L’assessore cerca in tutti i modi di far
sgomberare l’immobile dagli occupanti.
L’ex carcere di Via Fra Girolamo Ippolito dovrà essere sgombrato dalle famiglie occupanti in quanto l’immobile è destinato alla cartolarizzazione.
Delle sei famiglie occupanti ne restano al momento solo tre.
Per convincere le famiglie ad abbandonare l’immobile, l’assessore ai Servizi Sociali del Comune di Monopoli le sta provando tutte. Dopo gli incentivi economici a chi decideva di andar via (circa 200 euro al mese, per un anno e mezzo), si è passati a murare le finestre e gli ingressi dei locali già sgomberati. Ciò al fine di impedire il sopraggiungere di nuovi occupanti. Le operazioni sono state eseguite sotto la supervisione della Polizia Municipale da parte di una ditta contattata dall’Amministrazione comunale.
Va segnalato come non si è trattata di un’operazione di forza da parte dell’assessore ma di un’azione concordata con le stesse famiglie già da diverso tempo.
Oltre la cronaca, quanto sta accadendo induce ad alcune riflessioni.
L’ex carcere di Via Fra Girolamo Ippolito avrebbe dovuto essere cartolarizzato da parte del Comune di Monopoli già un anno fa. Gli attenti lettori ricorderanno che, a causa di dissidi interni alla maggioranza (che fece mancare il numero legale nelle seduta di discussione del provvedimento), tutto si era arenato. Fonti ufficiose indicano che in quella zona, al posto dell’ex carcere, dovrebbero sorgere delle palazzine ad opera di un noto imprenditore edile della città.
Come mai la questione diventa nuovamente di attualità?
Le opposizioni hanno evidenziato da tempo gli squilibri finanziari del bilancio comunale; i pagamenti delle ditte per lavori in conto capitale (opere pubbliche per intenderci) sono stati bloccati già da maggio di quest’anno. Una situazione difficilmente sostenibile a lungo termine, se i vincoli del patto di stabilità e le sanzioni previste per chi le viola dovessero rimanere uguali a quelle attuali. Diventa pertanto necessario dismettere parte del patrimonio immobiliare comunale in disuso per poter riequilibrare il saldo entrate/uscite in conto capitale.
Di fatto, l’Amministrazione comunale, pur non ammettendolo esplicitamente, sta confermando quanto sottolineato dall’opposizione in merito al mancato rispetto del patto di stabilità e sta cercando di correre ai ripari, almeno per quanto concerne le spese in conto capitale.
Discorso più complesso è quello inerente alle spese correnti (in particolare le spese del personale). E' una questione di più ardua soluzione, sulla quale ci soffermeremo nel dettaglio nei prossimi articoli.
Delle sei famiglie occupanti ne restano al momento solo tre.
Per convincere le famiglie ad abbandonare l’immobile, l’assessore ai Servizi Sociali del Comune di Monopoli le sta provando tutte. Dopo gli incentivi economici a chi decideva di andar via (circa 200 euro al mese, per un anno e mezzo), si è passati a murare le finestre e gli ingressi dei locali già sgomberati. Ciò al fine di impedire il sopraggiungere di nuovi occupanti. Le operazioni sono state eseguite sotto la supervisione della Polizia Municipale da parte di una ditta contattata dall’Amministrazione comunale.
Va segnalato come non si è trattata di un’operazione di forza da parte dell’assessore ma di un’azione concordata con le stesse famiglie già da diverso tempo.
Oltre la cronaca, quanto sta accadendo induce ad alcune riflessioni.
L’ex carcere di Via Fra Girolamo Ippolito avrebbe dovuto essere cartolarizzato da parte del Comune di Monopoli già un anno fa. Gli attenti lettori ricorderanno che, a causa di dissidi interni alla maggioranza (che fece mancare il numero legale nelle seduta di discussione del provvedimento), tutto si era arenato. Fonti ufficiose indicano che in quella zona, al posto dell’ex carcere, dovrebbero sorgere delle palazzine ad opera di un noto imprenditore edile della città.
Come mai la questione diventa nuovamente di attualità?
Le opposizioni hanno evidenziato da tempo gli squilibri finanziari del bilancio comunale; i pagamenti delle ditte per lavori in conto capitale (opere pubbliche per intenderci) sono stati bloccati già da maggio di quest’anno. Una situazione difficilmente sostenibile a lungo termine, se i vincoli del patto di stabilità e le sanzioni previste per chi le viola dovessero rimanere uguali a quelle attuali. Diventa pertanto necessario dismettere parte del patrimonio immobiliare comunale in disuso per poter riequilibrare il saldo entrate/uscite in conto capitale.
Di fatto, l’Amministrazione comunale, pur non ammettendolo esplicitamente, sta confermando quanto sottolineato dall’opposizione in merito al mancato rispetto del patto di stabilità e sta cercando di correre ai ripari, almeno per quanto concerne le spese in conto capitale.
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Commenti
Qualcuno sa rispondere alla mia domanda?
O è il comune stesso che gli ha consentito di stabilirsi lì in passato perchè gli faceva comodo e ora ha interessi diversi sull'immobile in oggetto?