri della PPDT.
Tuttavia, le voci provenienti da Palazzo di Città indicano nel capogruppo del PDL, Paolo Leoci, uomo di Alemanno, il possibile ago della bilancia; il regista del film “Lo sgambetto a Romani, finiano per eccellenza”.
Gli scenari politici locali si riverberano nelle vicissitudini della politica nazionale. Mai come adesso. Nella partita che si gioca nel Pdl nazionale, un ruolo non secondario svolge (e continuerà a svolgere) il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Fin dalla sua elezione, avvenuta proprio due anni fa, il leader della “destra sociale” di AN ha voluto mantenere un ruolo da protagonista nel panorama politico. Tant’è che negli ultimi 24 mesi l’on. Alemanno ha rilasciato spesso interviste su temi di politica generale, e più raramente sulle faccende municipali della Capitale.
In molti hanno sostenuto, non senza fondate ragioni, che egli (credendo di non vincere al Comune di Roma) fosse già pronto a ricoprire un incarico di primo piano nel Governo nazionale.
Alemanno, che ha scelto i berlusconiani, si propone come savio consigliere, come mediatore, come giudice super partes nella lotta contro i finiani.
Alemanno contro Fini, nella lotta per la successione a Berlusconi. Leoci contro Romani, nella lotta per contendersi una poltrona in Parlamento.
Comunque si pensi, si tratta di una situazione nitroglicerinica, pronta a esplodere già nel prossimo Consiglio comunale del 4 agosto. E con simili presupposti nulla è impossibile; anche che non si riesca a governare la città pur possedendo la maggioranza più ampia degli ultimi trent’anni.
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Commenti
Mala tempora currunt! Quando questo teatro dell'assurdo cesserà ognuno tornerà alle mansioni che gli competono. Non ci rimane che attendere fiduciosi.
il presidente del consiglio deve tutelare i consiglieri tutti sulla propria imparzialità , se veidentemente si pensa ad una sfiducia, forse questo non à successo!
Si vede che Alba non ha ancora degerito la candidatura di Romani sindaco, poichè sta studiando da anni per tentare di fare il sindaco.......
Sì perché qui da noi (chissà ancora per quanto) se vuoi essere eletto non ti devi affannare ad ingraziarti il satrapo e la sua corte come succede per accedere al Parlamento ma (se sei una persona onesta e i voti non li compri) la carica da consigliere te la devi sudare!
Che poi... vuoi dar torto ai monopolitani...? No di certo! Basta dare una rapida scorsa ai nomi dei protagonisti di questo sconcertante teatrino che qualcuno, nonostante tutto, si azzarda a chiamare politica.
con tutto il rispetto, lei dimentica che le mattonelle saltano e che non si tratta di sgambetti ma di sgambettanti.
non dimentichi quel che succede a roma nel p.d.l. e non dimentichi che con questo sistema elettorale non fa carriera chi merita ma chi lecca.
non dimentichi, in oltre, che qui c'è chi venderebbe la madre per un incarico da portaborse di un parlamentare.
"allergico" mi creda, conosco bene certe facce e certi metodi, mi bruciano ancora le ferite.
Invece di sbranarsi per qualche strapuntino, se ancora qualcuno avesse il pur minimo sentore di cosa voglia dire far politica per il bene comune, ne dovrebbe trarre un'unica sola conseguenza: è arrivato il momento di far calare il sipario su questa esperienza di governo finora fallimentare.
Ma, oltre agli attributi, come dice il sig. Lamanna, manca in maniera assoluta il senso di responsabilità .