Si prospetta la strada giudiziaria.
Non è evaporata con il caldo estivo, nè con la promessa di un'analisi politica autunnale, la sfiducia nei confronti dell'assessore all'Urbanistica, mossa dagli storici consiglieri forzisti del PDL (Zazzera, Mitrotti, Marasciulo e Recchiuto).
Anzi. Le dichiarazioni di Piero Barletta in un'intervista a firma di Vito Danese sull'ultimo numero dell'Eco (30 luglio) non potevano lasciare indifferenti i destinatari. In quelle righe infatti l'assessore all'Urbanistica affermava che "i quattro moschettieri" e un regista occulto che non ha il coraggio di farsi vedere (Domenico Alba n.d.r.) vedono in me un nemico politico ormai da tempo (...). Ai quattro moschettiri - dichiarava - do fastidio perchè non sono una persona malleabile e non riescono ad ottenere ciò che vorrebbero".
Dura la risposta dei quattro consiglieri forzisti: "Appare evidente la gravità di tali affermazioni - scrivono in un documento consegnato alla stampa - poichè certamente non lasciano alcuno spazio a possibili intepretazioni, proprio perchè la non malleabilità implica necessariamente l'aver formulato richieste illegittime e/o contra legem. Nulla di più falso. Invero, l'assessore all'Urbanistica, specialmente negli ultimi mesi, non riesce a discernere l'aspetto politico da quello puramente personale, trascinandosi in un percorso particolarmente pericoloso, attesa la natura delle Sue dichiarazioni".
Sicuri della loro posizione politica e personale, i "quattro moschettieri" chiedono chiarezza. "I sottoscritti - proseguono - "sfidano" l'assessore Barletta a chiarire fatti, circostanze, persone coinvolte in tali presunti atti e/o richieste contra legem; sfida che, a rigor di logica, il buon assessore, visto il piglio di assoluta tranquillità, non dovrebbe avere difficoltà ad accettare".
Lo spettro del dubbio si muove evidentemente sul Piano Urbanistico Generale, sulla balla di fieno in corsa (per dirla alla "Romani"), che probabilmente - visti gli ultimi sviluppi - finirà per travolgere qualcuno.
La sfida dei quattro consiglieri si sposta infatti dal piano politico a quello giudiziario: "Ovviamente - precisano i consiglieri - si conferma da parte dei quattro sottoscrittori del presente documento, e del "poco coraggioso regista occulto" ass. Domenico Alba, la più ampia disponibilità a collaborare con gli organi giudiziari competenti, al fine di fare assoluta chiarezza sulle illazioni dell'Assessore Barletta, per le quali ci si riserva di adire le competenti vie giudiziarie".
Una posizione forte e determinata, arrivata a quanto pare solo dopo aver atteso invano una ritrattazione, una dichiarazione di scuse, da parte dell'assessore Barletta. Scuse che non sono arrivate nonostante l'intervento del sindaco Romani, che avrebbe contattato l'assessore Barletta nella speranza di farlo ravvedere e di fargli comprendere la gravità delle sue dichiarazioni.
"Il tutto non ha avuto alcun riscontro. Ecco il perchè di questa lettera, il cui unico obiettivo è quello di ribadire al caro assessore Barletta che, alla luce degli incomprensibili costrutti mentali dallo stesso elaborati, le domande dei quattro moschettieri e del loro regista occulto (Domenico Alba) sono figlie di esclusive motivazioni politiche".
Precisamente, le motivazioni affondano le radici nel nuovo rapporto di forza della compagine ex F.I. all'interno del PdL, "certamente non soddisfatta dalle cariche assegnate". La compagine infatti, pur essendo formata da quattro consiglieri, gode di un solo assessorato (quello al Turismo). Tra le altre motivazioni i forzisti indicano: "un atteggiamento sconsiderato dell'assessore all'Urbanistica" e "tutti i provvedimenti in materia urbanistica, sino ad oggi portati in Consiglio comunale, hanno sempre avuto un iter non certamente tranquillo".
Ragioni esclusivamente politiche, dunque, che prescinderebbero da pareri personali verso l'assessore Barletta, al quale si chiede, in conclusione, ancora una volta, di dimettersi. Al suo posto, i consiglieri ex F.I. vorrebbero un loro corrispondente, un forzista in grado di rimettere a posto un assessorato che è - a quanto pare - mal gestito a causa di una "mancata lucidità tecnico- politica".
"Ebbene - concludono nel documento - caro assessore, nell'invitarLa a precisare nuovamente quanto da Ella a conoscenza, e nel ricordarLe che la malleabilità è un concetto estremamente pericoloso che, come Ella ben sa, può facilmente trasformarsi nell'esatto contrario (spesso grandi moralisti, persone all'apparenza integerrime si sono palesati successivamente "grandi intrallazzatori"), La preghiamo non solo di riflettere su quanto dichiarato ma altresì, attesa la mancanza di lucidità tecnico-politica, di trarre le dovute conseguenze liberando un settore amministrativo di fondamentale importanza per lo sviluppo della nostra città".
Multa paucis che lasciano spazio ad altrettanti dubbi!
Anzi. Le dichiarazioni di Piero Barletta in un'intervista a firma di Vito Danese sull'ultimo numero dell'Eco (30 luglio) non potevano lasciare indifferenti i destinatari. In quelle righe infatti l'assessore all'Urbanistica affermava che "i quattro moschettieri" e un regista occulto che non ha il coraggio di farsi vedere (Domenico Alba n.d.r.) vedono in me un nemico politico ormai da tempo (...). Ai quattro moschettiri - dichiarava - do fastidio perchè non sono una persona malleabile e non riescono ad ottenere ciò che vorrebbero".
Dura la risposta dei quattro consiglieri forzisti: "Appare evidente la gravità di tali affermazioni - scrivono in un documento consegnato alla stampa - poichè certamente non lasciano alcuno spazio a possibili intepretazioni, proprio perchè la non malleabilità implica necessariamente l'aver formulato richieste illegittime e/o contra legem. Nulla di più falso. Invero, l'assessore all'Urbanistica, specialmente negli ultimi mesi, non riesce a discernere l'aspetto politico da quello puramente personale, trascinandosi in un percorso particolarmente pericoloso, attesa la natura delle Sue dichiarazioni".
Sicuri della loro posizione politica e personale, i "quattro moschettieri" chiedono chiarezza. "I sottoscritti - proseguono - "sfidano" l'assessore Barletta a chiarire fatti, circostanze, persone coinvolte in tali presunti atti e/o richieste contra legem; sfida che, a rigor di logica, il buon assessore, visto il piglio di assoluta tranquillità, non dovrebbe avere difficoltà ad accettare".
Lo spettro del dubbio si muove evidentemente sul Piano Urbanistico Generale, sulla balla di fieno in corsa (per dirla alla "Romani"), che probabilmente - visti gli ultimi sviluppi - finirà per travolgere qualcuno.
La sfida dei quattro consiglieri si sposta infatti dal piano politico a quello giudiziario: "Ovviamente - precisano i consiglieri - si conferma da parte dei quattro sottoscrittori del presente documento, e del "poco coraggioso regista occulto" ass. Domenico Alba, la più ampia disponibilità a collaborare con gli organi giudiziari competenti, al fine di fare assoluta chiarezza sulle illazioni dell'Assessore Barletta, per le quali ci si riserva di adire le competenti vie giudiziarie".
Una posizione forte e determinata, arrivata a quanto pare solo dopo aver atteso invano una ritrattazione, una dichiarazione di scuse, da parte dell'assessore Barletta. Scuse che non sono arrivate nonostante l'intervento del sindaco Romani, che avrebbe contattato l'assessore Barletta nella speranza di farlo ravvedere e di fargli comprendere la gravità delle sue dichiarazioni.
"Il tutto non ha avuto alcun riscontro. Ecco il perchè di questa lettera, il cui unico obiettivo è quello di ribadire al caro assessore Barletta che, alla luce degli incomprensibili costrutti mentali dallo stesso elaborati, le domande dei quattro moschettieri e del loro regista occulto (Domenico Alba) sono figlie di esclusive motivazioni politiche".
Precisamente, le motivazioni affondano le radici nel nuovo rapporto di forza della compagine ex F.I. all'interno del PdL, "certamente non soddisfatta dalle cariche assegnate". La compagine infatti, pur essendo formata da quattro consiglieri, gode di un solo assessorato (quello al Turismo). Tra le altre motivazioni i forzisti indicano: "un atteggiamento sconsiderato dell'assessore all'Urbanistica" e "tutti i provvedimenti in materia urbanistica, sino ad oggi portati in Consiglio comunale, hanno sempre avuto un iter non certamente tranquillo".
Ragioni esclusivamente politiche, dunque, che prescinderebbero da pareri personali verso l'assessore Barletta, al quale si chiede, in conclusione, ancora una volta, di dimettersi. Al suo posto, i consiglieri ex F.I. vorrebbero un loro corrispondente, un forzista in grado di rimettere a posto un assessorato che è - a quanto pare - mal gestito a causa di una "mancata lucidità tecnico- politica".
"Ebbene - concludono nel documento - caro assessore, nell'invitarLa a precisare nuovamente quanto da Ella a conoscenza, e nel ricordarLe che la malleabilità è un concetto estremamente pericoloso che, come Ella ben sa, può facilmente trasformarsi nell'esatto contrario (spesso grandi moralisti, persone all'apparenza integerrime si sono palesati successivamente "grandi intrallazzatori"), La preghiamo non solo di riflettere su quanto dichiarato ma altresì, attesa la mancanza di lucidità tecnico-politica, di trarre le dovute conseguenze liberando un settore amministrativo di fondamentale importanza per lo sviluppo della nostra città".
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Commenti
Ho sbagliato e non lo rifaccio più
MA CHI SONO I PERSONAGGI CHE SI SFIDANO IN QUESTA BAGARRE?
CONOSCETE I LORO CURRICULUM? LI AVETE STUDIATI RIMA DI VOTARLI? LI RIVOTERESTE?
Tra l'altro, quand'anche ci fosse qualcuno non compromesso e perciò libero di raccontare la verità , in giro non si vede nessuno con gli attributi.
Quaquaraquà per intenderci... tanto per usare un'epressione calzante visto il clima che si respira.
questi signori da destra a sinistra rilasciano interviste a mezzo stampa gettandosi fango delineando gli interessi personali riguardanti il P.U.G.;
questi signori in aula consiliare si prendo a pesci in faccia apertamente facendo nome e cognome di proprietari interessati al P.U.G.;
.....ma allora c'è tanto bisogno di minacciare un bravo ed onesto giornalista come Michelangelo..??
insomma questi signori "se la cantano e se le suonano come vogliono loro"...alla faccia di noi onesti cittadini.. ;-);-)
Le minacce volano dappertutto: nelle interviste (scorrete su questo sito), nelle lettere, davanti ai riflettori e persino in consiglio... e chi deve tacere capisce e tace. Senza batter ciglio. Il clima è quello di un libro di Mario Puzo.
Tutto ciò è insopportabile.
Il fallimento di Romani sta provocando danni ulteriori alla città . Monopoli doveva cambiare per rimettersi in cammino e chiudere un'epoca. Il mancato rilancio sta peggiorando la situazione.
Attendiamo fiduciosi la magistratura.