Sabato 26 Maggio 2012
   
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PASTICCIO ECOMUSEO: D'AMICO RISPONDE

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Gravi i rilievi mossi dall’opposizione all’assessore Orciuolo.

 

Sicuramente non c’è stata mala fede da parte dell’assessore Orciuolo, del quale comunque sono palesi le responsabilità politiche della vicenda. Molto probabilmente il problema è stato sottovalutato e si è lasciato che la vicenda dell’Ecomuseo di Monopoli si incancrenisse senza che fossero presi immediati provvedimenti prima che la questione assumesse i contorni di un vero e proprio pasticcio amministrativo dagli sviluppi imprevedibili.

Sullo sfondo l’operato discutibile del coordinatore, l’arch. Eugenio Lombardi, che nel progetto originario avrebbe dovuto limitarsi a fornire ai 5 operatori ecomuseali selezionati le basi teoriche per avviare autonomamente il lavoro di redazione delle mappe di comunità, ma che con il tempo, beneficiando anche della disattenzione dei Comuni aderenti all’iniziativa, è diventato il dominus di un progetto in cui l’attività dei giovani selezionati si è trasformata in puro volontariato mentre per l’attività svolta dal coordinatore si prevede un compenso fisso mensile, il rimborso spese ed una percentuale (non precisata nello statuto) sui finanziamenti percepiti dall’associazione ecomuseale.

La storia è apparsa da subito poco chiara ai partiti di opposizione che hanno sollevato il problema nell’ultimo question time.

I TERMINI DELLA CONTROVERSIA

Lasciamo la sintesi dei termini della questione alle parole del consigliere comunale, Francesco Tamborrino.

«E’ successo qualcosa di assolutamente deprecabile nell’indifferenza generale dei Comuni che aderiscono al progetto dell’Ecomuseo di Valle d’Itria. Tutto nasce da un avviso pubblico ufficiale in cui si diceva che questi 5 giovani selezionati avrebbero fatto parte di una cooperativa. E’ stata presentata da voi come un’opportunità lavorativa a cui dare una spinta. Sono accadute cose gravissime. Dapprima i giovani ammessi alla selezione sono passati da 20 a 30 con una scelta arbitraria. In seguito si sono ammessi anche i diplomati mentre il bando prevedeva solo laureati.

Su iniziativa del coordinatore, arch. Eugenio Lombardi, non si sa bene come, si è deciso di non costituire più la cooperativa ma realizzare un’associazione privata non profit facendovi rientrare tutti i partecipanti alla selezione, invalidando di fatto l’esito della selezione. C’è stato un incontro a cui ha partecipato la consigliera Rosanna Perricci, in cui questo coordinatore ha preteso che tutti i partecipanti al corso aderissero all’associazione, pena l’esclusione dal progetto.

L’aspetto che mi lascia più esterrefatto è che nello statuto di questa associazione è previsto un compenso mensile di 1.000 euro che questo coordinatore, non si capisce nominato da chi, dovrebbe percepire, attingendo alle risorse che i comuni hanno stanziato.

Viviamo in una situazione di incertezza in cui il Comune è latitante. Doveva esserci un ruolo primario dei comuni. Nell’associazione non vi è traccia dei Comuni.

Doveva esserci una speranza lavorativa per i giovani che oggi è compromessa visto che l’associazione non permette di garantire nulla.

Non si sa nulla di questa associazione. Chi gestisce il bilancio?

Il progetto è stato completamente stravolto. Io mi chiedo dove eravate quando accadeva tutto questo. Avete avallato tutto? Dove andranno a finire i soldi che erogherà il Comune? Soprattutto cosa direte a quei ragazzi che avevano maturato dei diritti?»

L’INTERVISTA AL DIRIGENTE D’AMICO

Era inevitabile quindi chiedere spiegazioni al dirigente comunale, D’Amico, anche responsabile del procedimento amministrativo.

«L’avviso pubblico è stato rispettato e non mi risultano contestazioni», ha esordito il dirigente.

«Abbiamo richiesto all’associazione Ecomuseo, che si è costituita in luogo della Cooperativa ed alla quale hanno aderito tutti i giovani partecipanti al corso, sia i selezionati che quelli non selezionati, di informarci su chi sta redigendo le mappe di comunità e qual è il nuovo assetto organizzativo che hanno inteso assumere».

Nell’avviso pubblico si parlava di una Cooperativa a cui avrebbero dovuto partecipare 5 selezionati per ogni Comune. In virtù di quale atto formale si sono cambiati i termini dell’avviso di selezione pubblica?

«Perché i ragazzi hanno deciso di sottoscrivere un’associazione tra di loro»

Chi lo ha deciso?

«Chi ha costituito l’associazione».

Lei parla di una libera scelta da parte dei giovani selezionati di costituire un’associazione piuttosto che una cooperativa. Sa che ci sono articoli di testate giornalistiche che affermano il contrario? Che molto probabilmente i 5 selezionati sono stati posti davanti ad un aut aut, dentro o fuori dal progetto?

«Questo non lo so. Non mi risulta».

Le risulta che ci furono delle riunioni tra i rappresentanti comunali che autorizzarono a cambiare la forma sociale da Cooperativa ad Associazione?

«Io non ho partecipato a nessuna riunione! Se qualche riunione c’è stata vi hanno preso parte l’assessore Orciuolo e la consigliera Perricci»

Quindi è colpa dei 5 ragazzi selezionati?

«Assolutamente no! Non è colpa dei ragazzi»

Quindi, di chi è la colpa?

«Colpa di cosa?Non capisco quale è il problema!»

Lei afferma che all’associazione hanno aderito tutti i partecipanti al corso. A noi risulta che solo 18 su 30 hanno accettato i termini del contratto associativo sottoposto alla loro attenzione. Sulla base di quali requisiti si poteva accedere all’associazione?

«Bisognerebbe chiederlo ai ragazzi! Perché hanno scelto un’associazione piuttosto che una Cooperativa?

In merito ai 18 e non 30, non lo so; me lo spiegheranno loro perché non ci sono gli altri 12. Me lo spiegherà il presidente dell’associazione ecomuseale»

Chi era il coordinatore?

«Lombardi»

Quindi, se oggi i 5 ragazzi di Monopoli costituissero una Cooperativa come originariamente previsto dall’avviso pubblico, cesserebbero i problemi?

«Questo non lo so. Ad oggi attendo una risposta da parte del Presidente dell’associazione Ecomuseo».

Il responsabile del procedimento chi è?

«Io»

Quindi è lei che dovrebbe fornire spiegazioni a noi giornalisti.

«No. Io una volta che ho selezionato i ragazzi, i ragazzi sono stati messi a disposizione del gruppo di sindaci»

C’è stata una formale investitura dei ragazzi?

«In che senso!»

E’ stata inviata una lettera ai 5 selezionati da parte dei comuni che li investiva formalmente del compito di costituire la Cooperativa ecomuseale?

«Mi scusi ma questa è un’intervista o un interrogatorio?»

E’ un intervista non ammiccante dove un giornalista le chiede dei legittimi chiarimenti.

«E io ho risposto. Ho chiarito!»

Ci sono molti aspetti poco chiari della vicenda. Ad esempio lei ha esordito dicendo che non ci sono contestazioni in corso da parte dei 5 selezionati. A noi risulta il contrario. C’è una diffida protocollata a carico del Comune di Monopoli mentre altri due ragazzi selezionati si sono dimessi con toni polemici dopo un acceso diverbio con il  coordinatore Lombardi.

«Confermo la presenza della diffida. In merito alle offese ricevute non lo so!

L’unica cosa che posso dire è che bisognava essere coerenti con quello che era stato prescritto dall’avviso pubblico»

«I sindaci hanno deciso di cambiare ed hanno proposto ai ragazzi di cambiare. A quel punto i ragazzi avrebbero potuto non accogliere la proposta».

Quindi se uno dei 5 selezionati non aderiva all’associazione che faceva?

«Non lo so! Poteva non aderire e chiedere conto al sindaco del comune di come era andata a finire la questione!».

Lei è cosciente che i ragazzi selezionati non sono dei giuristi? Che qualcuno avrebbe dovuto tutelarli? Che la questione molto probabilmente avrà degli strascichi giudiziari?

«Ci mancherebbe altro. Ognuno è libero di fare quel che crede»

Erogherete i 23.000 euro all’associazione costituita?

«No. Prima di erogarli voglio capire che cosa si sta facendo! A me risulta che i 5 selezionati fanno parte dell’associazione»

No. Due si sono già dimessi.

«Preferirei che si affrontasse il problema con più serenità! Scevri da condizionamenti personali»

Le sto ponendo delle domande con serenità e lei è libero di rispondere. Oltre ad essere un giornalista sono anche un giurista. L’avviso pubblico l’ho letto prima di venirla ad intervistare e non mi sembra che sia stato rispettato.

Vogliamo parlare della procedura di selezione? La redazione di Monopolitube in tempi non sospetti fu la prima a segnalare l’anomalia di una selezione che vedeva 11 ex equo all’ultimo posto disponibile per accedere alla selezione con punteggi precisi al centesimo di punto. Una distribuzione statistica a dir poco anomala, visto che in nessun altro livello della graduatoria si registrano dei pari merito!

«Il comune di Monopoli è stato l’unico ad adottare criteri di selezione oggettivi mentre gli altri comuni non lo hanno fatto! Quello che ho riscontrato è la grande preparazione di tutti i partecipanti. Del resto non era un concorso»

Era un avviso pubblico. Cosa cambia? C’è gente che è stata assunta dal Comune di Monopoli con avviso pubblico. Lei è un tecnico della materia non può rispondermi in questa maniera.

«Proprio perché la vicenda dell’Ecomuseo ha avuto un presupposto che non è stato coerente tra presupposti e conclusioni, io, come dirigente, sto chiedendo a chi ha modificato questo percorso perché lo ha fatto. Fino a quando non lo chiariranno io non erogherò un euro»

Lei sa cosa è successo a Villa Mitolo (Locorotondo) la serata inaugurale dell’Ecomuseo?

«Non lo so».

Questa associazione ecomuseale chi l’ha investita?

«Tutti i sindaci»

C’è un atto formale?

«Spero di sì»

Quindi i ragazzi potrebbero impugnare quell’atto?

«Non lo so. Bisognerà vedere le carte!»

C’erano dei termini per costituire la Cooperativa? Sono scaduti?

«Non lo so!»

Lo sto chiedendo a lei che è il responsabile del procedimento.

«Il procedimento si è concluso alla fine della selezione dei ragazzi, dopo di che le amministrazioni comunali avrebbero dovuto stimolare i ragazzi a costituire la Cooperativa ecomuseale»

Ma non c’è stato alcun atto di stimolo…

«Perché i sindaci hanno cambiato idea e sono andati in un’altra direzione».

Vi rendete conto che probabilmente state violando dei diritti acquisiti da parte dei 5 ragazzi selezionati e degli eventuali sostituti dei dimissionari?

«Questo lo dici tu!».

Gli aventi diritto sono stati interpellati? E’ stato chiesto loro il consenso alla modifica dell’avviso pubblico ad iter procedurale concluso?

«Mi risulta che abbiano aderito all’associazione!»

Per forza, era l’unica scelta a disposizione. Prendere o lasciare!

«Credo che sarà opportuno attendere la risposta dell’associazione ecomuseale perché anch’io prima di erogare un euro voglio chiarimenti. Io posso garantire me stesso, quello che sta attorno a me non posso garantirlo.»

Ci ha molto colpito lo statuto di questa associazione in cui è previsto che il coordinatore abbia diritto ad un fisso mensile fino a marzo del 2011 e ad una percentuale dei finanziamenti percepiti. In virtù di quale accordo? Per svolgere quale compito? Che ruolo ha nella redazione delle mappe di comunità? Era tutto previsto nell’avviso pubblico?

«Ho inviato una nota all’associazione per chiedere chiarimenti! Io, selezionando i 5 giovani ho fatto il mio dovere. Alla luce delle risposte che mi giungeranno decideremo il da farsi».

In attesa delle risposte, dall’intervista che vi abbiamo proposto appaiono evidenti le contraddizioni di una vicenda che presenta sempre più i contorni di un pasticcio politico – amministrativo. Vi terremo informati su questa storia e vi racconteremo come andrà a finire.

Commenti 

 
#1 IL PDL E IN COMA 2010-07-27 23:40
Che pasticcio ... ma non ne fate una buona! Ora come si risolve?
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