Domenica 05 Febbraio 2012
   
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AREE BIANCHE. LA STORIA DELLA PERIMETRAZIONE.

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Se non conosci, non puoi decidere.

C'è una questione, balzata all'onore della cronaca locale durante le vacanze estive, che sembra essere evaporata al sole. Il vero problema è che la gente comune, i comuni mortali, dei termini tecnico-aramaici del PUG ci capiscono ben poco. E quando il popolo ignora... diciamo che i gatti ballano. Cerchiamo di capirci qualcosa, e partiamo dalle aree bianche.

CHE COSA SONO LE AREE BIANCHE - Sono zone destinate ad accogliere "servizi pubblici", già previste nel piano Piccinnato. Purtroppo però il Comune non è mai stato in grado di riscattare le aree (per gli elevati costi), che rimanevano comunque bloccate nel limbo della destinazione d'uso. Con il PUG, adottando il meccanismo della "perequazione" si ovviava al problema in un modo semplicissimo: delle aree destinate a servizi pubblici (aree bianche) il Comune avrebbe acquisito greatuitamente il 70%, dando in cambio al privato il dono dell'edificabilità nel 30% rimanente. Non solo. Per i privati che decidessero di costruire anche l'opera pubblica, è prevista una premialità che coincide con l'aumento delle volumetrie di costruzione.  Ma non è finita: il sitema della perequazione, oltre ad annullare i vincoli di non edificabilità, dona anche la possibilità di spostare l'edificabilità su altri terreni (che fortuna!).

Diciamo che se per caso (per caso, s'intende!) nelle aree bianche ci fossero terreni di costruttori, succederebbe più o meno questo: loro potrebbero ottenere l'edificabilità per il loro 30% di area (proporzionato alla vastità dell'area ceduta) e, costruendo magari l'opera pubblica a costi di costruzione, potrebbero anche usufruire della premialità (aumento delle volumetrie). Il "dono" potrà poi essere anche spostato su altre zone di loro pertinenza (sempre aree bianche).

PERIMETRAZIONE - Nelle maglie più larghe delle aree bianche, come quella di Santo Stefano, è stato previsto un accorpamento delle proprietà. In questo modo si è creata una grande e vasta area, della quale il 70% era appunto destinato alla collettività, mentre il 30% (unica distesa) ai privati (che quindi avrebbero dovuto accordarsi per la costruzione delle opere e per la gestione dell'area, rispettando le volumetrie assegnate in considerazione della proprietà ceduta).

Una vera rogna per i privati, che molto più facilmente avrebbero potuto vendere invece un pezzettino di terra ben delineato (perimetrato, appunto), e miracolosamente "edificabile".

Ecco dunque la necessità "personale" di perimetrare tali aree.

Ma veniamo ai fatti.

CHE COSA ACCADEVA - Vito Danese riportava sull'ultimo numero dell'Eco un'intervista ad Aldo Zazzera, importantissima ai fini del PUG ma passata quasi inosservata. Il 30 luglio l'Eco titolava "Pug: il Consiglio comunale raggirato sulle aree bianche". In sostanza, la perimetrazione delle aree bianche della zona Santo Stefano era stata approvata, secondo lo scrivente (cosa poi confermata da Aldo Zazzera, appunto), con un documento di maggioranza mai passato dal Consiglio comunale.  "Gli interessi personali - diceva Danese - hanno scavalcato quelli pubblici". Già, ma degli effettivi interessi "personali" in gioco, nessuna parola.

Il documento, presentato nella conferenza di copianificazione in Regione, è intanto passato.

Risimini tuonava: "La cosa è gravissima, se ciò fosse vero si cadrebbe addirittura nell'illegalità! A questo punto potrebbe essere anche in dubbio il nostro voto rispetto al PUG".

Commenti 

 
#3 IL PD E MORTO 2010-08-25 16:03
Torno a chiedere: il PD, tutto il PD, questo PUG, lo vota o no? Inutile fare minacce. Dica soltanto si o no!!!!
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#2 Noncisonoparole 2010-08-24 15:09
Il nome lo dice subito nell'articolo prossimo . Pasqualone il primo interessato, Paolo fiume ( azzurro popolare) e altri tra cui i licci.
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#1 Roberto. 2010-08-24 12:42
Grazie per l'Informazione. Questo è giornalismo serio. Attendiamo però i nomi dei proprietari dei terreni e degli interessi.
Se l'opposizione non si scomoda troppo, tra una panzerottata e l'altra, vorremmo che parlasse, almeno stavolta, forte e chiaro! Sempre che possa farlo... naturalmente!
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