Il Consiglio comunale si… specchia
nella scelta dei revisori dei conti.
Sono 90 i professionisti che hanno fatto domanda per essere nominati membri del collegio dei revisori dei conti del Comune di Monopoli.
Tra così tanti candidati, per i nostri consiglieri comunali ci sarebbe solo l’imbarazzo della scelta. E, infatti, alla fine della fiera le nomine effettuate dal Consiglio comunale saranno abbastanza imbarazzanti.
Con 18 voti viene eletto presidente del collegio il dott. Mario Lamanna. Membri del collegio, invece, il rag. Cosimo Notarangelo (con 13 voti) il rag. Domenico Lapertosa (10 voti), tutti professionisti di specchiata qualità.
Una nomina sofferta, frutto di estenuanti lotte all’interno della maggioranza e tra i due schieramenti. Senza alcun pudore, i consiglieri di destra e di sinistra, sindaco compreso, bisticciano per dividersi i tre posti disponibili e lottizzare anche queste cariche istituzionali.
Tra i banchi della maggioranza si fa notare, per la sua assenza, il consigliere Alfredo Specchia, allontanatosi di soppiatto poco prima del dibattimento sulla nomina dei revisori dei conti.
Pare, infatti, che i nomi dei futuri revisori dei conti siano stati decisi ancor prima di cominciare la votazione e che i due
membri scelti dalla maggioranza (Lamanna e Notarangelo) siano casualmente imparentati (rispettivamente nipote e cugino) con un consigliere comunale. Questi è noto alle cronache politiche del recente passato per un ennesimo cambio di casacca. All’epoca del cambio d’abito, egli si era giustificato con il suo intimo desiderio di condurre una politica più vicina alla “sua” gente. La nomina di questi revisori sarebbe la ricompensa al consigliere per la fedeltà mostrata al sindaco e alla sua giunta, sostengono le malelingue della politica.
Tuttavia
La questione è abbastanza controversa giacché il segretario comunale supplente e il dirigente D’Amico (evidentemente già preparati ad affrontare la questione) evidenziano altre sentenze di TAR che, al contrario, non considerano i consiglieri comunali come amministratori. Il Consiglio comunale si sente così autorizzato a nominare anche i parenti dei consiglieri.
Rivolgendosi al dirigente D’Amico, il consigliere Napolitano chiede: «Lei, dovendo votare il parente di un consigliere comunale, voterebbe con tranquillità?».
La risposta di D’Amico: «Se fossi un consigliere comunale, eviterei di impantanarmi in dinamiche che potrebbero essere scivolose. Quando la politica ha l’attitudine di andarsi a cacciare nei guai, io più che osservare non posso fare».
Il sindaco, visibilmente innervosito per la piega che va prendendo la questione, si lascia sfuggire a microfoni spenti: «Io quest’affermazione me la sarei risparmiata!».
Da questo momento il Consiglio comunale s’impantanerà sempre più in una dinamica scivolosa.
Il collegio dei revisori, secondo la legge, dovrebbe essere composto da un revisore d’azienda, un dottore commercialista e un ragioniere commercialista. A quanto pare, gli accordi intercorsi tra maggioranza e opposizione prevedono che quest’ultima debba nominare il dottore commercialista. Tuttavia l’opposizione, dopo 5 minuti di sospensione della seduta, raggiunge l’accordo sul nome di un ragioniere.
S
i entra così nella seconda questione dubbia. Di recente, infatti, gli albi dei dottori commercialisti e dei ragionieri commercialisti sono stati unificati. Secondo alcune interpretazioni sarebbe quindi possibile nominare due ragionieri nella triade dei revisori dei conti. Ma sul punto non v’è alcuna certezza. Si sceglie di correre il rischio di eventuali ricorsi.
«Questa sera stiamo dando una bella lezione su che cos’è la politica – afferma il consigliere Fiume –. La meritocrazia è dimenticata. E’ sufficiente essere amici di qualcuno per diventare revisore dei conti. Adesso, invece di un laureato stiamo preferendo un ragioniere. La conclusione qual è? Che non vale la pena laurearsi!».
Il più perplesso è tuttavia il consigliere Napolitano: «Sono dubbioso sia per le questioni giuridiche non chiarite, che ci costringono a percorrere un terreno scivoloso, sia per il modo con cui si pensa di nominare un revisore dei conti scegliendo un nome in pochi minuti. Un atteggiamento, quello della minoranza, che mi lascia perplesso».
Il capogruppo della PPDT non si ferma qui. «La nomina del presidente del revisore dei conti spettava a un partito di maggioranza, che vi ha rinunciato. Se lei, sindaco, come grande politico è avvezzo a camminare su terreni scivolosi, io come umile consigliere comunale non vi sono abituato. Lo stesso dirigente sconsiglia di avventurasi su terreni scivolosi. A questo punto devo pensare che vi è qualche altra cosa in ballo. Ogni volta che si fa una nomina politica, ci si trova, com’è accaduto per il difensore civico, davanti ad un regalo a favore di chi dalla minoranza decide di passare nella maggioranza». Il riferimento è a Napoletano, ex assessore dell’amministrazione Leoci.
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Commenti
ma alla gazzeta di oggi lei dichiara di essere uscito dall'aulae non di aver visitato un paziente, chi sbaglia? lei o la gazzetta? a volte è meglio dire la verità piuttosto che inventarsi eresie!!!!!!
Ecco perchè Napolitano parla di terreno scivoloso. Compreso il problema ora?
combinazione il paziente da visitare, mah i dubbi su questa affrmazione sono tantissimi.
Quanto ai parenti eletti lasciamo stare, una volta esisteva l'etica, oggi bisognerebbe fare tantissime gironate di lezione in merito a tutti i consiglieri, assessori e sindaco...
Grazie per la lezione politica da parte di chi non potendo ricevere nulla dalla coalizione in cui era (minoranza) è passato con i vincitori.
pur di accontentare il NON LAUREATO si cambiano le carte in tavola.
vi siete dimenticati quando vu stravolto lo statuto per nominare un diplomato a difensore civico?
sappiamo tutti ke risvolti ebbe la questione...ma in quel caso all'opposizione il nominativo dell'attuale difensore civico nn andava per nulla giu' per vecchi rancori tutt'ora esistenti.
questa volta causa nuova new entry con parentela politica presente sia a dx ke a sx accontenterà tutti anche dopo finti passaggi politici del ppdt i quali non fanno altro che lamentarsi con proclami intimidatori ma che in conclusione non sortiscono un bel nulla anzi provocano solo danni nel loro interno.
Il voltastomaco.