Domenica 05 Febbraio 2012
   
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LA CRISI NELLE CAMPAGNE NON VA IN VACANZA

AGRICOLTURA_MORTA
RIORGANIZZIAMOCI E PREPARIAMO

LA NUOVA CAMPAGNA CONTRO LA CRISI

Prima che sia troppo tardi, prima che la crisi che il mondo agricolo attraversa finisca per mietere altre vittime tra le aziende agricole locali, invitiamo tutto il mondo agricolo a mobilitarsi.
Nonostante che numerose regioni, sulla spinta delle mobilitazioni degli agricoltori, abbiano dichiarato lo stato di crisi, i provvedimenti regionali e nazionali capaci di affrontare la straordinarietà della situazione non sono arrivati ed, anzi, il parlamento ha votato una finanziaria che toglie risorse e strumenti all’agricoltura.
Così, la crisi si è aggravata; l’agricoltura continua ad essere il settore produttivo che accusa le perdite più gravi, le aziende sono allo stremo e per migliaia di esse è sempre più reale il rischio della chiusura, per migliaia di famiglie di braccianti avanza lo spettro della disoccupazione. Ovunque nelle campagne dilagano l’usura, il capitale illegale e lo sfruttamento speculativo della crisi. Ad avvantaggiarsi di questa situazione sono i capi mandamento locali che accrescono il proprio potere politico ed economico sfruttando lo stato di bisogno dei piccoli agricoltori e braccianti agricoli, da sempre bacino di voti e di speranze mal riposte in chi oggi ci dovrebbe amministrare.
Le nostre campagne, non possono essere svendute agli interessi di multinazionali, usurai e sfruttatori. La dignità di chi lavora e produce va riconosciuta subito e la tutela delle aziende agricole e del patrimonio di lavoro e saperi che hanno garantito per millenni deve diventare una priorità nazionale.
Pertanto invitiamo tutti gli operatori del mondo agricolo monopolitano a partecipare il 25 agosto alla manifestazione promossa a Policoro da Altragricoltura e Tavolo Verde Puglia
PER RIPRENDERE LA MARCIA E RICONQUISTARE IL DIRITTO A PRODURRE E LA DIGNITA’ DEL LAVORO DI AGRICOLTORI E DI CHI LAVORA LA TERRA

L’appuntamento è nella sala consigliare del Comune di Policoro (MT) fra le ore 11 le ore 17 del 25 Agosto 2010 per un incontro di lavoro aperto cui seguirà una pubblica iniziativa di confronto con eletti e rappresentanti istituzionali di diverse regioni e nazionali.
Info, adesioni e contatti: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , tel. 0835980278 – 0835902557 (oppure Gianni Fabbris 3486535908). Tutte le info e le adesioni alla pagina web: www.altragricoltura.net.
Per "Io Sud"
Il coordinatore locale
Angelo Vito Lamanna

Commenti 

 
#11 angelo vito lamanna 2010-08-24 15:18
è possibile filosofeggiare su tutto, specialmente da parte di chi, come me, è stato bravo e/o fortunato ad investire, nell'unico comparto agricolo ancora redditizio (vivaismo).
dopo di che bisogna prima di tutto stabilire se l'agricoltura in generale è in crisi oppure no!
a giudicare da qualche intervento si direbbe di no, se però diamo uno sguardo anche solamente ai prezzi di mercato, si direbbe di si.
ora, premesso che i primi fallimenti di aziende agricole sono già realtà, posto che gli atti ingiuntivi abbondano, accertato che le situazioni debitorie critiche sono diffuse, sono dell'idea che come si è fatto negli altri settori dell'economia, la prima cosa da farsi e quella di salvare le aziende.
aziende le quali, attenzione, hanno intenzione di onorare tutti i loro debiti, hanno altresi la necessità di essere messe nelle condizioni di farlo.
salvate le aziende si può tornare ad agire o a filosofeggiare.
l'associazione "stefano cpitanio" è stata devastata da un personaggio che antepone la propria carriera politica a tutto e tutti, considerando il prossimo "elettore" non individuo, spregiudicato al punto di distruggere qualsiasi soggetto osi mettersi di traverso agli interessi del proprio partito, unico motivo del suo vivere.
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#10 musa 2010-08-23 19:24
Questo l'abbiamo voluto solo noi con la furbizia non si va da nessuna parte nessuno vuol lavorare piu' e impegnarsi la globalizzazione e' solo una scusa ognuno pensa a se stesso e non alla comunita'
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#9 Uhm... 2010-08-23 01:46
Il piú grande male dell'agricoltura, sono gli agricoltori stessi. Parlando della realtá locale (che conosco come le mie tasche) in troppi hanno "calcato la mano" approfittando fin da tempi non sospetti (dai '70 in poi) a mettersi in tasca senza alcuno scrupolo denaro pubblico, tra integrazioni e altri finanziamenti europei. Hanno cominciato a non pagare i contributi agricoli, in tempi in cui l'agricoltura era un settore redditizio, semplicemente per l'aviditá di denaro, appoggiati dai politici locali in ansia di legittimazione elettorale. Viaggiando in comodissime Mercedes, sulle spalle di quei contribuenti che regolarmente pagano le tasse. Li conosco da vicino (vicinissimo) questi "esempi" dell'imprenditoria agricola. Nei bei tempi della verdura a 2-3 mila lire, dell'olio a 800 mila lire il quintale, non si sono accontentati: braccianti in nero, integrazioni taroccate su quantitativi di olio inesistente, etc...
Adesso che i tempi sono tristi per tutti (agricoltori e no), adesso che approfittare dei condoni é diventato poco redditizio, che gli unici finanziamente reperibili (POR e derivati) necessitano un reale investimento, tutti piangono di disperazione. La filiera corta, il Km 0, sono belle parole sprecate.
A me dispiace, e lo dico sul serio, per il contadino con 2-3 ettari di terra che s'é spaccato la schiena per 50 anni, e da "povero" adesso é "un pó piú povero". I "prenditori" in Mercedes mi fanno, scusate, solo pena.
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#8 franco leggiero 2010-08-22 13:33
sento il dovere di intervenire solo per fare i complimenti per il suo intervento all amico leonardo capitanio!
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#7 Agricolo 2010-08-22 10:56
Che piacere vedere firme serie dell'agricoltura su questo forum! Leonardo, devo prima di tutto farti i miei complimenti per il coraggio e la serietà con le quali porti avanti una delle più grandi realtà vivaistiche del territorio. Ma, una domanda devo fartela. Un tempo ero convinto che gli agricoltori, che l'agro, avessero una speranza: l'associazione "Tematiche rurali" titolata a Stefano Capitanio. Dov'è finita querst'associazione?
Se gli agricoltori non sono in grado di portare avanti un'associazione di interesse collettivo, dandosi ai vari Leoci, Leggiero, Martellotta...come fai anche solo ad immaginare una rete economica- produttiva? Un indotto capace di far fruttare la globalizzazione a nostro vantaggio? Purtroppo, come ben dicevi, il problema sono gli agricoltori. L'ultima riunione con Silvestris (europarlamentare) era veramente da ridere (se non da piangere). Non è possibile immaginare una filiera dell'agricoltura qui. Gli agricoltori sono diventati peggio dei braccianti: pensano a mettersi la 50 euro in tasca e non capiscono che ogni 50 euro non è un sasso per un futuro aziendale, ma un punto in meno. Si gioca al ribasso dei prezzi, ad affossare il prossimo. Come dice spesso Lamanna, la mentalità è quella degli "sgambettanti".Sopravvive chi frega il prossimo. E non si arriva da nessuna parte.
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#6 Diana 2010-08-21 21:21
io sono solo una fan della nostra agricoltura e dei nostri prodotti, forse la Puglia rappresenta il maggior bacino di immissione di prodotti esteri, soprattutto agro alimentari. questi non rispettano la normativa italiana e tassativamente non possono essere venduti come made in italy o utilizzati per la trasformazione delle nostre produzioni vendute poi con il nostro marchio. occorre denunciare tali truffe senza per questo negare la possibilità di scelta. il nostro made in italy deve essere rispettato anche dal governo stesso. mi chiedo come mai tanta attenzione e premura per le griffe d'alta moda taroccate, che non toccano la salute dei cittadini ma incidono solo sui portafogli dei titolari delle stesse. a queste manifestazioni, motivate da oneste cause, dovrebbero partecipare tutte le persone coinvolte, agricoltori e loro famiglie, gli operai ed i consumatori per i danni che subiscono come truffe, raggiri e attentati alla salute. se fossi vicina parteciperei anch'io!
Per essere più chiara, io compro sud! come posso essere tutelata? come posso riconoscere, data la stagione in corso i nostri pomodori, le angurie ecc? come posso sapere se i nostri pelati non galleggiano in salsa cinese! che la nostra pasta sia prodotta con il nostro grano? perché non organizzate la vendita a km0, pensare ad una distribuzione attraverso trasportatori comuni, o cooperative dando ad aziende di trasformazione i vostri prodotti trasformati garantendone la qualità anche con la vostra faccia, come sta facendo,se non sbaglio la "valfrutta"?
gli enti non possono aiutarvi a mantenere le produzioni e la libertà sacrosanta?
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#5 leonardo capitanio 2010-08-21 20:28
Io non credo che la colpa sia da attribuire alle multinazionali e agli OGM. Questi sono ormai antichi retaggi passati e smentiti più e più volte dagli studiosi non di poco conto. Forse questa è solo l'esca.....
Sul nostro territorio da secoli coltiviamo e alleviamo i prodotti più usati e di valore alla base della dieta mediterranea.
Basta andare nell'alimentari dietro casa e dare uno sguardo ai prezzi di olio, mandorle, carni, e latte per rendersi conto di quanto costino.
Abbiamo tra le mani, o meglio nei nostri terreni, delle miniere a cielo aperto sprecate e mal gestite. Oggi abbattiamo i mandorli senza pensare che i loro frutti sono costosissimi e richiesti sul mercato alimentare. I nostri allevatori, quei pochi che sono rimasti, vivono dai proventi delle produzioni collaterali e non da quelli della vendita del latte. Non parliamo dell'olio tanto tutti sappiamo che dal produttore al consumatore il prezzo quintuplica ma al produttore non resta che piangere....
Oggi viviamo nell'era della globalizzazione e non possiamo piangerci addosso o aspettare che qualcuno ci tiri fuori dai guai come un tempo, perchè i circuiti amministrativi sono così grandi che nessuno può cambiare il destino delle cose, ma di certo possiamo SFRUTTARE questo fenomeno (globalizzazione) a nonstro vantaggio.
Tutte queste, e molte altre stranezze sono, secondo me, da attribuire alla testardagine propria di noi agricoltori.
Di certo regna la paura di intraprendere altri percorsi collettivi dopo le numerose perdite avute in tentativi passati per colpa di chissà chi o chissà cosa che voleva prendere tutto e scappare. Ma di certo l'amministrazione comunale può fare tanto come garante di qualche nuova iniziativa collettiva.
Ma poi mi chiedo: come fa l'amministrazione a fare da garante se lei per prima non è affidabile?
Dobbiamo reagire e subito e TUTTI INSIEME!!!!!
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#4 picchio pacchio 2010-08-21 18:36
ok lamanna, ma cosa chiedi/proponi? io da assoluto ignorante delle problematiche del settore agricolo faccio fatica a capirti, per cui sarei felice di leggere qualcosa di più preciso e concreto in termini di questioni e soluzioni... grazie ciao
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#3 2012 2010-08-21 11:59
Concordo con Agricolo. La Monsanto con i suoi semi non mi convince affatto. Tuttavia se gli agricoltori non si coalizzano e non discutono di questo, se continuano a pascere nell'ignoranza (ed il livello d'istruzione nelle nostre contrade è bassissimo) saranno sempre vittime dei loro carnefici. Occorre tornare al vero biologico. Troppo biologico fasullo c'è in giro. Gli OGM stanno affamando il mondo ... non è solo una questione scientifica ma anche economica. Più si produce nel mondo robaccia, più i prezzi calano e le produzioni di qualità soffrono.
Sono convinto che un giorno ci accorgeremo che questi OGM e questi semi manipolati facevano male e che ci siamo avvelenati tutti.
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#2 pescatore 2010-08-21 11:29
e te pareva... il solito comunicato di lamanna
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#1 Agricolo 2010-08-21 11:14
Siamo già venduti alle multinazionali. I semi da dove si prendono? Non solo, noi come gli ***moderato*** vendiamo a prezzi stracciati i nostri prodotti alle multinazionali e poi ci facciamo arrivare i pomodori dalla cina! Siamo già molto in basso. La risalita sarà dura, il male peggiore dell'gricoltura sono gli agricoltori.
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