Romani non rilascia dichiarazioni
ACCADEVA A ROMA…
Rottura totale, o quasi. Manca solo, per Gianfranco Fini, l’espulsione o il deferimento ai probiviri; ma la rottura tra i due fondatori del Pdl è stata definitivamente sancita dal documento dell’ufficio di presidenza del Pdl. In esso sono deferiti ai probiviri tre deputati: Italo Bocchino, Carmelo Briguglio e Fabio Granata. Voti favorevoli: 33. Contrari: 3 (i finiani Andrea Ronchi, Adolfo Urso e Pasquale Viespoli). Secondo quanto ci è stato riferito, i finiani avrebbero chiesto 24 ore di tempo prima di arrivare alla rottura.
L’ipotesi dell’espulsione è stata stoppata quando Fini ha fatto sapere che sarebbe ricorso anche alle vie legali, appellandosi al giudice ordinario sulla base dell’articolo 700 del Codice di procedura civile.
Ovviamente i finiani non sono rimasti a guardare: stanno organizzando gruppi autonomi sia alla Camera sia al Senato, e in entrambi i rami del Parlamento avrebbero i numeri sufficienti per farlo. La rottura sarà probabilmente ufficializzata venerdì.
ACCADEVA A MONOPOLI…
Il sindaco di Monopoli, il finiano Emilio Romani, è presente alla riunione della Consulta cittadina nei pressi del Circolo Canottieri Pro Monopoli. Non appena giunta la notizia della rottura definitiva tra Fini e Berlusconi, avvisiamo il sindaco. Una doccia fredda? No. A quanto pare lo stesso Romani era già informato dal tardo pomeriggio del triste epilogo. Non rilascia dichiarazioni a caldo ma si attacca immediatamente al telefonino per conoscere nuovi particolari sulla vicenda.
E adesso? Quali saranno le ripercussioni della querelle politica nazionale sugli equilibri dell’Amministrazione comunale?
La rottura tra Fini e Berlusconi non può che rendere ancor più difficili le dinamiche interne al PDL monopolitano; una mina in più da schivare per l’Amministrazione. Infatti, già nella mattinata si era dimesso da correggente il consigliere comunale Paolo Leoci. Una scelta simbolica la sua, giacché si è tenuta ben stretta la carica di capogruppo del PDL in Consiglio. A questo punto Leoci lascia campo libero al consigliere Serafino Mitrotti, secondo dei due correggenti. Un’arma in più a disposizione dei consiglieri PDL dissidenti?
In un simile scenario politico è facile ipotizzare un autunno caldo per la politica nazionale e locale, magistratura permettendo.

scritto da IL PD E' MORTO, 30 July 2010 alle ore 08:36:52
scritto da Squallore, 30 July 2010 alle ore 08:40:19
scritto da condor, 30 July 2010 alle ore 10:08:29
scritto da anonimo72, 30 July 2010 alle ore 15:20:23
scritto da carletto, 30 July 2010 alle ore 15:22:44
nel centrosinistra erano tutti contro tutti
tranquillo fini e berlusocni con due partiti differenti vincernano ancora per molti anni
scritto da slavina, 30 July 2010 alle ore 15:24:38
in italia purtroppo abbiamo una democrazia debole con il berlusconisamo ...solo leggi ad personam
scritto da VICINI A FINI, 30 July 2010 alle ore 15:35:03
scritto da IL PDL è MORTO, 30 July 2010 alle ore 15:56:16
Fini: "Non darò le dimissioni. Berlusconi illiberale"
scritto da gaspare, 30 July 2010 alle ore 17:40:33
Basta, speriamo che vadano via quanto prima e che terni a governare gente onesta, e che sia vicino ai più deboli, probabilmente VENDOLA è l'unico che possa dare dignità a questa nostra Italia. Romani, mi dispiace ma subirai la stessa sorte.
scritto da emiliano, 30 July 2010 alle ore 19:00:33
vendola? farà brutta fine
scritto da Giorgio, 30 July 2010 alle ore 19:04:38
A monopol per esempio ci sono diversi voltagabbana e anche consiglieri regionali eletti con oltre mille voti da Monopoli che ora vagano in base alle proprie convenienze....
A MIO PARERE BISOGNA CREDERE DI SMETTERE NELLA POLIITICA PERCHE' DA QUANDO MONDO E MONDO E' STATO SEMPRE COSI',qualcuno puo' dire il contrario?
scritto da IL PDL è MORTO, 30 July 2010 alle ore 19:44:55
Alla Camera il presidente può contare su 34 deputati, al Senato su più di 10 fedelissimi. I deputati finiani hanno fatto sapere di aver firmato le lettere di dimissioni dal Pdl e di averle consegnate al Presidente della Camera che deciderà domani cosa farne. Con queste cifre per l'esecutivo si annunciano tempi difficili
Il presidente della Camera dopo l'ufficio politico che lo ha messo fuori dal partito. "Mi ha cacciato, ma non mi dimetto da Montecitorio. Lui ha logica aziendale, ma io non sono un ad". Poi annuncia appoggio "condizionato" all'esecutivo: "Lo sosterremo in base alle scelte. Difenderò legalità, garantismo non è impunità
scritto da Roberto., 30 July 2010 alle ore 20:09:12
Poteva ricordaresene qualche tempo prima... o no?
Finora ha votato tutto (ma proprio tutto) quanto il capo gli diceva di votare (le famose leggi ad personam che citi caro "VICINI A FINI), ma appreso di non esserne il successore ha cominciato ad alzare il sopracciglio... bella coerenza! Grande poitico! Bravo questo Fini.
scritto da siamo seri, 31 July 2010 alle ore 11:26:14
Che squallore vedere gente (Fini)che ha distrutto un partito (AN),con ideali e radicato sul territorio, per occupare poltrone e mirare a governare l'Italia.
Che squallore vedere che lo stesso Fini dopo aver votato e condiviso tutte dico tutte le leggi del suo governo oggi parli contro quello che lui stesso ha fatto.
Quanto ai vecchi camerati (fasciti puri e duri) gasparri e la russa prendiamo atto che anche loro erano e sono in vendita.
scritto da Alfio, 31 July 2010 alle ore 18:56:27
scritto da Antonio, 31 July 2010 alle ore 23:15:07
scritto da partigiano rosso, 02 August 2010 alle ore 17:32:04
Eccco cosa tiene unito il tutto a meno che il grande sindaco non decida di scendere in campo se si andrà a votare per la caduta di berlusca e quindi si dimetta.
Lo scenario possibile dipende da chi gli offrirà di più.
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Ma è così difficile parlar facile? Che ne direste se parlass |
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di che vi preoccupate, tanto appena approveranno il PUG le p |


